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Zendrini: Caro Guido dovresti ...
Dopo le dure critiche sollevate dalle dichiarazioni di Guido Barilla a La Zanzara su Radio 24 che non farebbe mai uno spot con una famiglia omosessuale (leggi news), abbiamo chiesto a Fulvio Zendrini, comunicatore di lungo corso che non ha mai fatto mistero di essere gay, intervenuto sul tema con una lettera allo stesso Barilla, cosa, a suo parere, l'azienda di Parma dovrebbe fare per rimediare alla clamorosa gaffe del manager.
Considerando la sua lunga esperienza nel settore della comunicazione, gli abbiamo chiesto cosa, a suo parere, l'azienda di Parma dovrebbe fare per rimediare alla clamorosa gaffe del manager. Certamente data la risonanza internazionale e le dure reazioni sollevate dalle sue affermazioni, mezzi e strumenti non sembramo semplici da identificare.
Ecco le dichiarazioni di Zendrini ad ADVexpress.
Quando si scrive di getto una nota ad una persona perché ha fatto una scemenza, in genere è per incazzarsi con lui o lei.
La mia lettera a Guido Barilla non è stata scritta per questo.
Sono troppo vecchio di questo mestiere , la comunicazione, e troppo addentro le associazioni, i gruppi, le lobby di pressione per non sapere che non è con un colpo di spugna che si cancellano anni , decenni, direi quasi secoli di comunicazione uni diretta e non eterocomprensiva.
E siccome 'uni' è la famiglia tradizionale di Berlusconiana memoria ( da che pulpito, quanto a famiglia, nonostante tutti i tentativi Signoriniani di 'nettoiage' !!) e 'etero' e' un termine che piace solo in una versione, a molti pubblicitari e a molte aziende, la vita e il cambiamento sono e saranno lenti e duri.
Ma la 'famiglia tradizionale' non esiste veramente quasi più, perfino Papa Francesco, in un probabilmente innocente e sentito impulso di marketing di rinnovamento della chiesa, e quindi cristiano e cattolico, parla di fede quale espressione dell'accoglienza, dell'abbraccio.
E quindi, caro Guido, mi sa che tocca anche a te.
Cosa devi fare?
Non facile.
Per niente.
Intanto, per prima cosa, oltre a scusarti, non fare nulla.
Sarebbe inopportuno ora passare dall'altra parte, oltre che poco credibile.
Ascolta e rifletti.
Bene le tue aperture alle associazioni, di tutti i tipi e di tutti i colori.
Ascoltali, senti cosa ti hanno da dire.
E parla coi capi dei tuoi mercati, all'estero, affinché facciano altrettanto.
Queste problematiche sono infatti globali, non puoi fermarti all'Italia.
Per ora, come dice Papa Francesco ( e due... Quello almeno lo ascolti..) fai come dovrebbero fare i bravi Cristiani: ascolta, e prima di parlare morditi la lingua.
Poi, comincia dal di dentro, prendi qualcuno che ti aiuti in azienda, un'associazione che lavori con e per i tuoi dipendenti perché si sentano veramente accettati e tutelati in azienda, nonostante il loro far parte di famiglie di tutti i tipi e di tutte le tendenze, e nonostante quello che hai detto.
Poi, con un bravo istituto di ricerca, fai una serie di domande ai tuoi consumatori, senza presunzione e senza pre-decisione di quali sono le strategie di marketing da scegliere per il futuro.
Chiedi invece a tutte le tue agenzie di cambiare linea, lentamente, ma inesorabilmente, verso queste nuove strategie. E se non sono capaci....cambiale !
Fai lavorare giovani creativi e non vecchi soloni della comunicazione.
Alberoni ha fatto il suo tempo.
Che ne pensa Lorenzo de Rita o qualcun altro che è' scappato dall'Italia proprio per questo , di Barilla e della sua comunicazione ? Gliel'hai chiesto?
Infine, apri la porta del Mulino al dialogo, con internet.
Sono secoli che non vedo una campagna decente di Barilla o Mulino sul web...come mai?
Fallo.
Fai tutto questo.
Ce la puoi fare...puoi diventare il simbolo del cambiamento!
...almeno uno, in questa disastrata Italia !
Con affetto, quello di un consumatore tradito.
Fulvio

