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Guastini (Adci): gli stereotipi di genere sono da condannare, ma la colpa non è solo dell'adv

Dopo l'intervento di Annamaria Testa all’Assemblea Upa (leggi news), anche il presidente dell'Adci ha trattato il tema della pubblicità sessista nel corso di un incontro organizzato dalla CGIL, che si è svolto presso la Camera del Lavoro di Milano. Sul blog dell'Art Directors Club Italiano la sintesi dell'intervento '30 anni dalla parte del torto marcio'.
Ad affrontare il tema della pubblicità sessista è stata in primis Annamaria Testa che, nel corso dell'Assemblea annuale Upa tenutasi lo scorso 3 luglio, ha tenuto un intervento sull'argomento (vedi notizia correlata).

Il 15 luglio è stata invece la volta di Massimo Guastini (nella foto), presidente Adci, che ha partecipato a un incontro organizzato dalla CGIL presso la Camera del Lavoro di Milano parlando ancora una volta della figura della donna in pubblicità.

Come si legge in un post pubblicato sul blog dell'Art Directors Club Italiano dallo stesso Guastini, in estrema sintesi il messaggio dell'intervento è stato il seguente: perpetuare stereotipi di genere è sicuramente una forma di violenza che ostacola il pieno sviluppo della persona e, in accordo a quanto recita la Costituzione Italiana, (art. 3 e art 4) è compito della Repubblica rimuovere questi ostacoli, promuovendo migliori e più libere condizioni sociali.

Negli ultimi 30 anni questa violenza è stata commessa a danni delle donne dall’intero sistema dei Media e dalle Istituzioni stesse. Indicare nella pubblicità l’unico colpevole, può essere comodo ma è poco utile.

Questo il testo integrale dell'ìntervento di Massimo Guastini, '30 anni dalla parte del torto marcio'.

Interessante anche l'intervento sul tema di Laura Bordrini, Presidente della Camera.

SP