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Brenna: imminente la nuova organizzazione di Leo Burnett
Si dichiara sereno il Ceo dell'agenzia del Gruppo Publicis, che racconta ad Advexpress la nuova evoluzione della sigla, che ha stabilizzato circa settanta persone e punta su una struttura più orizzontale e dinamica. Il 2013 si apre con importanti acquisizioni: tra le quali Unipol. I particolari nella video intervista che verrà pubblicata nel corso della giornata.
Il ceo dell'agenzia del Gruppo Publicis si dichiara saldo al comando e preannuncia una nuova, imminente, organizzazione, più orizzontale e dinamica, di cui ancora non intende anticipare i dettagli. Il 2012 si chiude in maniera positiva nonostante la grande crisi che attanaglia il mercato. L'Italia, headquarter europeo di Leo Burnett, rimane l'hub per Procter & Gamble e per quanto riguarda Philip Morris è stato pianificato uno spostamento nei nuovi uffici appena inaugurati a Losanna solo di una parte del business, con relative persone.A proposito di risorse umane Giorgio Brenna (nella foto), dichiara che sono state assunte circa una settantina di persone a progetto, mentre sono state dismesse una ventina di persone a causa della scarsa flessibilità concessa alle aziende dalla legge Fornero. Il 2013 si è aperto in maniera positiva grazie all'acquisizione di alcuni importanti clienti tra i quali Unipol. A questo new business si aggiungono due gare vinte in Germania, una con la sede di Francoforte riguarda tutto l'atl di Samsung per il mercato tedesco, l'altra, attraverso l'agenzia di Berlino, ha portato all'ingresso di un importante marchio nel settore dei gelati. Infine, il consolidamento di Fiat in Leo Burnett anche in Svizzera.
Anche l'ufficio di Foro Buonaparte, il Teatro dell'immaginazione, rimane in piena attività, e in occasione del Fuori salone sarà protagonista di un evento molto importante, i cui contenuti sono ancora riservati.
Per quanto riguarda il mercato della comunicazione i tempi sono assai difficili, anche a causa dell'incertezza che regna sovrana anche in virtù dei recenti risultati elettorali che non danno un orizzonte di stabilità e serenità economica.
Negli ultimi due anni il mercato è arretrato del 20%. Anche se una inversione di tendenza la vedremo nella seconda parte dell'anno, per tornare ai massimi valori raggiunti ce ne vorranno almeno altri cinque. Quanto al contesto europeo, afferma il manager responsabile anche dell'Europa continentale occidentale, l'Italia insieme alla Spagna costituiscono il fanalino di coda mentre la Francia è stabile. La Germania, dove a Berlino sono stati aperti i nuovi uffici, è invece in una fase di grande dinamismo.
Salvatore Sagone

