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Nenna (Assocom): 'IF! possibile soluzione allo svuotamento di valore di un mestiere'

Anche Emanuele Nenna, Ceo Now Available e Vice Presidente Assocom, risponde alle critiche rivolte al nuovo Festival Italiano della Creatività nato dall'iniziativa congiunta di Adci e Assocom. In particolare, Nenna attacca chi l'ha definito un 'evento autocelebrativo di un mondo che ha poco da celebrare', affermando che 'chi invece di dare un contributo costruttivo si limita a demolire, secondo me è davvero parte del problema. Anzi, probabilmente ne è uno sponsor'.
Dopo la presa di posizione di Massimo Guastini, presidente Adci (leggi news), anche da Assocom arriva la risposta alle critiche rivolte a IF! Italians Festival, Festival Italiano della Creatività nato proprio dall'iniziativa congiunta di Adci e Assocom, in collaborazione con Google (leggi news).

A parlare è Emanuele Nenna (nella foto), Ceo Now Available e Vice Presidente Assocom, che spiega nel dettaglio quali sono gli obiettivi del Festival, attaccando i detrattori che lo definiscono un 'evento autocelebrativo'.

Pubblichiamo di seguito integralmente il suo intervento.

A proposito di alcuni commenti sui social media e nel blog dell'Adci, credo sia naturale che ci sia qualcuno che, anche di fronte a un'iniziativa che nasce con uno spirito estremamente positivo, trovi da ridire. Sarebbe strano il contrario.

Ho letto alcune critiche che temono che IF! Sia un evento autocelebrativo di un mondo - quello dei creativi - che (ritengono i detrattori) ha poco da celebrare. Non è così.

Il Festival è un evento che ha una missione culturale: vuole mostrare, dimostrare e ispirare. Mostrare che ci sono modi "buoni e giusti" di lavorare e esistono idee che, oggi come in passato, possono cambiare il destino di una marca. Quindi generare valore. Dimostrare che anche nelle difficoltà può prevalere la voglia di fare, di andare avanti, di costruire invece di demolire. Di rimboccarsi le maniche invece di lamentarsi. Una frase che amo dice "se non porti almeno una soluzione, fai parte del problema".

Ecco, io penso che il Festival abbia l'ambizione di essere una possibile soluzione allo svuotamento di valore di un mestiere, di una professionalità. Non sarà il rimedio di tutti i mali, ma se molti professionisti della comunicazione (non solo creativi), molti clienti, molti giovani e un po' di opinione pubblica uscirà dalla tre giorni di ottobre con un po' più di voglia di fare bene, di pensare in grande, di porsi obiettivi alti, di scrollarsi la banalità e la paura di dosso, allora avremo fatto molto. Il tenore e il taglio degli ospiti e dei workshop vuole ispirare, non celebrare. Vuole essere trampolino, non traguardo.

Dare premi alle cose belle e che funzionano (e invito chi parla a vanvera a dare un'occhiata ai criteri di ammissione dei lavori all'Adci awards, e ai criteri di valutazione) non è autocelebrazione, è un modo di chiudere una kermesse piena di appuntamenti di ogni genere con una bella festa che celebra la qualità. E ci saranno altri premi, promossi da Assocom, per premiare non solo il talento creativo ma anche la qualità degli ambienti di lavoro, delle relazioni con i clienti, e magari anche altro.

Tornando alle critiche, ribadisco il mio pensiero: chi invece di dare un contributo costruttivo si limita a demolire, secondo me è davvero parte del problema. Anzi, probabilmente ne è uno sponsor.