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LO STORYTELLING DI ADVexpress: YURI ESPOSITO Un film di Alessio Fava
Nel video di oggi del servizio di ADVexpress sullo storytelling nell’audiovisual content, il racconto di uno che vive come in assenza di gravità sulla terra.
Nel video di oggi del servizio di ADVexpress sullo storytelling nell’audiovisual content, il racconto di uno che vive come in assenza di gravità sulla terra.
YURI ESPOSITO Un film di Alessio Fava
Idea originale e regia di Alessio Fava
Storia e dialogo di Leonardo Staglianò
Fotografia di Alessandro Dominici
Montaggio di Massimo Magnetti
Sound design di Matteo Milani
Prodotto da Max Chicco
Un film finanziato dalla Biennale di Venezia in partnership con Gucci, a seguito del concorso internazionale per lungometraggi Biennale Cinema College. Presentato alla 70° Biennale lo scorso agosto, e a novembre ai festival di Stoccolma e Torino, il film è in attesa di distribuzione.
Opera prima del 37enne torinese Alessio Fava, è la storia di un uomo di quarant’anni che vive nella condizione di perenne lentezza, che tiene sotto controllo attraverso la somministrazione giornaliera di un vaccino che lo mantiene ad un quinto della velocità delle persone normali.
Portando con l’inconsapevolezza dei bambini il nome che il padre comunista ha scelto per lui in onore del primo uomo nello spazio, Yuri s’immedesima nel personaggio del cosmonauta sovietico, come per giustificare l’estrema lentezza nei suoi movimenti, spostandosi in un’apparente atmosfera di costante zero gravità.
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Guarda il video
Il tema del film è la paura di essere diversi e inadeguati, e la necessità di convivere con se stessi, uno degli argomenti preferiti del cinema indipendente americano degli ultimi dieci anni (per citarne solo uno, Sideways - In viaggio con Jack (Alexander Payne, 2004).
Realizzato con un rigore visivo e una maestria tecnica rara per un’opera prima nel giovane cinema italiano, il film è girato quasi interamente con teleobbiettivi e quinte tra telecamera e soggetto, una impostazione fotografica usata, stranamente, da pochi registi ma notevolmente dal recentemente scomparso Tony Scott (Unstoppable, 2010; Spy Game, 2001, Crimson Tide, 1995). Il ritmo del montaggio segue gli stati d’animo del protagonista senza indugiarsi in acrobazie gratuite. Il sound design gioca con il silenzio, inventando mondi sonori astratti e concreti per raccontare la vita quieta e tranquilla di Yuri in contrasto con il mondo circostante che viaggia ad un’altra velocità.
Malgrado qualche debolezza nella caratterizzazione dei protagonisti - l’amore della moglie per Yuri non è sufficientemente convincente - alcuni personaggi secondari intrigano. Notevole il parroco Padre Simone, un prete leggermente dissacrante che richiama un personaggio classico del cinema del passato, in particolare quello di Father Bobby, interpretato da Robert De Niro in Sleepers (Barry Levinson, 1996).
Ma l'insolita maturità per questa opera prima è la disciplina che Alessio Fava dimostra nel lasciare certi dettagli e legami all’intuizione, normalmente una tattica di storytelling di registi con più esperienza: la professione di Yuri, la sua bravura nell’apnea statica, un viaggio in metrò, i messaggi vocali trasmessi per cellulare.
E Yuri Gagarin non è mai nominato di persona.
Richard Ronan
richard.ronan@hotmail.it
YURI ESPOSITO Un film di Alessio Fava
Idea originale e regia di Alessio Fava
Storia e dialogo di Leonardo Staglianò
Fotografia di Alessandro Dominici
Montaggio di Massimo Magnetti
Sound design di Matteo Milani
Prodotto da Max Chicco
Un film finanziato dalla Biennale di Venezia in partnership con Gucci, a seguito del concorso internazionale per lungometraggi Biennale Cinema College. Presentato alla 70° Biennale lo scorso agosto, e a novembre ai festival di Stoccolma e Torino, il film è in attesa di distribuzione.
Opera prima del 37enne torinese Alessio Fava, è la storia di un uomo di quarant’anni che vive nella condizione di perenne lentezza, che tiene sotto controllo attraverso la somministrazione giornaliera di un vaccino che lo mantiene ad un quinto della velocità delle persone normali.
Portando con l’inconsapevolezza dei bambini il nome che il padre comunista ha scelto per lui in onore del primo uomo nello spazio, Yuri s’immedesima nel personaggio del cosmonauta sovietico, come per giustificare l’estrema lentezza nei suoi movimenti, spostandosi in un’apparente atmosfera di costante zero gravità.
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Il tema del film è la paura di essere diversi e inadeguati, e la necessità di convivere con se stessi, uno degli argomenti preferiti del cinema indipendente americano degli ultimi dieci anni (per citarne solo uno, Sideways - In viaggio con Jack (Alexander Payne, 2004).
Realizzato con un rigore visivo e una maestria tecnica rara per un’opera prima nel giovane cinema italiano, il film è girato quasi interamente con teleobbiettivi e quinte tra telecamera e soggetto, una impostazione fotografica usata, stranamente, da pochi registi ma notevolmente dal recentemente scomparso Tony Scott (Unstoppable, 2010; Spy Game, 2001, Crimson Tide, 1995). Il ritmo del montaggio segue gli stati d’animo del protagonista senza indugiarsi in acrobazie gratuite. Il sound design gioca con il silenzio, inventando mondi sonori astratti e concreti per raccontare la vita quieta e tranquilla di Yuri in contrasto con il mondo circostante che viaggia ad un’altra velocità.
Malgrado qualche debolezza nella caratterizzazione dei protagonisti - l’amore della moglie per Yuri non è sufficientemente convincente - alcuni personaggi secondari intrigano. Notevole il parroco Padre Simone, un prete leggermente dissacrante che richiama un personaggio classico del cinema del passato, in particolare quello di Father Bobby, interpretato da Robert De Niro in Sleepers (Barry Levinson, 1996).
Ma l'insolita maturità per questa opera prima è la disciplina che Alessio Fava dimostra nel lasciare certi dettagli e legami all’intuizione, normalmente una tattica di storytelling di registi con più esperienza: la professione di Yuri, la sua bravura nell’apnea statica, un viaggio in metrò, i messaggi vocali trasmessi per cellulare.
E Yuri Gagarin non è mai nominato di persona.
Richard Ronan
richard.ronan@hotmail.it

