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Hegarty: L'adv deve integrarsi con le marche, e la tecnologia è un mezzo non un fine

La chiave del successo, come ha spiegato Sir. Hegarty ai microfoni di ADVexpressTv, sta sempre nella capacità di instaurare una relazione con il consumatore e che per ingaggiarlo in modo più efficace la pubblicità deve avere una forte connessione con i fenomeni e le tendenze della società. Insomma, una headline d’effetto può non bastare. Inoltre, come ha sottolineato Sir. Hegarty ai nostri microfoni, l’advertising non è un cappotto che il brand si può mettere o togliere quando vuole: tra pubblicità e marca ci deve essere un legame stretto, l’integrazione deve essere totale
 
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(Cannes. Dal nostro inviato Salvatore Sagone) Coinvolgere la propria audience, essere rilevanti ma anche divertenti: sono queste le regole che bisogna seguire quando si fa pubblicità, almeno secondo Sir John Hegarty, Founder e Creative BBH, nonché presidente della giuria Titanium&Integrated alla 63esima edizione del Festival Internazionale della Creatività di Cannes.

Solo se l’advertising ha queste caratteristiche, infatti, risulta apprezzato. Ne sono un esempio le due campagne che si sono aggiudicate quest’anno il Grand Prix nella sezione Titanium&Integrated di cui Hegarty è stato presidente quest'anno (leggi news). 

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La chiave del successo, come ha spiegato Sir. Hegarty ai microfoni di ADVexpressTv, sta sempre nella capacità di instaurare una relazione con il consumatore e che per ingaggiarlo in modo più efficace la pubblicità deve avere una forte connessione con i fenomeni e le tendenze della società. Insomma, una headline d’effetto può non bastare.

Inoltre, come ha sottolineato Sir. Hegarty ai nostri microfoni, l’advertising non è un cappotto che il brand si può mettere o togliere quando vuole: tra pubblicità e marca ci deve essere un legame stretto, l’integrazione deve essere totale, altrimenti è difficile che si crei un rapporto di valore con il consumatore.

La tecnologia, anche se è fondamentale, complica ulteriormente le cose:  se già è difficile prevedere quale percezione avrà l’utente della pubblicità veicolata e, di conseguenza, del brand, ancora più complicato è riuscire a stabilire l’impatto che avranno alcune innovazioni tecnologiche. Ad esempio, sicuramente la realtà virtuale cambierà il modo di fare storytelling e questo porterà a soluzioni creative ancora più interessanti, ma bisognerà aspettare del tempo per fare delle valutazioni oggettive del fenomeno.