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Facchetti (Assorel): d’accordo con Sassoli (UPA), un credito d’imposta al 10% sulle nuove campagne
Il Presidente Assorel appoggia la richiesta del presidente Upa al prossimo governo di un credito d’imposta a validità triennale sull’incremento degli investimenti in Comunicazione, con un tetto massimo del 10% di utilizzabilità, nell'ottica di favorire gli investimenti nel nostro Paese dopo il calo del 14% della pubblicità registrato nel 2012. "Le RP hanno una funzione anticiclica - osserva Facchetti - ma questo è il momento di sostenere la domanda, perché la crisi si combatte anche con la Comunicazione”.
D’accordo con la proposta di Sassoli de Bianchi (UPA) di un credito d’imposta per sostenere le campagne di comunicazione.
Questo il commento del Presidente Assorel, Beppe Facchetti (nella foto), inviato questa mattina alla stampa, rispetto alla richiesta rivolta dal Presidente dell'Upa al nuovo Parlamento (come si legge in un'intervista rilasciata il 10 febbraio sul Corriere dela Sera), di prevedere un credito d’imposta a validità triennale sull’incremento degli investimenti in Comunicazione, con un tetto massimo del 10% di utilizzabilità.
Un vantaggio fiscale, che, precisa Sassoli al Corriere, avrebbe effetti positivi sul sistema dei media, offrirebbe un argomento ai manager delle grandi multinazionali per convincerli a investire nel nostro Paese, con effetti positivi anche sui consumi.
“Pur considerando che il settore delle Relazioni Pubbliche continua ad avere una funzione anticiclica rispetto a quello della pubblicità, condividiamo le preoccupazioni e apprezziamo le proposte del Presidente UPA - Sassoli de Bianchi” aggiunge Facchetti, ribadendo che "le RP hanno una funzione anticiclica, ma questo è il momento di sostenere la domanda, perché la crisi si combatte anche con la Comunicazione”.
“Vale per la pubblicità - ha aggiunto Facchetti - ma vale per tutto il comparto della Comunicazione il fatto che questo tipo di investimento è essenziale per accompagnare un autentico rilancio della produzione e quindi dei consumi. E’ dunque di interesse pubblico sostenere gli interventi che possano riavviare un circuito virtuoso di rilancio e sviluppo”.
Le valutazioni sui risultati del 2012 nel comparto delle Relazioni Pubbliche non sono ancora disponibili, ma le aziende Assorel - che sono le più importanti e qualificate, e che rappresentano un significativo universo di piccole e grandi imprese, multinazionali comprese - resistono con forza sul fronte della caduta complessiva degli indicatori economici.
“Ma questo non significa - ha concluso Facchetti - che non sia utile a tutto l’insieme della Comunicazione che siano varate misure, anche fiscali, di sostegno della domanda. Questo, tanto più che le recenti norme sul lavoro, hanno già appesantito le gestioni delle nostre imprese, che sono fortemente labour intensive”.
EC
Questo il commento del Presidente Assorel, Beppe Facchetti (nella foto), inviato questa mattina alla stampa, rispetto alla richiesta rivolta dal Presidente dell'Upa al nuovo Parlamento (come si legge in un'intervista rilasciata il 10 febbraio sul Corriere dela Sera), di prevedere un credito d’imposta a validità triennale sull’incremento degli investimenti in Comunicazione, con un tetto massimo del 10% di utilizzabilità. Un vantaggio fiscale, che, precisa Sassoli al Corriere, avrebbe effetti positivi sul sistema dei media, offrirebbe un argomento ai manager delle grandi multinazionali per convincerli a investire nel nostro Paese, con effetti positivi anche sui consumi.
“Pur considerando che il settore delle Relazioni Pubbliche continua ad avere una funzione anticiclica rispetto a quello della pubblicità, condividiamo le preoccupazioni e apprezziamo le proposte del Presidente UPA - Sassoli de Bianchi” aggiunge Facchetti, ribadendo che "le RP hanno una funzione anticiclica, ma questo è il momento di sostenere la domanda, perché la crisi si combatte anche con la Comunicazione”.
“Vale per la pubblicità - ha aggiunto Facchetti - ma vale per tutto il comparto della Comunicazione il fatto che questo tipo di investimento è essenziale per accompagnare un autentico rilancio della produzione e quindi dei consumi. E’ dunque di interesse pubblico sostenere gli interventi che possano riavviare un circuito virtuoso di rilancio e sviluppo”.
Le valutazioni sui risultati del 2012 nel comparto delle Relazioni Pubbliche non sono ancora disponibili, ma le aziende Assorel - che sono le più importanti e qualificate, e che rappresentano un significativo universo di piccole e grandi imprese, multinazionali comprese - resistono con forza sul fronte della caduta complessiva degli indicatori economici.
“Ma questo non significa - ha concluso Facchetti - che non sia utile a tutto l’insieme della Comunicazione che siano varate misure, anche fiscali, di sostegno della domanda. Questo, tanto più che le recenti norme sul lavoro, hanno già appesantito le gestioni delle nostre imprese, che sono fortemente labour intensive”.
EC

