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SPECIALE CANNES. User Generated Content, un serbatoio di idee nelle mani delle agenzie

Cannes. Due gli aspetti fondamentali emersi nel corso del seminario 'UGC. Laudable or laughable?': i contenuti generati dagli utenti sono spesso frutto di un grande talento e le aziende non devono temerli, ma considerarli un segnale positivo. Secondo Spike Lee, potrebbero essere sfruttati dalle agenzie: basterebbe pagare le idee per poi aggiungere gli skill e le risorse necessari a svilupparle.  

(Dalla nostra inviata a Cannes Serena Piazzi) Continua il dibattito sugli User Generated Content. Dopo la proclamazione, avvenuta il 25 giugno, dei vincitori del concorso U12 organizzato da Mofilm, che ha visto 12 grandi brand assegnare agli utenti un brief per la realizzazione di uno spot (vedi notizia correlata), torna alla ribalta il tema del valore dei contenuti generati dagli utenti: che cosa rappresentano? sono una minaccia o un'opportunità per aziende e agenzie? come potrebbero essere utilizzati?

Queste ed altre questioni sono state al centro del seminario 'User Generated Content. Laudable or laughable?' che ha animato la penultima giornata di Festival. Sul palco ancora una volta Spike Lee (nella foto a sx), autore, produttore, attore e regista, nonché presidente della giuria del concorso di Mofilm, insieme a Michael Mendenhall, senior vice president e chief marketing officer di HP, Johnny Hornby e Ralph Cocklane , cofondatore di Mofilm.

Il potere dei consumatori, grazie alle nuove tecnologie, sta crescendo enormemente: si confrontano in rete, prendono posizione nei confronti delle marche e realizzano contenuti che le riguardano. Contenuti che, molto spesso, sono espressione di un vero e proprio talento.

"Non è detto che la creatività nata in modo convenzionale, da strutture predisposte a questo compito, sia migliore rispetto alle proposte creative degli utenti - ha affermato Michael Mendenhall (nella foto a dx)- Solo che non sappiamo ancora sfruttare l'enorme potenziale di tutta questa produzione 'spontanea', per lo più temuta dalle aziende, che non riescono a comprendere che questa voglia di agire degli individui può aiutarle ad essere più vicine al consumatore".

Secondo il senior vice president e chief marketing officer di HP , il fatto che le persone si impegnino nella realizzazione di contenuti relativi a un determinato brand è infatti un buon segnale, poichè significa che il marchio è riuscito a suscitare l'interesse degli utenti e a coinvolgerli al punto da indurli a partecipare, a mettersi in gioco in prima persona.  

Questo comportamento, sempre più diffuso, è anche dovuto alla necessità, sentita da molti, di esprimere il proprio talento, come ha sottolineato Spike Lee. "Le persone hanno bisogno di trovare un modo per condividere le proprie passioni, per mettersi in mostra ed esprimere le proprie capacità, e la rete è un ottimo strumento per fare tutto questo", ha affermato Lee.

Secondo il regista, esiste un modo per utilizzare al meglio gli user generated content: "Bisogna prendere atto del fatto che il talento può provenire da più parti, è riduttivo pensare che sia confinato soltanto nelle agenzie creative. Queste ultime, per trarre beneficio dai contenuti realizzati dagli utenti, potrebbero pagare le loro idee, per poi svilupparle e metterle a frutto attraverso le risorse e gli strumenti di cui dispongono".

D'accordo anche Johnny Hornby : "Le agenzie dovrebbero attingere a tutto questo materiale ed utilizzarlo. Molte volte si tratta di ottime idee, ma senza gli skill adatti non possono decollare. Se questi vengono dati dalle agenzie, la collaborazione non può che portare valore aggiunto alla creatività".

In effetti così facendo sarebbe possibile sfruttare il potenziale degli UGC, che, se si pensa su larga scala, è davvero grandissimo. Basta guardare ai risultati del concorso indetto da Mofilm: "Abbiamo avuto un feedback eccezionale - ha commentato Ralph Cocklane - In poco tempo abbiamo ricevuto tantissimo materiale, oltre 350 film da ogni parte del mondo, di cui parecchi molto validi".  E come non considerare tutto questo una possibile risorsa al servizio dell'industria della comunicazione?