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Binaghi: Mindshare conferma la stima di crescita del mercato pubblicitario nel 2014 a quota +1,5%
Rispetto a quanto è accaduto l'anno scorso, il 2014 partirà bene confrontandosi con un primo trimestre 2013 catastrofico, per terminare con un secondo semestre più lento. Una stima positiva quella del centro media maturata anche grazie ai grandi eventi sportivi di quest'anno come le Olimpiadi di Sochi e soprattutto i Mondiali di Calcio. Quella attesa più che una vera ripresa dovrebbe rappresentare un arresto del calo continuativo degli ultimi anni, che ha portato la communication industry italiana a valere un terzo in meno rispetto al passato.
A margine del quarto appuntamento con il Purple Program di Mindshare dedicato alla Radio (leggi news), il Chairman&Ceo del centro media Roberto Binaghi si è mostrato ottimista verso l'anno appena iniziato relativamente alle prospettive del mercato pubblicitario italiano dichiarando: "confermiamo la stima recentemente prodotta e relativa alla crescita del +1,5% del nostro mercato nel 2014."
"Un dato che va letto con cautela perchè di fatto significa prevedere più che una vera ripresa un arresto del calo che prosegue da 6 anni (ad esclusione del rimbalzo tecnico del 2010) e negli ultimi due di particolare gravità intorno al -12% per anno" continua Binaghi. "Non vedo segnali particolari di una significativa inversione di tendenza. Rispetto a quanto è accaduto l'anno scorso, il 2014 partirà bene confrontandosi con un primo trimestre 2013 catastrofico, per terminare con un secondo semestre più lento. Una stima positiva la nostra, maturata anche grazie alla presenza quest'anno di grandi eventi sportivi come le Olimpiadi di Sochi e soprattutto i Mondiali di Calcio. Qualcuno prevede già qualche investimento pre-expo verso fine anno, ma io penso sia prematuro."
Per Binaghi nel nostro Paese non ci sono le condizioni perchè la pubblicità si estingua: "Semplicemente ripartiremo tutti da una base minore. Il calo continuativo degli ultimi anni ha portato la communication industry italiana a valere circa un terzo in meno rispetto al passato con una redistribuzione delle risorse sui vari mezzi. Internet, che è arrivato a valere circa il 20% del mercato pubblicitario, continua la sua crescita. La tv tiene il 50% della quota di mercato grazie al rinnovamento che ha saputo darsi. La rimanente parte se la spartiscono i mezzi che più sono in affanno primo su tutti la stampa quotidiana e periodica. L'outdoor in Italia non ha la valenza di un mezzo nazionale a causa della distribuzione della popolazione italiana in tante città di piccole e medie dimensioni. Rimane più un mezzo adatto alle pianificazioni locali."
Infine, allargando lo sguardo a Mindshare il Ceo si dichiara molto soddisfatto per come hanno archiviato il 2013, un anno ricco di gare, molte giocate 'in difesa' su clienti importanti e vinte, che hanno confermato il perimetro della sigla che vanta una quota di mercato di circa il 9% di billing.
Relativamente alle assegnazioni dei budget media il 2014 dovrebbe essere più tranquillo visto che il 2013 è stato un anno di grandi movimenti media. Come ci conferma Binaghi stesso: "secondo me nello scorso anno sono andati in gara circa 1,3 miliardi di euro, quasi il 20% del mercato a valore che arriva scarso ai 7 miliardi."
E per concludere non poteva mancare la domanda sui tanto discussi Diritti di Negoziazione che per Roberto Binaghi sono un "falso problema". Il manager infatti ribadisce: "Nella relazione privata tra clienti e centri media i DN sono conosciuti e regolati e fanno parte delle fee d'agenzia. Non li vedo dunque come il male assoluto che ogni tanto torna a fare parlare di se'. Le aziende hanno un controllo sui DN molto più grande del percepito. Noi non sentiamo perciò l'esigenza di interventi regolatori esterni."
Maria Ferrucci
"Un dato che va letto con cautela perchè di fatto significa prevedere più che una vera ripresa un arresto del calo che prosegue da 6 anni (ad esclusione del rimbalzo tecnico del 2010) e negli ultimi due di particolare gravità intorno al -12% per anno" continua Binaghi. "Non vedo segnali particolari di una significativa inversione di tendenza. Rispetto a quanto è accaduto l'anno scorso, il 2014 partirà bene confrontandosi con un primo trimestre 2013 catastrofico, per terminare con un secondo semestre più lento. Una stima positiva la nostra, maturata anche grazie alla presenza quest'anno di grandi eventi sportivi come le Olimpiadi di Sochi e soprattutto i Mondiali di Calcio. Qualcuno prevede già qualche investimento pre-expo verso fine anno, ma io penso sia prematuro."
Per Binaghi nel nostro Paese non ci sono le condizioni perchè la pubblicità si estingua: "Semplicemente ripartiremo tutti da una base minore. Il calo continuativo degli ultimi anni ha portato la communication industry italiana a valere circa un terzo in meno rispetto al passato con una redistribuzione delle risorse sui vari mezzi. Internet, che è arrivato a valere circa il 20% del mercato pubblicitario, continua la sua crescita. La tv tiene il 50% della quota di mercato grazie al rinnovamento che ha saputo darsi. La rimanente parte se la spartiscono i mezzi che più sono in affanno primo su tutti la stampa quotidiana e periodica. L'outdoor in Italia non ha la valenza di un mezzo nazionale a causa della distribuzione della popolazione italiana in tante città di piccole e medie dimensioni. Rimane più un mezzo adatto alle pianificazioni locali."
Infine, allargando lo sguardo a Mindshare il Ceo si dichiara molto soddisfatto per come hanno archiviato il 2013, un anno ricco di gare, molte giocate 'in difesa' su clienti importanti e vinte, che hanno confermato il perimetro della sigla che vanta una quota di mercato di circa il 9% di billing.
Relativamente alle assegnazioni dei budget media il 2014 dovrebbe essere più tranquillo visto che il 2013 è stato un anno di grandi movimenti media. Come ci conferma Binaghi stesso: "secondo me nello scorso anno sono andati in gara circa 1,3 miliardi di euro, quasi il 20% del mercato a valore che arriva scarso ai 7 miliardi."
E per concludere non poteva mancare la domanda sui tanto discussi Diritti di Negoziazione che per Roberto Binaghi sono un "falso problema". Il manager infatti ribadisce: "Nella relazione privata tra clienti e centri media i DN sono conosciuti e regolati e fanno parte delle fee d'agenzia. Non li vedo dunque come il male assoluto che ogni tanto torna a fare parlare di se'. Le aziende hanno un controllo sui DN molto più grande del percepito. Noi non sentiamo perciò l'esigenza di interventi regolatori esterni."
Maria Ferrucci


