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I Brics sono la sorpresa del Festival 'governato' dagli Usa. Italia al 19° posto
Sulla base dei leoni totalizzati nelle diverse Sezioni del Festival il nostro paese perde sette posizioni rispetto al 2012 tra le nazioni più 'creative' nello scacchiere mondiale. Russia a parte, si affermano Brasile, India, Cina e Sud Africa, a conferma che la creatività è diretta espressione dell'economia.
Tempo di bilanci per il dopo Cannes. Alla luce dei leoni raccolti dall'Italia nella 60 edizione del Festival in che posizione si colloca nel panorama mondiale dell'advertising? Una domanda che riteniamo interessante perché ci fa capire quale è lo stato di salute della nostra industria creativa e qual è il gap che ci separa dalle nazioni più forti.
Ebbene, la classifica generale che abbiamo voluto stilare sommando tutti i metalli e Grand Prix vinti da 92 paesi (erano 87 nel 2012) che, complessivamente, hanno iscritto 35.765 campagne (34.301 nel 2012), ci dice che l'Italia si pone al 19° posto nel Palmares globale, e perde 7 posizioni rispetto all'anno scorso. Più precisamente (vedi tabella allegata), ottiene 19 leoni, di cui ricordiamo 1 d'oro, 3 d'argento e 15 di bronzo (erano 18 tra leoni e Grand Prix nel 2012). Abbiamo voluto fare classifica strettamente quantitativa. Se volessimo dare un peso alla tipologia di metalli la posizione in graduatoria sarebbe più bassa.
Al vertice della classifica (vedi allegato) ci sono, com'è prevedibile, gli Stati Uniti con ben 173 leoni vinti. (furono 183 nel 2012). Al secondo posto balza il Brasile con 113 leoni rispetto ai 68 dell'anno scorso (quarta posizione) e scalza il Regno Unito, che scende di un gradino nonostante abbia incrementato il numero di statuette (100 contro 83 dell'anno scorso). Sale anche l'Australia, economia in grande sviluppo, che si pone al quarto posto, mentre la Germania, inaspettatamente terza l'anno scorso scende di due gradini, ma conferma che una grande potenza economica comprende bene che la creatività rappresenta la linfa, il carburante per farla crescere.
Fa un bel balzo in avanti anche la Francia che, con 54 leoni passa dalla decima alla sesta posizione. Il Giappone dal sesto posto passa all'ottavo, mentre l'Argentina dalla nona posizione scende alla quindicesima. La creatività scandinava, rappresentata dalla Svezia conserva il settimo posto ed è sempre presente tra i paesi creativamente più evoluti.
Sarà un caso, o forse non lo è affatto, che la Spagna come l'Italia abbia perso diverse posizioni passando dall'undicesimo posto al diciassettesimo, anche se ha aumentato il bottino dei leoni passando da 19 a 22. Segno che la creatività è specchio della situazione economica dei paesi di riferimento.
Una conferma in questo senso è evidente dalla performance dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), che sono entrati pesantemente tra i paesi più premiati a Cannes. Del Brasile abbiamo già detto (secondo assoluto), l'India con 32 leoni conquista la nona posizione (l'anno scorso non rientrava neanche tra le top 15), e il Sud Africa con 31 l'undicesima posizione. Manca la Russia, che ancora stenta a trovare una sua via nell'advertising mondiale. Per quanto riguarda le tigri dell'Asia la Cina con 25 leoni si ritaglia la tredicesima posizione, e si porta decisamente avanti rispetto all'Italia, preceduta anche da Singapore.
In allegato, in altro a destra, la tabella in xls dei Paesi più premiati
Salvatore Sagone
Ebbene, la classifica generale che abbiamo voluto stilare sommando tutti i metalli e Grand Prix vinti da 92 paesi (erano 87 nel 2012) che, complessivamente, hanno iscritto 35.765 campagne (34.301 nel 2012), ci dice che l'Italia si pone al 19° posto nel Palmares globale, e perde 7 posizioni rispetto all'anno scorso. Più precisamente (vedi tabella allegata), ottiene 19 leoni, di cui ricordiamo 1 d'oro, 3 d'argento e 15 di bronzo (erano 18 tra leoni e Grand Prix nel 2012). Abbiamo voluto fare classifica strettamente quantitativa. Se volessimo dare un peso alla tipologia di metalli la posizione in graduatoria sarebbe più bassa.
Al vertice della classifica (vedi allegato) ci sono, com'è prevedibile, gli Stati Uniti con ben 173 leoni vinti. (furono 183 nel 2012). Al secondo posto balza il Brasile con 113 leoni rispetto ai 68 dell'anno scorso (quarta posizione) e scalza il Regno Unito, che scende di un gradino nonostante abbia incrementato il numero di statuette (100 contro 83 dell'anno scorso). Sale anche l'Australia, economia in grande sviluppo, che si pone al quarto posto, mentre la Germania, inaspettatamente terza l'anno scorso scende di due gradini, ma conferma che una grande potenza economica comprende bene che la creatività rappresenta la linfa, il carburante per farla crescere.
Fa un bel balzo in avanti anche la Francia che, con 54 leoni passa dalla decima alla sesta posizione. Il Giappone dal sesto posto passa all'ottavo, mentre l'Argentina dalla nona posizione scende alla quindicesima. La creatività scandinava, rappresentata dalla Svezia conserva il settimo posto ed è sempre presente tra i paesi creativamente più evoluti.
Sarà un caso, o forse non lo è affatto, che la Spagna come l'Italia abbia perso diverse posizioni passando dall'undicesimo posto al diciassettesimo, anche se ha aumentato il bottino dei leoni passando da 19 a 22. Segno che la creatività è specchio della situazione economica dei paesi di riferimento.
Una conferma in questo senso è evidente dalla performance dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), che sono entrati pesantemente tra i paesi più premiati a Cannes. Del Brasile abbiamo già detto (secondo assoluto), l'India con 32 leoni conquista la nona posizione (l'anno scorso non rientrava neanche tra le top 15), e il Sud Africa con 31 l'undicesima posizione. Manca la Russia, che ancora stenta a trovare una sua via nell'advertising mondiale. Per quanto riguarda le tigri dell'Asia la Cina con 25 leoni si ritaglia la tredicesima posizione, e si porta decisamente avanti rispetto all'Italia, preceduta anche da Singapore.
In allegato, in altro a destra, la tabella in xls dei Paesi più premiati
Salvatore Sagone

