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BRW alla ricerca di talenti e idee creative per il primo spot 'anti-casta'
A lanciare la provocazione, tanto alla classe dirigente del Belpaese quanto alle piazze gremite di ruspanti e mugugnanti talenti della ‘Generazione Y’ è Marco Bussinello, presidente della casa di produzione internazionale, con un originale “concorso di idee” finalizzato a raccogliere insight innovativi, intuizioni visive, sceneggiature, storyboard e canovacci.
Il gruppo italiano di produzione pubblicitaria, BRW Filmland (che vanta un portfolio impreziosito da nomi del calibro di Barilla, Fiat Iveco, Olio Monini, Lottomatica e Maserati), recluta giovani creativi per un'idea shock: produrre uno spettacolare spot anti-casta.
A lanciare la provocazione, tanto alla “privilegiata” classe dirigente del Belpaese quanto alle piazze gremite di ruspanti e mugugnanti talenti della ‘Generazione Y’ è Marco Bussinello (in foto), presidente della casa di produzione internazionale BRW Filmland e una vita professionale consacrata al mondo dell’advertising. In che modo? Indicendo - primo in Italia - un originale “concorso di idee” finalizzato a raccogliere insight innovativi, intuizioni visive, sceneggiature, storyboard e canovacci per produrre il primo spot “anti-casta”.
“Proporre idee è senz’altro il miglior modo per fare una consapevole e costruttiva critica sociale. Mi piacerebbe stimolare nei cosiddetti Millenials questo tipo di reazione ai disagi della crisi, e convertire il loro disappunto verso la classe politica in un fecondo slancio creativo” - ha spiegato Marco Bussinello - “Invito le nuove leve della comunicazione a inviarmi i loro progetti attraverso il sito www.brwfilmland.com all’indirizzo e-mail info@brwfilmland.com. Se dovesse arrivare l’idea giusta, mi piacerebbe produrre un spot di denuncia, un film di 30’’ che trasmetta la positività, l’energia, il potenziale e la trasversale voglia di cambiamento delle nuove generazioni”.
Un’iniziativa assolutamente nuova in Italia, ma che ha già un illustre precedente oltre oceanico. Il regista David Sauvage era infatti stato il “motore” del primo spot di Occupy Wall Street, il movimento di contestazione pacifica nato a New York per denunciare gli abusi del capitalismo finanziario, mentre numerosissime sono gli esempi di “protesta” non convenzionale nati sul web in modo più o meno spontaneo, grazie al tam tam sui social network, e concretizzatesi in flash mob e referendum, per non parlare delle ormai note “rivoluzioni africane”.
“La rivoluzione 2.0 è senz’altro social, ma non solo. Twitter, Facebook e Youtube hanno dimostrato le loro enormi potenzialità come vettori di cambiamento sociale e come mezzi di comunicazione, ma hanno al contempo evidenziato una naturale propensione a fare da ‘megafono’ alle forme di pubblicità più tradizionali” - ha continuato Bussinello dall’alto della sua esperienza, aggiungendo che “la qualità creativa di un buon film è ancora l’elemento che fa la differenza, sia in TV che su Youtube. I nuovi media aprono strade inesplorate che possono risollevare la pubblicità dall’appiattimento qualitativo degli ultimi anni e rinnovarla: su questo voglio mettere alla prova i più giovani”.
Il cambiamento sarà trasmesso in TV, quindi, passerà dal vecchio e un po’ arrugginito tubo catodico e avrà come suo pacifico “braccio armato” proprio la pubblicità, una delle più controverse e dibattute forme di creatività umana espresse dai mass media. Con buona pace di Gil Scott-Heron e di quel “The revolution will not be televised” manifesto della protesta contro la “scatola a raggi gamma” e colonna sonora dei Movimenti Antipub e di Culture Jamming di tutto il mondo.
MF
A lanciare la provocazione, tanto alla “privilegiata” classe dirigente del Belpaese quanto alle piazze gremite di ruspanti e mugugnanti talenti della ‘Generazione Y’ è Marco Bussinello (in foto), presidente della casa di produzione internazionale BRW Filmland e una vita professionale consacrata al mondo dell’advertising. In che modo? Indicendo - primo in Italia - un originale “concorso di idee” finalizzato a raccogliere insight innovativi, intuizioni visive, sceneggiature, storyboard e canovacci per produrre il primo spot “anti-casta”.“Proporre idee è senz’altro il miglior modo per fare una consapevole e costruttiva critica sociale. Mi piacerebbe stimolare nei cosiddetti Millenials questo tipo di reazione ai disagi della crisi, e convertire il loro disappunto verso la classe politica in un fecondo slancio creativo” - ha spiegato Marco Bussinello - “Invito le nuove leve della comunicazione a inviarmi i loro progetti attraverso il sito www.brwfilmland.com all’indirizzo e-mail info@brwfilmland.com. Se dovesse arrivare l’idea giusta, mi piacerebbe produrre un spot di denuncia, un film di 30’’ che trasmetta la positività, l’energia, il potenziale e la trasversale voglia di cambiamento delle nuove generazioni”.
Un’iniziativa assolutamente nuova in Italia, ma che ha già un illustre precedente oltre oceanico. Il regista David Sauvage era infatti stato il “motore” del primo spot di Occupy Wall Street, il movimento di contestazione pacifica nato a New York per denunciare gli abusi del capitalismo finanziario, mentre numerosissime sono gli esempi di “protesta” non convenzionale nati sul web in modo più o meno spontaneo, grazie al tam tam sui social network, e concretizzatesi in flash mob e referendum, per non parlare delle ormai note “rivoluzioni africane”.
“La rivoluzione 2.0 è senz’altro social, ma non solo. Twitter, Facebook e Youtube hanno dimostrato le loro enormi potenzialità come vettori di cambiamento sociale e come mezzi di comunicazione, ma hanno al contempo evidenziato una naturale propensione a fare da ‘megafono’ alle forme di pubblicità più tradizionali” - ha continuato Bussinello dall’alto della sua esperienza, aggiungendo che “la qualità creativa di un buon film è ancora l’elemento che fa la differenza, sia in TV che su Youtube. I nuovi media aprono strade inesplorate che possono risollevare la pubblicità dall’appiattimento qualitativo degli ultimi anni e rinnovarla: su questo voglio mettere alla prova i più giovani”.
Il cambiamento sarà trasmesso in TV, quindi, passerà dal vecchio e un po’ arrugginito tubo catodico e avrà come suo pacifico “braccio armato” proprio la pubblicità, una delle più controverse e dibattute forme di creatività umana espresse dai mass media. Con buona pace di Gil Scott-Heron e di quel “The revolution will not be televised” manifesto della protesta contro la “scatola a raggi gamma” e colonna sonora dei Movimenti Antipub e di Culture Jamming di tutto il mondo.
MF

