Advertising
SPECIALE CANNES. Spike Lee: facciamo spazio ai giovani
(Cannes, dal nostro
inviato Tommaso Ridolfi). Regista
cinematografico, autore di documentari, produttore e regista di spot (con la sua
casa di produzione SpikeDDB e non solo), Spike
Lee è uno dei più convinti assertori della validità degli user
generated content. La rete ha consentito infatti quella che Lee definisce
'democratizzazione della creatività'. Anche per questo è stato scelto da
Mofilm in qualità di presidente della giuria del concorso U12,
che ha visto proprio 12 grandi marche affidare agli utenti un dettagliato brief,
ricevendo oltre 350 filmati da ogni parte del mondo (vedi notizia
correlata).
"La qualità dei lavori che abbiamo giudicato – ha affermato Spike Lee – è stupefacente. Ed è l'ennesima dimostrazione che nessuno può stabilire con certezza il luogo di provenienza del vero talento. Grazie alla tecnologia, i giovani aspiranti registi non hanno più bisogno di frequentare le scuole di cinema, come ho fatto io: la ragione per cui mi ero iscritto, infatti, era semplicemente l'accesso alle attrezzature. Oggi con il costo di un anno di retta si può comprare tutto e produrre a casa propria...".
"Per esempio – ha proseguito Lee – Conosco già almeno un paio di casi di lungometraggi realizzati interamente utilizzando la tecnologia dei normalissimi cellulari che tutti noi abbiamo in tasca. Ma quello che manca ai giovani talenti di oggi è piuttosto una piattaforma per mettersi in mostra: per questo qualsiasi cosa dia loro una chance è la benvenuta. E sono certo che fra non molto anche quel tipo di progetti riuscirà a trovare una distribuzione nelle sale di tutto il mondo".
In un momento di recessione come quello attuale, le case di produzione sono
uno dei settori che soffre di più il drastico taglio di molti budget. Secondo
Lee quali strade hanno a disposizione per uscirne?
"L'economia è in crisi ovunque, e in qualunque settore i
budget subiscono tagli feroci: l'advertising è solo una parte di tutto ciò.
L'unica soluzione che posso immaginare è quella di essere sempre più creativi,
ribaltando la negatività in positività. Per esempio, e lo dico anche se questo
vuol dire meno lavoro per me, non chiamatemi per girare i vostri spot: piuttosto
chiamate giovani dalle idee fresche come quelli che hanno vinto questo concorso
e dategli una chance!".
Nokia: Ugc come strumento di consumer insight

Fiona Bosman
(nella foto a destra insieme a Spike Lee, ai vincitori e al promotore del concorso U12, Andy Baker, ceo di Mofilm), head of brand engagement Nokia, ha spiegato che le ragioni che hanno portato la sua azienda a partecipare all'iniziativa di Mofilm sono state due: "La prima è che Nokia si sta muovendo sempre più da un posizionamento di produttore di tecnologia a quello di fornitore di soluzioni e di contenuti innovativi: da questo punto di vista, i cortometraggi e gli spot ugc sono perfetti per l'engagement del target giovane cui ci rivolgiamo".E la seconda? "Mettere il brand nelle mani del consumatore per dargli la possibilità di mostrarci quello che effettivamente pensa e prova per la marca è uno strumento potentissimo: molte aziende continuano a considerarla un bene troppo prezioso per affidarla all'esterno, ma devo dire che i risultati dimostrano come sia possibile ottenere consumer insight altrimenti inimmaginabili. Senza contare – ha concluso – che uno spot di alta qualità come quello realizzato da Ono avrebbe potuto costarci tranquillamente fra le 20.000 e le 100.000 sterline...".

