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Marini: in pubblicità meno tattica e più strategia. Vince la continuità
La comunicazione nella sua attuale evoluzione oggetto della video intervista a Lorenzo Marini. Un osservatorio privilegiato quello del presidente di Lorenzo Marini Group sullo stato attuale dell'arte della pubblicità italiana.
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Guarda l'intervista video su ADVexpress Tv.
Per Marini ogni cosa prodotta in Italia, adv compresa, funziona molto bene per il nostro Paese perchè ne rispecchia gusti e preferenze. Unica limitazione la poca rilevanza varcati i confini nazionali. L'Italia appartiene alla fascia debole nella mappa del mercato europeo. Per Marini "siamo centri di adattamento. Le aree di decisione non ci appartengono. Continuiamo a produrre e vendere in un paese che ha un po' perso il suo orgoglio. Così anche in pubblicità. Giochiamo forti in casa, non all'estero. Ma non è un buon motivo per continuare a parlare male del nostro Paese, mediamente forte in molti ambiti"
Spostando l'attenzione sulla relazione tra cliente e agenzia, vincono da sempre le partnership di lungo periodo. Un esempio su tutti è quello dato dai 25 anni di collaborazione tra Nike e Wieden+Kennedy, frutto del claim di successo 'just do it' che dopo tanti anni non ha perso di efficacia. Claim ultradecennali di questo tipo mancano in Italia perchè nonostante l'esistenza di rapporti duraturi tra alcune agenzie e clienti, il marketing nazionale di molti grandi marchi punta troppo spesso sul rinnovamento totale della propria comunicazione in ottica tattica più che strategica.
"La pubblicità - sostiene Marini - ha inventato la ripetizione. Dimenticare di dire la stessa cosa per anni significa perdere tempo, denaro ed energie. Le cose che funzionano sono quelle che non si cambiano dopo poco"
Sul fronte agenzie invece in Italia vige ancora un modello di business obsoleto, contrariamente all'evoluzione intrapresa da Lorenzo Marini che ha 'staccato la testa dal corpo': "Invece di avere un grande baraccone abbiamo cinque piccole baracchine. Con costi nettamente inferiori. L'idea della fabbrica con uffici e produzione al proprio interno è un po' vecchia. La produzione è stata dislocata da una trentina d'anni per molte società. Perchè non può essere così anche in pubblicità dove ora si tende a mettere tutto 'sotto lo stesso tetto'?."
Cinque sedi a Milano e una a New York per Lorenzo Marini Group. Cinque luoghi di specializzazione, quelli milanesi, che all'occorrenza uniscono le forze delle 50 teste che li animano. Da qui la flessibilità di una struttura che si adatta meglio alle esigenze della clientela.
Indipendenti e italiani è dunque l'unica strada percorribile oggi per sopravvivere? "Il migliore modo per essere creativi oggi è rispondere a ciò che vuole il cliente: un'idea per vendere di più" conclude Marini. "Basare il nostro servizio sulla produzione di un'idea originale è l'unica alternativa possibile. L'indipendenza ti dà solo più coraggio di vendere le idee e più possibilità di essere scelta dalle aziende in cerca di idee efficaci".
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Per Marini ogni cosa prodotta in Italia, adv compresa, funziona molto bene per il nostro Paese perchè ne rispecchia gusti e preferenze. Unica limitazione la poca rilevanza varcati i confini nazionali. L'Italia appartiene alla fascia debole nella mappa del mercato europeo. Per Marini "siamo centri di adattamento. Le aree di decisione non ci appartengono. Continuiamo a produrre e vendere in un paese che ha un po' perso il suo orgoglio. Così anche in pubblicità. Giochiamo forti in casa, non all'estero. Ma non è un buon motivo per continuare a parlare male del nostro Paese, mediamente forte in molti ambiti"
Spostando l'attenzione sulla relazione tra cliente e agenzia, vincono da sempre le partnership di lungo periodo. Un esempio su tutti è quello dato dai 25 anni di collaborazione tra Nike e Wieden+Kennedy, frutto del claim di successo 'just do it' che dopo tanti anni non ha perso di efficacia. Claim ultradecennali di questo tipo mancano in Italia perchè nonostante l'esistenza di rapporti duraturi tra alcune agenzie e clienti, il marketing nazionale di molti grandi marchi punta troppo spesso sul rinnovamento totale della propria comunicazione in ottica tattica più che strategica.
"La pubblicità - sostiene Marini - ha inventato la ripetizione. Dimenticare di dire la stessa cosa per anni significa perdere tempo, denaro ed energie. Le cose che funzionano sono quelle che non si cambiano dopo poco"
Sul fronte agenzie invece in Italia vige ancora un modello di business obsoleto, contrariamente all'evoluzione intrapresa da Lorenzo Marini che ha 'staccato la testa dal corpo': "Invece di avere un grande baraccone abbiamo cinque piccole baracchine. Con costi nettamente inferiori. L'idea della fabbrica con uffici e produzione al proprio interno è un po' vecchia. La produzione è stata dislocata da una trentina d'anni per molte società. Perchè non può essere così anche in pubblicità dove ora si tende a mettere tutto 'sotto lo stesso tetto'?."
Cinque sedi a Milano e una a New York per Lorenzo Marini Group. Cinque luoghi di specializzazione, quelli milanesi, che all'occorrenza uniscono le forze delle 50 teste che li animano. Da qui la flessibilità di una struttura che si adatta meglio alle esigenze della clientela.
Indipendenti e italiani è dunque l'unica strada percorribile oggi per sopravvivere? "Il migliore modo per essere creativi oggi è rispondere a ciò che vuole il cliente: un'idea per vendere di più" conclude Marini. "Basare il nostro servizio sulla produzione di un'idea originale è l'unica alternativa possibile. L'indipendenza ti dà solo più coraggio di vendere le idee e più possibilità di essere scelta dalle aziende in cerca di idee efficaci".

