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SPECIALE CANNES. La via di Google contro la crisi
Cannes. Il Palais du Festival ospita il colloquio tra Maurice Lévy, Chairman, CEO Publicis Groupe ed Eric Schmidt, Chairman of the Board, CEO Google. Al centro della chiacchierata, gli effetti della crisi sulla rete, sui consumatori, le potenzialità di business di Youtube, il modello di Obama e le frontie del mobile advertising.
(Cannes. Dalla nostra inviata Elena Colombo). Il tema della crisi
risuona al Festival di Cannes, si fa notare nel numero ridotto di lavori iscritti, di partecipanti e
di eventi in tabellone, si fa sentire, in qualità di argomento di dibattito,
anche nella chiacchierata tra Maurice Lévy
(foto 1),
Chairman, CEO Publicis Groupe e Eric Schmidt (foto 2), Chairman of the Board, CEO Google.
Protagonisti di un vivace confronto sul palco della sala Debussy.
Ad aprire la serie di domande rivolte da Lévy al capo di Google, l'interrogativo su come la struttura si adatti alla recessione. Schmidt risponde che la company non fa altro che rafforzare le sue business practices e migliorare i benefit rivolti ai professionisti che lavorano in azienda. Ad esempio, distribuendo cibo gratis ai dipendenti, perché, sottolinea Schmidt :"Il catering di massa non è costoso, incoraggia il nostro staff a mangiare in gruppo e rende più piacevole lavorare. E dipendenti più contenti svolgono un miglior lavoro".
La crisi cambia anche le modalità di ricerca di informazioni in rete. "Ora gli utenti utilizzano internet soprattutto per trovare soluzioni pratiche ai problemi– chiarisce Schmidt - e riguardo ai prodotti, i favoriti sono quelli di qualità, a prezzi convenienti, sebbene resti alta l'attenzione per le marche".
L'attuale situazione economica, a detta del Chairman Google che allarga la riflessione al mercato, porta poi consumatori ad essere più attenti negli acquisti, a chiedere alla marche maggiori garanzie, un più ampio dialogo e soprattutto una più diretta brand experience. In cambio si trascorre più tempo in rete per informarsi e dialogare con i brand diventando più partecipi della reputation di marca.
Il maggior protagonismo delle persone sul web porta a una considerazione
sulla disciplina nell'uso di internet e nel download di contenuti informativi.
Come la pensa e cosa fa Google a riguardo? Alla domanda di Lévy, Schmidt
risponde che in ogni Paese esistono leggi e limitazioni differenti. In Cina, ad
esempio, ci sono severe discipline governative su alcune tipologie di contenuti
ed è difficile, per un motore di ricerca, oltrepassarle. Quel che Google fa, è
di segnalare agli utenti, in una pagina ad hoc, che quel determinato contenuto è
stato rimosso dal web per una precisa decisione governativa. "Strategia che in
realtà spinge gli internauti ad esplorare la rete con maggior attenzione –
aggiunge Schmidt - per scovare quelle informazioni".
Levy sposta poi l'attenzione su Youtube e in particolare sull'intenzione di Google di renderlo più profittevole. Schmidt chiarisce di essere più soddisfatto del modello di business di Youtube rispetto a un anno fa. Molte le iniziative in fase di messa a punto: "Stiamo introducendo video sponsorizzati – spiega e sono in fase di pianificazione contenuti brandizzati. Infatti abbiamo notato che se un video riguardante un brand è divertente e d'impatto, raccoglie milioni di click e rappresenta un potente strumento per costruire una marca di successo".
Non poteva mancare l'opinione di Schmidt sulla campagna del Presidente Usa Obama, vincitrice del Grand Prix nella categoria Titanium & Integrated. "Credo sia un modello di successo per molte imprese – dichiara il Chairman e CEO – è un progetto efficace, low cost, di forte impatto, supportato da un'idea potente e pianificato seguendo una strategia media innovativa che fa perno sul potere coinvolgente del web". In tema di nuovi media, Levy interroga Schmidt sulle frontiere del mobile advertising. "E' un mezzo in esplosione – commenta – e dalle enormi potenzialità se si considera l'enorme diffusione di cellulari e videocamere, vere e proprie piattaforme internazionali di advertising".

