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Da Made in Italy a Created in Italia: ecco l'idea di S&S per rilanciare i nostri prodotti all'estero

In occasione del tradizionale incontro di inizio anno organizzato da S&S Italia a Milano, sono stati presentati i risultati dell'indagine 'Rebranding Made in Italy' condotta dall'istituto di ricerca canadese Hotspex per valutare la percezione di Made in Italy e Made in France presso cinesi e americani. Da qui lo spunto per un nuovo progetto: una campagna biennale, promossa da aziende e istituzioni italiane, volta a promuovere il nuovo concetto di Created in Italia, più adatto a comunicare la passione che caratterizza i nostri prodotti.
Una campagna lunga due anni, promossa da aziende e istituzioni italiane, che da qui all'Expo possa contribuire a dare all'Italia e ai suoi prodotti una nuova immagine, più rispondente a quella reale. Come? Attraverso un tour in giro per l'Italia, un'installazione realizzata da artisti italiani proprio davanti al padiglione Italia dell'Expo, azioni mirate sulla rete e tramite il coinvolgimento di personaggi celebri internazionali, omaggiati di prodotti realizzati esclusivamente da artigiani italiani. Ma anche una canzone, interpretata da Andrea Bocelli, icona del nostro Paese, e un marchio, 'Created in Italia', da stampare su tutti i nostri manufatti. L'idea è di Saatchi & Saatchi Italia. Per il momento, come ha tenuto a precisre il Ceo Giuseppe Caiazza, si tratta solo di un 'esercizio intellettuale', ma l'intenzione di trasformarlo un un progetto concreto c'è.

"Tra i nostri clienti ci sono molte aziende simbolo del Made in Italy, da illy a Peroni, che abbiamo appena acquisito (leggi news) - ha affermato Caiazza - . Stiamo dialogando con loro per vedere se l'iniziativa può essere di interesse e allo stesso tempo stiamo cercando un contatto con le istituzioni, allo scopo di dare un endorsement al progetto. Sarebbe davvero bello poterlo realizzare davvero".

Ma da dove nasce un'iniziativa come questa? Si è tenuto oggi, 23 gennaio, a Milano, il tradizionale incontro di inizio anno organizzato presso la sede di Saatchi & Saatchi Italia per fare il punto sull'andamento dell'anno appena trascorso e sulle prospettive di quello appena iniziato (guarda l'intervista video a Giuseppe Caiazza). 

L'appuntamento è stato anche l'occasione per presentare i risultati dell'indagine 'Rebranding Made in Italy', commissionata da Saatchi & Saatchi Italia e condotta dall'istituto di ricerca canadese Hotspex. Lo studio analizza la percezione del brand Italia nel mondo, mettendo a confronto la visione che America e Cina, due fra le principali potenze economiche mondiali, hanno rispettivamente dei prodotti italiani e di quelli francesi, con lo scopo di individuare i punti di forza e di debolezza del Made in Italy.

Lo studio, condotto con un metodo innovativo che utilizza una mappatura tridimensionale delle emozioni, ha analizzato le specificità del Made in Italy e del Made in France, prendendo in esame quattro categorie di prodotto vino, moda, design e cibo. L'utilizzo di una metodologia in grado di coniugare razionalità ed emotività ha permesso di ottenere risultati che rispecchiano in maniera precisa i processi alla base della decisione. 

Nonostante il riconoscimento a livello globale di peculiarità come qulità e tradizione, i dati della ricerca dimostrano come il Made in Italy risulti ancora poco compreso nella sua totalità. Ciò che non emerge è proprio uno dei tratti caratteristici dell'Italia, del suo popolo e dei suoi prodotti: la passione. All'estero i prodotti del Bel Paese sono avvertiti come di qualità ma privi di personalità e di fascino, caratteristiche quetse che sembrano essere, per il momento, più diffusamente presenti nell'offerta del Made in France. 

Giuseppe Caiazza ha commentato: "La maggior parte degli imprenditori italiani vede il Made in Italy come l'espressione di valori quali passione, buon gusto e creatività. Ed è proprio attorno a queste specificità che vengono costruite le strategie di marketing per promuovere i prodotti italiani nel mercato globale. Attraverso la ricerca, è stato possibile verificare come, in alcuni casi, la percezione di chi il Made in Italy lo produce non si rifletta in maniera coerente tra i consumatori del mondo".

Da qui dunque lo spunto per il lancio di 'Created in Italia' che, a parere di Caiazza, riflette meglio i tratti propri dei prodotti realizzati nel nostro Paese. "Ogni cambiamento parte da un cambiamento di linguaggio - ha sottolineato Caiazza - . Gli italiani non 'fanno', 'creano', e poi perché rinunciare al nome Italia?". Certo, un progetto di questo tipo non è facile da realizzare. "In fondo noi lavoriamo con le idee e pensare in grande non costa nulla. Se poi tutto questo dovesse diventare realtà, non potremo che esserne felici", ha chiosato Caiazza.

SP