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SPECIALE CANNES. Ballmer: non una recessione, ma un 'reset' all'insegna del digitale

Eletto Media Person Of The Year, il ceo di Microsoft, Steve Ballmer , ha disegnato nel suo keynote i tratti essenziali dell'evoluzione digitale, ha risposto apertamente alle domande di Pattie Sellers, giornalista di Fortune Magazine, e ha sottolineato come la crisi attuale non sia una recessione ma una discontinuità totale, un vero e proprio "reset".

(Cannes, dal nostro inviato Tommaso Ridolfi). Una personalità dinamica e passionale, la cui leadership e visione nel corso degli anni ha consentito al brand Microsoft di influenzare la vita di milioni di persone, cambiando il volto delle comunicazioni: questa, nelle parole del ceo del Festival di Cannes Philip Thomas, la motivazione per cui Steve Ballmer (nella foto), ceo del colosso informatico, ha ricevuto quest'ano il riconoscimento di Media Person Of The Year .

Nel corso del suo intervento di oggi pomeriggio al Palais, Balmer ha delineato i tratti principali del futuro che ci aspetta, un futuro in cui "Tutti i contenuti, che ci vogliano 2, 5 o 10 anni, sono inevitabilemente destinati a diventare digitali". Non solo. Secondo Ballmer, infatti, i contenuti - advertising compreso - saranno anche sociali, interattivi, integrati, rilevanti e multidevice. "Sia per chi compra che per chi vende spazi - ha affermato -, il problema è che per tutti i diversi generi di contenuti possibili ci saranno altrettanti modelli di business, gratutiti, sostenuti dalla pubblicità, o a pagamento".

Fino a oggi, ha aggiunto, Internet è stata costruita per essere fruita attraverso un pc. Ma il mobile avanza a tutta velocità, anche se per ora quello che è accessibile da questa piattaforma è più che altro un tentativo di adattare a uno schermo più piccolo i contenuti del web 'normale'. Lo stesso vale sul fronte della televisione, che continuerà a essere fondamentale per le esperienze di marketing che sa offrire ai consumatori, ma che ancora non ha adottato un modello digitale definitivo (i set top box, le console per il gaming, le schede pc...). Ciò che interessa a Microsoft, in ogni caso, è collaborare e stringere partnership con chiunque si occupi di marketing e comunicazione: sia dal lato della costruzione di strumenti che abilitano i professionisti nel costruire i loro messaggi, sia come publisher per ospitare i contenuti più rilevanti per le audience che le aziende vogliono raggiungere".

DOpo il suo keynote, Ballmer ha risposto apertamente alle domande della giornalista di Fortune Magazine, Pattie Sellers., che dopo avergli ricordato l'errore di Bill Gates che 15 anni fa prevedeva uno scarso successo per la telefonia cellulare senza fili, lo ha pungolato chiedendogli ulteriori previsioni su quel che accadrà nello scensrio media da qui ai prossimi dieci anni.

Con un sorriso, Ballmer ha risposto che l'importante è azzeccare almeno il 50% delle previsioni, e possibilmente il 50% corretto... "Se ragioniamo in termini di percentuale di investimenti rispetto al PIL - ha proseguito - abbiamo di fronte tre scenari. Personalmente mi sentirei di escludere una crescita proporzionale della spesa, e ritengo più probabile uno scenario di diminuzione o, tuttalpiù, di mantenimento di questo rapporto".

Il ceo di Microsoft ha anche evidenziato come, oltre alla digitalizzazione di tutti i contenuti, un secondo fenomeno cambierà radicalmente le cose rispetto a quanto siamo abituati: "Nei prossimi 5 o 10 anni ciò che cambierà di più le nostre abitudini di utilizzo del mondo digitale sarà l'evoluzione delle interfacce: i computer riconosceranno la nostra voce, i nostri gesti e le nostre personalità, e questo avrà un impatto enorme dal punto di vista del marketing".

Come la recessione influenza tutto ciò, ha chiesto Sellers?

"Recessione? Quale recessione... Noi abbiamo attraversato e stiamo attraversando una fase ben diversa, un vero e proprio 'reset' dell'intero sistema, che non tornerà più quello di prima. Il livello che si era gonfiato costruendo debiti è crollato all'improvviso. Ma questa discontinuità non darà adito ad alcun rimbalzo: ripartiremo da un nuovo livello più basso. I governi sono intervenuti e credo che il peggio sia passato: ma per tornare a crescere ci vorrà ancora del tempo, probabilmente almeno un anno".

La domanda finale, benché sibillina, non poteva che essere sul potenziale accordo fra Micorsoft e Yahoo: "Avete appena lanciato Bing, il vostro nuovo motore di ricerca - ha detto Sellers - che almeno in queste prime settimane sta guadagnando quote di mercato. Ma per ogni punto di share che conquistate, quanto più si allontana la possibilità di un vostro accordo con la società guidata da Carol Bartz?".

"Non posso che ribadire quanto dico già da molti mesi - ha replicato Ballmer -: comprare Yahoo! non ci interessa più, mentre siamo sempre disponibili a un accordo con loro sul fronte del search. Il punto che a molti sfugge, però, è che il nostro interesse è solo in parte economico. Di fatto, la leadership di mercato, nel campo del search marketing, equivale a fornire ai consumatori risposte più rilevanti, perché più keyword si comprano su un motore, più la rilevanza dei risultati sarà evidente. Siamo quindi aperti a ragionare in questi termini, ma non so se ci vorranno sei mesi o due anni prima di concludere qualcosa...".