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Editoria: dal 2007 pubblicità in calo di quasi 3 mld

Roberto Binaghi, chief executive officier di Mindshare in Italia, come riporta Primaonline,  intervenuto oggi, 14 novembre, in videoconferenza da Milano alla conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione e della commissione contratto Fnsi in corso a Fiuggi, ha tracciato un bilancio degli investimenti nell'editoria, anticipando che il 2012 si chiuderà con - 13%, e il prossimo anno l’investimento previsto per l’intero settore (carta stampata, tv, web) sarà pari a 7,5 mld, la metà dei quali sarà assorbita dalla televisione, il 16% da internet, mentre la somma di quotidiani e periodici si attesterà intorno al 20%.
Nel settore dell'editoria dal 2007 ad oggi si registra un calo di quasi 3 miliardi di euro negli investimenti pubblicitari, con una flessione intorno al 22%. Il 2012 si chiuderà con - 13%, e il prossimo anno l’investimento previsto per l’intero settore (carta stampata, tv, web) sarà pari a 7,5 mld, la metà dei quali sarà assorbita dalla televisione, il 16% da internet, mentre la somma di quotidiani e periodici si attesterà intorno al 20%.

Sono i dati forniti da Roberto Binaghi (nella foto), chief executive officier di Mindshare in Italia, come riporta Primaonline,  intervenuto oggi in videoconferenza da Milano alla conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione e della commissione contratto Fnsi in corso a Fiuggi, come riportato dall’Agi sullo stesso sito della Fnsi.

“Si sperava in un recupero nella seconda metà dell’anno, si stimava un mercato con dati negativi ma non a questo livello”, ha sottolineato Binaghi, osservando come da giugno ad agosto ii livello degli investimenti è sceso ulteriormente innescando un vortice che coinvolge tutti  comparti e tutti i mezzi, dalla grande editoria alla stampa locale.

Continua a crescere il mercato digitale, con la nascita di nuove piattaforme, mentre la stampa ha perso intorno ai 18 punti. La televisione vive una situazione particolare: sale il digitale a fronte di un calo della tv tradizionale. Ciò nonostante si ritiene che la televisione continui ad essere un importante media capace di raccogliere anche il 50%  del mercato pubblicitario. Secondo Binaghi la televisione rimarrà l’unico mezzo ecumenico.  Il manager ricorda che si è passati da 200 a 240 canali, con 12 milioni di telespettatori medi a fronte di dieci milioni e sottolinea che alla televisione viene dedicato un tempo di fruizione rilevante. Nuova la possibilità di commentare in diretta quel che sta accadendo sul piccolo schermo attraverso Twitter e Facebook, fenomeno che affida ai mezzi di informazione non il compito di dare la notizia ma quell0p dell'approfondimento.

Nel settore stampa secondo Binaghi la carta da giocare èquella del brand: dove esiste infatti un brand forte,  l’informazione è più seguita e più forte è l’adesione. Per l’informazione, Google sta diventando al pari della stampaGli editori che riusciranno a lavorare sulla multipiattaforma riusciranno a recuperare dal web quello che perdono dalla carta stampata.

"Quello che acquistiamo dal web è molto meno caro - ha sottolineato Binaghi - quindi è difficile comunque compensare le perdite della piattaforma stampa.

"C'è una revisione di prezzi e costi della pubblicità" osserva Binaghi. "Nella crisi del 2008/2009 clienti importanti della stampa periodica sono sbarcati sulla quotidiana che si è 'concessa' alla moda. "Pagine di grandi quotidiani si potevano pagare anche fino a 40mila euro, mentre oggi questi clienti non esistono più. Da una media di 20-25mila euro a pagina ora si è a 10-15mila euro.  Nell’ultimo anno non c'è richiesta di pubblicità perchè manca la gente che entra in negozio a comprare. Pagine che erano occupate da finanza e assicurazioni, oggi sono occupate dalla moda con un costo della pagina molto più basso".

Per Binaghi è probabile che ci vorrà molto tempo ma forse molte delle testate nate cartacee possano prioritariamente pubblicare sul web pur mantenendo una parte, seppur limitata, di pubblicazione cartacea.