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La spiaggia non dimentica per Roncaglia & Wijkander e Marevivo
E' firmata dall'agenzia di pubblicità del Gruppo Roncaglia la campagna dell’Associazione Ambientalista contro l’abbandono dei rifiuti sulle spiagge e in mare. Si tratta di un annuncio particolarmente impattante dove si sottolinea come la spiaggia 'ricordi' per anni ogni singolo rifiuto. La campagna è firmata dai direttori creativi Fausto Nieddu e Matteo Bernardi.
È firmata dalla Roncaglia & Wijkander, agenzia di pubblicità del Gruppo Roncaglia, la campagna dell’ Associazione Ambientalista Marevivo, contro l’abbandono dei rifiuti sulle spiagge e in mare.Si tratta di un annuncio particolarmente impattante dove si sottolinea come la spiaggia 'ricordi' per anni ogni singolo rifiuto.
Questi infatti sono i tempi di smaltimento di alcuni dei rifiuti più comuni lasciati sulle spiagge: bottiglie di plastica: 1000 anni; carte telefoniche: 1000 anni; lattine di alluminio: 500 anni; buste di plastica: da 10 a 20 anni; mozzicone di sigaretta:da 1 a 5 anni; gomma da masticare: 5 anni.
E la spiaggia nell’annuncio ha una 'memoria da elefante' in tema di rifiuti.
La campagna è on air sul circuito IGP Decaux con circa 185 impianti nella sola Roma, la metà dei quali è retro-illuminata. Verrà poi replicata su vari circuiti di affissione nazionali e su stampa per tutta l’estate.
La campagna è firmata dai direttori creativi Fausto Nieddu e Matteo Bernardi. Quest’ultimo è anche autore dell’illustrazione digitale.
La Roncaglia & Wijkander ha da sempre un’importante attenzione nei confronti dei temi ambientalisti. Per anni, è stata agenzia del WWF, del Ministero dell’Ambiente, della Lega Antivivisezionista e ha vinto numerosi premi internazionali tra cui il prestigioso Wild Awards USA per la migliore campagna mondiale a tema ambientale.
"La problematica è sempre quella di fare una corretta comunicazione ambientalista - afferma il presidente del Gruppo Roncaglia, Armando Roncaglia - . Non è facile, si toccano temi solo all’apparenza semplici, si lavora contro l’ineducazione, la disattenzione e la trascuratezza da una parte, e la disinformazione dall’altra. Ci vogliono anni per capire i meccanismi. Noi questa esperienza l’abbiamo più volte messa al servizio delle aziende. Penso a Toyota Prius, la prima auto ibrida, che abbiamo gestito per anni, o alla pasta Delverde, per fare solo due esempi importanti, ma è certo che tutti i brand sono ormai attenti alla sostenibilità: un’opportunità, ma anche un rischio, se comunicata male".
SP

