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LO STORYTELLING DI ADVexpress: LEICA Soul
Nel video di oggi del servizio di ADVexpress sullo storytelling nell’audiovisual content, un racconto girato intermente in soggettiva, già proposto ai lettori gennaio scorso ma che ieri è stato premiato con un Gold Lion per la cinematografia nel FILM CRAFT e un Silver Lion nella sua categoria merceologica, Retail Stores.
LEICA M-MONOCHROM
Regia di Vellas (Sentimental Filme, Sao Paolo)
Cinematografia di André Faccioli e Vellas
Un filmato interamente girato come soggettiva di una Leica III, la mitica macchina fotografica uscita nel 1933 e poi divenuta la preferita dei fotoreporter per decenni, e di uno in particolare. Con creatività di F/Nazca Saatchi & Saatchi, Sao Paolo, per lanciare la prima macchina fotografica digitale al mondo di solo bianco e nero. Il filmato racconta, senza nominarlo, la storia del leggendario Robert Capa, il passionale e temerario fotoreporter di origine ungherese, noto per il suo amore per le donne, per la cofondazione dell’agenzia fotografica Magnum Photos e soprattutto per le sue testimonianze dei conflitti bellici.
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Guarda il video.
Il regista brasiliano Vellas evita la tentazione di ricreare le due foto più conosciute di Capa, ‘Il miliziano colpito a morte’ nella guerra civile spagnola e ‘lo sbarco in Normandia’, ma soltanto accenna ai loro contesti en passant, rendendo più documentaristico e perciò convincente il racconto, narrato dalla voce morbida e femminile della Leica III.
Anche la morte di Capa in Indocina nel 1954, ucciso da una mina, è riportato con distacco e senza emozione, mettendo in evidenza il vero protagonista dello spot, la Leica III reincarnata.
E’ il concetto che la Leica ha una ‘anima’ a giustificare una soggettiva in movimento di una macchina fotografica che registra anche quando non scatta.
VOICE OVER
I was born in Wetzlar, Germany. I was the camera of one of the greatest photographers in history. Good luck? Yes. Even because, without it, we wouldn't have survived so many battles. At every trip, suitcases were packed. Lenses wrapped. We spent months in the frontline. The photographer lived with the soldiers. And as a soldier. We recorded everything. He always loved photography. He still loved it when the sound of the Kalashnikovs became unbearable. He decided to stop. He couldn't. Despite his promise of never photographing a war again, there we were, following the French convoy. Halfway there, landmine. I died. We died. One day, I was a Leica III. I was reincarnated. Now I'm called M-Monochrom.
Richard Ronan
richard.ronan@hotmail.it
Regia di Vellas (Sentimental Filme, Sao Paolo)
Cinematografia di André Faccioli e Vellas
Un filmato interamente girato come soggettiva di una Leica III, la mitica macchina fotografica uscita nel 1933 e poi divenuta la preferita dei fotoreporter per decenni, e di uno in particolare. Con creatività di F/Nazca Saatchi & Saatchi, Sao Paolo, per lanciare la prima macchina fotografica digitale al mondo di solo bianco e nero. Il filmato racconta, senza nominarlo, la storia del leggendario Robert Capa, il passionale e temerario fotoreporter di origine ungherese, noto per il suo amore per le donne, per la cofondazione dell’agenzia fotografica Magnum Photos e soprattutto per le sue testimonianze dei conflitti bellici.
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Il regista brasiliano Vellas evita la tentazione di ricreare le due foto più conosciute di Capa, ‘Il miliziano colpito a morte’ nella guerra civile spagnola e ‘lo sbarco in Normandia’, ma soltanto accenna ai loro contesti en passant, rendendo più documentaristico e perciò convincente il racconto, narrato dalla voce morbida e femminile della Leica III.
Anche la morte di Capa in Indocina nel 1954, ucciso da una mina, è riportato con distacco e senza emozione, mettendo in evidenza il vero protagonista dello spot, la Leica III reincarnata.
E’ il concetto che la Leica ha una ‘anima’ a giustificare una soggettiva in movimento di una macchina fotografica che registra anche quando non scatta.
VOICE OVER
I was born in Wetzlar, Germany. I was the camera of one of the greatest photographers in history. Good luck? Yes. Even because, without it, we wouldn't have survived so many battles. At every trip, suitcases were packed. Lenses wrapped. We spent months in the frontline. The photographer lived with the soldiers. And as a soldier. We recorded everything. He always loved photography. He still loved it when the sound of the Kalashnikovs became unbearable. He decided to stop. He couldn't. Despite his promise of never photographing a war again, there we were, following the French convoy. Halfway there, landmine. I died. We died. One day, I was a Leica III. I was reincarnated. Now I'm called M-Monochrom.
Richard Ronan
richard.ronan@hotmail.it

