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FullSix: 'AGCOM riconosce la posizione dominante del gruppo WPP'

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa, diffuso dall'agenzia nel pomeriggio, a commento di una delle evidenze tracciate dall' Indagine Conoscitiva sul settore della raccolta pubblicitaria pubblicata da AGCOM. L'analisi, più in generale, ha dipinto anche stato di forte crisi del mercato in seguito a una forte contrazione delle entrate e una concentrazione riscontrata in tutti i settori analizzati, dall'intermediazione pubblicitaria, alla raccolta pubblicitaria televisiva al web.
Riceviamo da FullSix (nella foto Marco Benatti, Vp e Ceo), e pubblichiamo il seguente comunicato stampa, diffuso dall'agenzia  nel pomeriggio, a commento di una delle evidenze emerse dall' Indagine Conoscitiva sul settore della raccolta pubblicitaria pubblicata da AGCOM.


Dopo anni di denunce ed esposti alle varie Autorità italiane ed europee competenti e dopo il clamoroso rigetto della denuncia, presentata da FullSix, dell’Antitrust per abuso di posizione dominante, in cui “laconicamente” l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) non ravvisava la sussistenza nel mercato dei servizi di intermediazione pubblicitaria, delle attività di ricerca di mercato e dei servizi di marketing delle comunicazioni di una posizione dominante detenuta dal Gruppo WPP, finalmente arriva un’analisi approfondita e dettagliata sul tema della concorrenza nel settore della raccolta pubblicitaria da parte dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM).

Con la pubblicazione dell’”Indagine Conoscitiva sul settore della raccolta pubblicitaria” (All. A alla Delibera n.551/12/CONS), l’AGCOM ha comunicato la chiusura dell’indagine conoscitiva avviata nell’agosto 2010. L’AGCOM ha ravvisato che “il mercato italiano dell’intermediazione pubblicitaria è dominato dalla presenza di un operatore, il gruppo WPP, che, da solo, ne controlla oltre il 40%”.

Inoltre, per l’AGCOM tale concentrazione è anomala sia rispetto a tutti i principali mercati della pubblicità mondiali, ma è soprattutto distorsiva della concorrenza e “non può che avere ripercussioni negative sul benessere sociale, determinando un equilibrio di mercato che non garantisce esiti efficienti”.
Inoltre, sempre secondo l’AGCOM “l’attuale configurazione delle relazioni di mercato appare caratterizzato da una elevata opacità, garantendo al maggiore operatore di mercato (gruppo WPP) di poter creare barriere artificiali all’entrata che comportano fallimenti del mercato nazionale dei servizi di intermediazione pubblicitaria”.

A FullSix  - fa piacere poter constatare che finalmente un’Autorità indipendente abbia messo nero su bianco quanto era evidente ai più, ma che non si poteva dire per gli enormi interessi in gioco, compreso “quel” conflitto di interessi.

FullSix, che per prima aveva sollevato queste problematiche e che in virtù di tali comportanti anti concorrenziali ha ricevuto un gravissimo pregiudizio economico e patrimoniale, intende perseguire tutte le iniziative a livello istituzionale per vedere riconosciute le proprie ragioni, che a questo punto risultano emergere in modo evidente e definitivo.



Più in generale, l'indagine conoscitiva sulla raccolta pubblicitaria realizzata dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni traccia un quadro molto articolato del mercato della pubblicità italiano, evidenziandone uno stato di forte crisi in seguito a una forte contrazione delle entrate per via della recessione economica iniziata nel 2008 ed effetti distorsivi del sistema che si ripercuotono negativamente sui prezzi a causa della concentrazione riscontrata in tutti i settori analizzati.

Nel settore della raccolta pubblicitaria televisiva,  l'AGCOM evidenzia come  il leader del mercato resta il gruppo Fininvest/Mediaset  con una quota del 36% nel 2010, davanti alla Rai con il 13,8%, RCS Mediagroup (5,1%), Gruppo Editoriale l'Espresso (4,9%). Quinto operatore è Google che ha ormai superato News Corporation, Telecom Italia e Confindustria/Il Sole 24 ore.
L'indagine evidenzia inoltre l'esistenza di una "sproporzione sempre maggiore dei ricavi da raccolta pubblicitaria fra i due principali operatori televisivi, con Fininvest/Mediaset che realizza circa il 62% della quota complessiva (57% se si considerano anche le locali) e Rai solo il 24%". In sostanza, osserva l'AGCOM: " nonostante il processo di liberalizzazione in atto, la concentrazione é scesa soltanto di 500 punti in più di 5 anni, rimanendo largamente al di sopra della soglia di 2.500 punti oltre la quale un mercato viene considerato strutturalmente concentrato”.

Riguardo ai mezzi, l'indagine evidenzia la forte capacità di tenuta della televisione che rimane in Italia il mezzo pubblicitario preponderante.  In forte rallentamento gli altri mezzi tradizionali,  in particolare la carta stampata, interessata da un declino di natura strutturale. Boom di internet che nel 2006 ha superato la radio, e dal 2011 è diventato il secondo mezzo in Italia, oltrepassando quotidiani e periodici.

Agcom spiega che il web ha un fatturato ancora inferiore a quello della televisione e stampa, ma la sua rilevanza è crescente come comparto pubblicitario. Anche sul web c'è però una forte concentrazione. Lo scorso decennio è stato caratterizzato dall'affermazione dei motori di ricerca, con la leadership prima di Yahoo! e poi di Google. L'attuale decennio appare, invece, legato all'affermazione dei social network.

Facebook oggi è il secondo operatore dopo Google per utenti unici e la società con maggior tempo medio speso per utente. In Italia, nonostante la crescita, il peso di Internet è inferiore rispetto agli altri paesi. Dal 2005 al 2009 la quota del web nel mercato pubblicitario è salita dall'1,6% al 9,3%. Negli Usa, tre anni fa, il settore valeva già il 13,7%, mentre nel Regno Unito il 26,7%.

Alla luce dei dati, l'Autorità spiega che "restano distorsioni nel funzionamento del sistema pubblicitario" e "il recente sviluppo dei servizi di media auditing, attività nata appunto per alleviare gli effetti di tali fallimenti di mercato, non appare in grado, di per sè, di riportare il sistema verso un esito efficiente di mercato".


EC