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Stillacci (Herezie): 'le agenzie italiane fanno un buon lavoro, ma le aziende non sanno comprarlo'

Secondo il fondatore di Herezie, giurato nei Film per la Francia, è questa la lezione che emerge dal bilancio dell'Italia a questo Festival di Cannes, che ha visto trionfare soprattutto campagne sociali e pochi lavori di brand. " Alle aziende serve una maggiore apertura culturale e capacità di riconoscere le idee, mentre molte si perdono nei risultati dei test, utilizzati come un cieco fa con un lampione".

Interessanti i commenti ai risultati dell'Italia nei Film da parte di Andrea Stillacci, fondatore dell'agenzia parigina Herezie, giurato per la Francia in questa sezione.
A margine della proclamazione dei vincitori, Stillacci ha osservato:
“E' un Festival straordinario per il nostro Paese. I lavori, da Chilpote a Coordown Onlus di S&S hanno rivelato un comune orientamento attorno all'uomo, alle persone, alla verità. La vittoria di Chipotle riflette la volontà della giuria di dare un messaggio forte, di responsabilità, partendo da un prodotto e in questo caso da una catena di fast food che dopo essersi resa indipenente da McDonald's, ha deciso di seguire la via di un business sostenibile, differenziandosi dal mercato. Prendendosi un impegno nei confronti dei consumatori, spronandoli a una crescente cultura del cibo e del rispetto ambientale. Uno sprone che mi ricorda 'Think different', la campagna Apple di qualche anno fa e che ora il film Chipolte potrebbe trasformare in 'rethink'. La giuria si è dimostrata sensibile a questi temi, così come al valore delle idee e alla loro capacirà di giocare con i diversi media”.
 
“Il fatto che i nostri film in shortlist fossero tutti social - ha aggiunto - è la dimostrazione che le agenzie italiane fanno un buon lavoro, e che le aziende, putroppo, non sanno comprarlo. Serve un livello culturale più aperto da parte dei clienti e la volontà di scommettere sulle idee. Talvolta le aziende non sanno riconoscerle perchè fanno un cattivo uso dei test, non sapendo tra l'altro ben gestirli. Ci sono marche che vedono i test come un ubriaco vede un lampione: non per avere maggiore chiarezza sul punto in cui si trova e su dove andare, ma solo per appoggiarsi”.