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CANNES. JR: 'La differenza tra uno street artist e un pubblicitario? Il primo ha la libertà di fallire'

Che cosa c'è in comune tra un artista di strada e un pubblicitario? Entrambi fanno comunicazione, anche se in modo diverso. Per discutere di questo tema Draftfcb ha invitato sul palco della 59esima edizione del Festival di Cannes JR, conosciuto in tutto il mondo per le sue originali installazioni. Ecco cosa ci ha insegnato.

(Dalla nostra inviata Serena Piazzi). La street art può essere considerata a tutti gli effetti una delle più antiche forme di advertising, poichè la strada diventa il mezzo per comunicare messaggi alle persone, stimolando reazioni e riflessioni.

Anche adesso che le modalità di fare pubblicità hanno subito una profonda evoluzione, grazie soprattutto alle nuove tecnologie, mentre camminiamo per le vie delle nostre città continuiamo a vedere affissioni con immagini che talvolta ci colpiscono e che fanno parlare di sè.

Se pensiamo a tutto questo, non sembra poi così strana l'idea di Howard Draft, executive chairman di Draftfcb, di invitare a salire sul palco della 59esima edizione del Festival della Creatività di Cannes JR, street artist conosciuto in tutto il mondo per le sue originali installazioni che traggono origine da particolari scatti fotografici.

Il seminario che lo ha visto protagonista e che si è tenuto oggi, 20 giugno, aveva un titolo evocativo: 'Ads and Art - Sharing the Streets'.

Tra i progetti principali realizzati da JR 'Ritratto di una generazione', che risale al 2006, quando decise di appendere nei vari quartieri di Parigi alcuni ritratti in grande formato dei giovani dei sobborghi.

Un lavoro assolutamente illegale, che però assunse valore quando la Paris City Hall decise di utilizzare proprio quegli scatti per ricoprire le proprie pareti.

"Ho cominciato andando in giro per Parigi con la mia macchina fotografica e scattando foto ai soggetti più interessanti che incontravo - ha spiegato JR -, poi ho pensato che per condividere i miei lavori non c'era posto più adatto della strada, e così l'ho trasformata nella mia galleria personale".

E' del 2007 invece 'Face 2 Face', la più grande esposizione illegale mai realizzata. JR, insieme a un altro street artist, Marco, incollò sulle pareti delle strade di otto città palestinesi e israeliane degli enormi ritratti di uomini e donne delle due etnie posti uno accanto all'altro: come dire, dov'è poi tutta questa differenza?

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Poi fu la volta, nel 2008, di 'Wrinkles of the City', interamente dedicato alle donne, cui seguì Inside Out, un progetto internazionale a cui hanno partecipato più di 100mila individui di 102 Paesi.

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"Ho pensato di chiedere alle persone di scattare delle foto e di mandarmele, successivamente io gliele avrei stampate e rispedite, in modo che potessero appenderle dove volevano per comunicare il loro personale messaggio", ha affermato JR.

Un vero artista, senza dubbio. Ma che differenza c'è tra progetti di questo tipo e una campagna affissioni, per quanto orginale possa essere?

JR ha le idee molto chiare a riguardo. "Innanzitutto io non devo rispondere alle richieste di nessun cliente, e non è cosa da poco dal momento che in pratica significa che posso concedermi il lusso di fallire - ha affermato lo street artist -. Non ho alcun messaggio in particolare da comunicare, il mio unico limite è la responsabilità. E poi l'arte, brutta o bella che sia, è sempre una sorpresa, la pubblicità proprio no".