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Nenna (The Big Now): A Cannes un Festival di emozioni dal cuore tecnologico. L'Italia deve osare di più

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(Cannes. Dal nostro inviato Salvatore Sagone) Trascorsa un'intera settimana a Cannes per il Festival Internazionale della Creatività, Emanuele Nenna, Ad di The Big Now, ci racconta i punti chiave di quella che ha definito l'edizione della tecnologia al servizio delle emozioni.

"Mi ha molto sorpreso" ha commentato Nenna ai nostri microfoni, "quanto si parli di tecnologia, da tutti i punti di vista, e al tempo stesso di emozione in questa edizione del Festival. Ho visto case premiate dove la cosa che fa la differenza, oltre all'idea, è l'emozione. Quindi un bel mix, con una centralità assoluta della tecnologia e al tempo stesso una forte presenza di emozioni e insight. Per esempio in PR, nell'era digitale, ha vinto una campagna svedese costruita intorno a un semplice numero di telefono per la promozione del territorio locale attraverso l'interlocuzione degli abitanti stessi."

Campagne geniali che a Cannes più che in ogni altro posto si possono vedere con facilità. Frutto sicuramente di un rapporto privilegiato e molto forte tra agenzia e cliente, che permette la creazione di progetti coraggiosi e avanguardisti.

Per il creativo lo speech di David Droga per Under Armour, sul palco di Cannes Lions con il cliente stesso, "è una grande dimostrazione di come un legame così forte tra creatività e impresa non possa che portar al successo. Stiamo infatti parlando di un'azienda che parte quasi da zero e crea una marca di abbigliamento che va a scontrarsi con brand affermati come adidas o nike, e ne esce vincitrice anche grazie alla forza delle idee e alla capacità di definire una strategia di comunicazione sfidante"

E relativamente al nostro Paese, è attuabile un modello di questo tipo? "In Italia ci stiamo provando" ci ha spiegato Nenna, precisando che il contesto internazionale è leggermente più favorevole allo sviluppo di queste liaison. "In Italia ci sono meno aziende imprenditoriali e più manager che si trovano ad operare in un Paese un po' periferico. Se non ci siamo ancora riusciti non è per colpa della mancante buona volontà dei clienti o delle agenzie, ma fondamentalmente di un sistema in cui sono pochi quelli che possono davvero osare di scegliere di fare qualcosa di nuovo e di diverso, senza aspettare che sia l'head quarter internazionale a portarglielo e quindi anche un po' a imporre prudenza. Quindi il coraggio è vero che manca al nostro Paese, ma non so se è perché non ce l'hanno i manager o se è il sistema che lo va un po' a boicottare".