Advertising
CIAI "frega la morte" con Ogilvy&Mather. Pianifica Mediaedge:Cia
"Ho fregato la morte", è questo il claim scelto da Ogilvy&Mather
per la nuova campagna di comunicazione e sensibilizzazione di
CIAI, il Centro Italiano Aiuti all'Infanzia. L'agenzia diretta
da Guerino Delfino conferma quindi il suo impegno quinquennale
al fianco di CIAI.
"Dopo la pluripremiata campagna 'Colpevole di innocenza' siamo felici di curare anche questo nuovo impegno di CIAI – afferma Sergio Baratelli, direttore generale Ogilvy & Mather Italia -. Il nostro rapporto dopo cinque anni è diventato così solido che ci consideriamo parte di questa ONG".
La spot ideato da Roberto Greco (executive creative director), Filippo Aquaro (client creative director e copy) e Laura Vernocchi (art), mostra una serie di bambini africani intenti a svolgere attività da adulti, alcune scritte in sovraimpressione li presentano: "Madi, 31 anni, agricoltore", "Salimata, 24 anni, impegata", "Abebe, 29 anni, medico". Alle immagini e alle scritte segue la voice over: "Nel sud del mondo tanti bambini sono sieropositivi, ma con le cure adeguate possono vivere e diventare grandi. Il CIAI fornisce queste cure. Aiutaci".
Ancora più diretto il messaggio realizzato per la radio in cui le voci di tre bambini recitano "Ho cinque anni e sono condannato a morte. Ho quattro anni e non diventerò mai grande. Ho sei anni e la mia vita sta finendo".
"Questa è una campagna 'punching', dai contenuti forti e dal linguaggio diretto. Del resto dovevamo far capire che un bambino sieropositivo non è per forza condannato ad una rapida morte" – spiega Baratelli che poi lascia la parola a Valeria Rossi Dragone: "È per questo motivo che la campagna di quest'anno è dedicata ai farmaci antiretrovirali. CIAI, ha due obiettivi: da un lato spingere gli stati ad attivare questo tipo di cure, che possono prolungare sensibilmente la vita di un bambino, dall'altro sostenere le altre spese necessarie alla vita di un bambino".
La campagna sarà declinata anche su stampa con le fotografie scattate da Sergio Ramazzotti. "Le immagini scelte dimostrano tutta la voglia di vivere di questi bambini – spiega il fotoreporter -. I gesti che questi bambini fanno sono gesti completamente privi di significato per un bambino africano, ma chiari qui in Italia. In questo modo, oltre all'effetto ironico abbiamo cercato di costruire un piccolo ponte tra due culture così distanti".
La produzione degli spot è stata curata da Mercurio Cinematografica con la regia di Nelson Navarro, mentre la produzione dei radiocomunicati è di L&P. La pianificazione verrà invece curata a titolo gratuito da Mediaedge:cia ; per la stampa è stato già trovato un accordo con Panorama e il Giornale, mentre in tv gli spot dovrebbero trovare spazio sulle reti Mediaset.
I proventi delle offerte e delle donazioni che giungeranno al CIAI saranno utilizzati in Burkina Faso, Cambogia, Etiopia e India.
Luca Giovannetti

