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SPECIALE CANNES. E.Fedeli: grande fatica ma anche grande soddisfazione
(Cannes, dal nostro inviato Tommaso
Ridolfi). "E'
stata la mia prima esperienza da giurato a Cannes, ed è stata assolutamente
eccezionale". Elena Fedeli (nella foto), chief operating
officer di PhD , racconta
ai nostri microfoni la fatica sostenuta negli ultimi 5 giorni, dichiarandosi
comunque entusiasta. "La giuria di quest'anno era composta di professionisti con
un livello di esperienza e professionalità davvero incredibili, che sono stati
capaci di lavorare in team senza sosta, comprese due massacranti nottate, per
essere certi di aver compreso fino in fondo ogni singolo lavoro
iscritto". Guarda l'intervista video al giurato e la clip del Grand Prix su
www.advexpress.tv
Fin dalla prima 'scrematura' delle 1.800 campagne in gara, dice Fedeli, nulla è stato lasciato al caso: "Il livello altissimo dei lavori ha reso particolarmente difficile la scelta dei leoni e il presidente della giuria, Nick Brien, ci ha spinto fino in fondo per cercare di individuare quel qualcosa di stupefacente, di mai visto prima e di completamente nuovo che facesse davvero meritare un premio come quello di Cannes. Guardando sia la shortlist, sia l'elenco finale dei leoni assegnati posso tranquillamente dire che non ci siamo mai lasciati sopraffare dalla pura creatività o dallo humour che non fossero accompagnati da un'esecuzione altrettanto brillante e da risultati di business - in termini di vendite ma anche di notorietà, di brand values e in generale di efficacia rispetto agli obiettivi - che ne confermassero la bontà".
"Sono naturalmente fiera dei tre lavori che hanno permesso all'Italia di vincere per la prima volta un leone in questa categoria - aggiunge Fedeli, che testimonia come non ci sia stato bisogno di alcun accordo o di 'spinta' -: di tutti e tre ai giurati è piaciuto soprattutto il lavoro sull'aspetto integrato della comunicazione. E in una giuria dove la maggior parte delle persone lavora all'interno di network internazionali non c'è stato il benché minimo accenno di regionalismo".
E conclude con un accorato invito ai suoi colleghi italiani: "15 entries da un paese come l'Italia sono a dir poco imbarazzanti... Agenzie e centri media dovrebbero iscriversi e partecipare molto, molto di più. Perché come dimostrano i tre premiati, il livello qualitativo dei nostri professionisti del settore non ha assolutamente nulla da invidiare a quello dei più blasonati colleghi stranieri".

