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McCann Erickson firma la campagna Acra per il diritto all'acqua
Sono più di un 1 miliardo e 400 milioni le persone ancora escluse
dall'accesso all'acqua potabile e oltre 200 milioni i bambini che muoiono ogni
anno per il consumo di acqua insalubre. Oggi nel mondo l'acqua si esaurisce e
diventa l'affare Oro Blu. È tempo di fare qualcosa! Per
questo Acra, Associazione di
Cooperazione Rurale in Africa e America Latina, unisce la sua voce a quanti
pongono all'attenzione del mondo l'emergenza acqua e lancia la
campagna 'Qualcuno non se la beve', firmata da McCann
Erickson.
Bolivia, Ecuador, Nicaragua, Tanzania, Senegal, Ciad
sono i paesi dove Acra è oggi in prima linea per difendere
il diritto all'acqua. Per una cultura che celebri la vita
e dove l'ambiente sia considerato opportunità di crescita, di equità
internazionale, di stabile e concreta pratica politica e di pace.
L'annuncio è costruito su un gesto semplicissimo, come versare un po' d'acqua. Infatti, la bottiglia che campeggia al centro dell'annuncio deve essere ribaltata per leggere l'headline che è scritto capovolto. Ma dalla bottiglia rovesciata non esce niente perché 'non è rimasta una goccia d'acqua', come recita il titolo. Alla campagna hanno lavorato l'art Andrea Mineo e la copy Emma Lanfranchi, con la direzione creativa di Federica Ariagno e Giorgio Natale. La fotografia è di Carlo Lavatori. La comunicazione è declinata su periodici, post card e shopper. Per saperne di più: www.acra.it/acqua; www.unmilionedilitri.it

