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Ford: licenziati i pubblicitari di Jtw autori dell'adv su Berlusconi

Sentimenti di indignazione diffusi nell'opinione pubblica, hanno costretto nei giorni scorsi sia Ford Italia che l’agenzia pubblicitaria del Gruppo WPP responsabile a scusarsi pubblicamente prendendo provvedimenti disciplinari drastici nei confronti dei firmatari della campagna criticata dalle femministe in India dove è appena stata approvata una legge contro la violenza sessuale in seguito al brutale stupro della studentessa sull'autobus a Nuova Delhi.
Alcuni pubblicitari della filiale indiana dell'agenzia Jwt (Wpp Group) sono stati licenziati sull'onda delle polemiche scatenate dalle immagini ideate per una campagna locale della Ford. Tra le immagini, giudicate sessiste e offensive, anche quella che ritraeva l'ex premier italiano all'interno di un modello della casa, con tre ragazze legate e seminude nel bagagliaio.



Alla guida della nuova Fiesta c’è Silvio Berlusconi che, come si evince dalla campagna, è noto al pubblico internazionale più per gli scandali che per la carriera politica. Nel portabagagli, tre bellezze note alla stampa: Francesca Pascale, Nicole Minetti e Ruby Rubicondi, legate e imbavagliate da un Berlusconi, si lascia intendere, che canta vittoria e di fondo il claim “Lasciatevi le preoccupazioni alle spalle”.

Sentimenti di indignazione si erano diffusi nell'opinione pubblica, costringendo nei giorni scorsi sia Ford Italia che l’agenzia pubblicitaria responsabile WPP a scusarsi pubblicamente: "profondamente rammaricati per qualcosa che non sarebbe mai dovuto accadere."

"Le immagini sono state realizzate da singoli individui senza passare attraverso i regolari processi di revisione", ha reso noto la Wjt, unità indiana della Wpp. "Dopo un'attento esame della situazione abbiamo deciso alcune azioni disciplinari contro i responsabili, compreso il licenziamento di alcuni dipendenti".

Le immagini che avevano per protagonisti anche Michael Schumacher e Paris Hilton, erano state caricate sul sito web dell'agenzia il giorno dopo l'approvazione da parte del governo indiano di leggi più aspre contro i reati a sfondo sessuale. Un intenso dibattito sulle pene previste per questo genere di reati era infatti seguito dopo lo stupro della studentessa 23enne di Delhi, morta lo scorso dicembre per le ferite riportate. Evento che aveva scatenato proteste senza precedenti contro le dure condizioni della donna in India.