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La Fondazione Arché a sostegno della ‘Casa Accoglienza per bambini e madri’ con Aragorn

La campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi fa leva su uno spot televisivo da 30 secondi, realizzato con la regia di Claudio Casiraghi. Da segnalare anche una campagna stampa, un comunicato radio a più voci, strumenti web e tradizionali di below-the-line.
Cosa c'è di più immediato dell'emozione che lega una mamma al suo bambino? Cosa c'è al mondo di più semplice, chiaro, indiscutibile? Da questa considerazione prende spunto la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi con SMS solidale che la Direzione Creativa di Aragorn ha pensato per Fondazione Arché Onlus. Da oltre 20 anni Arché si occupa infatti di donne in difficoltà e svolge sul campo un lavoro concreto per ricucire quei rapporti tra mamme e bambini che sono minati all'origine da storie di dipendenza, abuso, violenza e sradicamento. 

Guarda lo spot.
 
In campo, nel film di 30", solo la fotografia di una mamma a cui è stata letteralmente strappata via la parte che ritrae il suo bambino. Questa immagine si ricompone sotto gli occhi dello spettatore grazie all'intervento di una mano che simboleggia il delicato lavoro della Fondazione. Quasi nient'altro. Solo un testo intenso, letto con partecipazione emotiva e grande mestiere dalla voce di Elena Russo Arman, giovane protagonista delle scene teatrali italiane.
 
La regia di Claudio Casiraghi e gli effetti speciali di Brunetto Casalini per la CdP Mach2Azione chiudono la confezione dello spot, raffinato ed emozionante al tempo stesso.
 
L'appello di Arché si completa con una campagna stampa, un comunicato radio a più voci, che si avvale della regia di Jean-Christophe Casalini di Mach2Azione, strumenti web e tradizionali di below-the-line.
 
Per sostenere le attività di Arché e il progetto “Casa Accoglienza per bambini e madri ” , fino al 21 settembre la Fondazione promuove una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi con SMS solidale al 45505.

Aperta a Milano nel 1997, la Casa Accoglienza può ospitare fino a 18 persone, tra mamme e bambini provenienti da tutta Italia, garantendo loro assistenza 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, con progetti individuali che permettano di affrontare le difficoltà personali e aiutino le mamme a riconoscere e rispondere in prima persona alle necessità dei loro figli.
 
A oggi Casa Arché ha ospitato 132 mamme e 146 minori da tutta Italia. Elemento centrale dell'accoglienza è la salvaguardia del legame madre-figlio: mamme e bambini non vengono separati, ma traggono forza gli uni dagli altri e insieme - grazie al supporto di educatori, medici, assistenti sociali e volontari - costruiscono un percorso verso l’autonomia per avere un futuro anche fuori dall'ambiente protetto della comunità.
 
Nel contesto di crisi economica che perdura ormai da diversi anni - scrive il fondatore di Arché Giuseppe Bettoni - ci risulta sempre più difficile far fronte alle richieste di aiuto che ci arrivano. Ad oggi i comuni garantiscono il sostegno e il contributo solo per i casi inviati dal Tribunale mentre, in coscienza, ci risulta difficile “dimettere” le mamme nel bel mezzo del loro percorso di recupero a causa della mancanza di fondi. Mamme che invece avrebbero bisogno di un tempo più disteso per poter essere in grado di ritrovare la loro autonomia. 
 
MG