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Fronzoni (LPF): anticipo l'uscita per divergenze con il network
Contattato da ADVexpress, il manager, commenta così la decisione di uscire dall'agenzia a fine anno: "Nel 2007 mi sono messo al timone di una struttura giurassica e l’ho traghettata nell’era contemporanea. L'ho reinventata, fatta navigare nelle cattive acque della crisi dotandola di un modello organizzativo solido e professionisti di valore. Ora che le richieste del management internazionale non sono più in linea con la mia vision, scendo dalla nave, non abbandonandola come Schettino, ma con l'obiettivo raggiunto, anche in termini di business".
Per un inconveniente tecnico, il 30 novembre l'intervista ad Alessio Fronzoni è stata visibile su ADVexpress solo nel sommario.Pubblichiamo il testo completo dell'intervista.
“Pur avendo un’aspettativa di vita professionale molto lunga, credo di aver completato il mio percorso in Lowe Pirella Fronzoni. Sappiamo che le multinazionali spesso agiscono con logiche guidate più dai numeri che dalla sostanza, così, per divergenze con il network, anche di vision strategica, ho un di poco anticipato la decisione di uscire dall'agenzia rispetto a quanto definito in precedenza con il Gruppo”.
Così il Ceo Alessio Fronzoni, contattato da ADVexpress, commenta la notizia riguardante la fine della sua collaborazione con l’agenzia del Gruppo Interpublic (leggi news).
"Nel 2007 mi sono messo al timone di una struttura giurassica e l’ho traghettata nell’era contemporanea. L'ho reinventata, fatta navigare nelle cattive acque della crisi dotandola di un modello organizzativo solido, professionisti di valore e diffondendo in essa la cultura dei nuovi media. Ora che le richieste del management internazionale non sono più in linea con la mia vision, scendo dalla nave, non abbandonandola come Schettino, ma con l'obiettivo raggiunto, anche in termini di business. Lascio un’agenzia in salute, cresciuta dal 2007 ad oggi di oltre il 40%”.
Alla domanda se, per acquisire un cliente, è mai incappato nella pratica del dumping, il manager risponde: “Mai, perché porta al suicidio. Non è una logica intelligente e chi la pratica ne pagherà le conseguenze”.
“In alcuni casi - prosegue il manager - abbiamo perso delle gare, soprattutto nel settore pubblico, per aver chiesto una remunerazione adeguata al nostro valore”.
Quale sarà la nuova sfida di Alessio Fronzoni? Resterà nella comunicazione?
“Sarebbe un suicidio rientrare in un settore in cui la concorrenza è pessima, i clienti ti spingono a negoziare i tuoi compensi con i loro uffici acquisti spostando al ribasso le remunerazioni” dichiara.
Ma il manager non esclude completamente il settore: “Non aprirò una nuova agenzia tradizionale. La pubblicità, i banner, il web sono formati vecchi, superati. Serve un pensiero laterale, un nuovo modello di business efficace, che offra un reale valore aggiunto che il cliente sia disposto a pagare e che sappia tradurre il ROI delle aziende in effetti positivi sul fatturato”.
EC

