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Cannes 2016. Quantcast porta al Festival il binomio Dati e Creatività

La società americana esperta in real time advertising e quest’anno sponsor dei Creative Data Lions, il premio per le campagne pubblicitarie che si basano sull’uso dei dati, è intervenuta al Festival con un ospite d’eccezione, Pixar.  Konrad Feldman, CEO e co-fondatore di Quantcast, e Matthew Luhn, story supervisor di Pixar, hanno spiegato come i dati, se analizzati e impiegati correttamente, possano realmente ispirare qualsiasi processo creativo, dalla pubblicità fino al grande film d’animazione.
Quantcast è stata una delle protagoniste del Cannes Lions Innovation 2016, la due giorni (21-22 giugno) del Festival di Cannes dedicata ai dati e alla tecnologia coniugati alla creatività.

La società americana esperta in real time advertising e quest’anno sponsor dei Creative Data Lions, il premio per le campagne pubblicitarie che si basano sull’uso dei dati, è intervenuta all’evento con un ospite d’eccezione, Pixar. 

Konrad Feldman, CEO e co-fondatore di Quantcast, e Matthew Luhn, story supervisor di Pixar, sono saliti sul palco di Cannes per illustrare e dimostrare come i dati, se analizzati e impiegati correttamente, possano realmente ispirare qualsiasi processo creativo, dalla pubblicità fino al grande film d’animazione. Un incontro sulla Croisette tra Big Data e Creatività che evidenzia non solo la connessione e la sintonia tra i due attori, ma anche la trasformazione del Festival, oggi più che mai attento alla creatività supportata dai dati.

Matthew Luhn ha raccontato come i dati siano stati tra i più importanti alleati per la realizzazione di personaggi capaci di riprodurre sul grande schermo le emozioni e i sentimenti propri dell’essere umano, conquistando un pubblico di milioni di persone.

Lo story supervisor di Pixar si è soffermato soprattutto sugli occhi, lo specchio dell’anima, spiegando come la celebre casa di produzione di cartoni animati abbia analizzato le espressioni micro facciali definendo più di 10.000 espressioni associate a circa 3.000 emozioni.

Dati significativi, preziosi ma soprattutto essenziali per creare soggetti così realistici in grado di far commuovere e appassionare gli spettatori. 

Dal cinema al digital advertising, oggi i big data non sono più solo un output, ma assumono sempre più la specifica di input della creatività, come ha confermato anche Konrad Feldman. Grazie all’impiego dei dati, Quantcast riesce infatti a creare miliardi di segmenti di una persona garantendo all’investitore messaggi pubblicitari più rilevanti, creativi e coinvolgenti che raggiungono in real time il giusto consumatore nel momento della massima attenzione. 

Questo speciale appuntamento a Cannes tra Big Data e Creativity, tra Quantcast e Pixar, è la dimostrazione più concreta ed evidente di come i dati siano oggi una parte integrante dei grandi processi creativi e del valore che hanno acquisito nelle società più avanzate e innovative. Le aziende cosiddette “disruptive” si stanno infatti rendendo conto che i dati possono, anzi devono, influenzare le scelte creative trasformando gli “zero uno” in esseri umani, il digitale in vita.


EC