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"Bambini costretti ad andare in Italia". Polemiche sulla pubblicità del parco giochi svedese

Nel Belpaese Fabio Galli, assessore provinciale di Rimini, ha scritto al neoministro del Turismo Massimo Bray per invitarlo a prendere una posizione a riguardo. Secondo Galli non si tratta solo di un’offesa bella e buona, ma anche di concorrenza sleale e il ministro del Turismo dovrebbe quanto meno associarsi alle dichiarazioni sdegnate della Spagna e difendere le spiagge nostrane.
Bambini che piangono perché costretti a venire in vacanza in Italia. È la campagna pubblicitaria di dubbio gusto di Liseberg, il grande parco di divertimenti per famiglie di Göteborg.



La pubblicità appare su grandi cartelloni pubblicitari in cui sotto i bimbi disperati appare lo slogan: “questa estate, alcuni bambini saranno costretti ad andare in Italia”. Chiaramente l’invito alle famiglie svedesi è di andare al parco di divertimenti cittadino, un vero paradiso per bambini, invece di andare ad affollare le rinomate spiagge italiane.

A finire nel mirino della campagna pubblicitaria, comunque, non è solo l’Italia: anche Maiorca e Creta vengono tirare in ballo, sempre accostate a faccini disperati e musi lunghi.

La campagna decisamente sopra le righe sta facendo discutere in Italia ma anche nella stessa civilissima Svezia. Nel Belpaese Fabio Galli, assessore provinciale di Rimini, ha scritto al neoministro del Turismo Massimo Bray per invitarlo a prendere una posizione a riguardo. Secondo Galli non si tratta solo di un’offesa bella e buona, ma anche di concorrenza sleale e il ministro del Turismo dovrebbe quanto meno associarsi alle dichiarazioni sdegnate della Spagna e difendere le spiagge nostrane.

Sulla stessa linea si è espresso anche Antonio Gazzellone, delegato al Turismo di Roma Capitale. “Posso comprendere che nel turismo la concorrenza sia agguerrita - afferma Gazzellone su il messaggero.it, - visto che in palio ci sono una percentuale del miliardo di viaggiatori, ma la pubblicità scelta dal parco di divertimenti svedese denota una mancanza di stile davvero inusuale per un Paese dove invece il rispetto degli altri è una delle regole cardine".

Infatti anche in Svezia le reazioni non sono state tenere verso la campagna pubblicitaria.  Viktor Ragnemar, regista freelance di Göteborg, ha realizzato un contro-manifesto sulla falsa riga di quelli affissi della città: sulla faccia della bimba in lacrime campeggia la scritta: “242.000 bambini svedesi non possono neanche andare a Liseberg: a chi importa il divertimento garantito?”. Molte le critiche arrivate sulla pagina Facebook del parco giochi. Molti commenti criticano la trovata commerciale accusandola di cattivo gusto, se non nei riguardi delle nazioni estere citate, nei confronti di tutti quei bambini che non si possono permettere nemmeno una giornata al luna park