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Cre: giornalisti e comunicatori a confronto
Si è parlato principalmente di giornalisti e comunicatori nel convegno per
i 25 anni del Club delle Relazioni Esterne, associazione che riunisce operatori,
liberi professionisti, rappresentanti del mondo istituzionale, di aziende
multinazionali e nazionali, che operano nel campo delle relazioni esterne.
L'incontro, avvenuto oggi, 8 ottobre, a Milano, si è focalizzato sui rispettivi
ruoli di comunicatori e giornalisti mettendone in risalto i punti comuni e
quelli divergenti. Si è trattato inoltre di un confronto aperto tra i più
importanti esperti del settore sul ruolo dei media e l'importanza delle
professioni della comunicazione, asset strategici indispensabili per lo sviluppo
delle imprese, per l'efficienza della pubblica amministrazione e per il rispetto
dei diritti della società civile. Si è parlato dell'informazione in Italia,
della legge 150 sulla comunicazione pubblica, la criticità del sistema dei media
nel sistema Paese.
Ha parlato di crisi dell'informazione Giovanni Negri, presidente Associazione Lombarda dei Giornalisti. "I giornali importanti sono in crisi. Per capire questo fenomeno bisogna considerare la multimedialità e i nuovi media, perchè, ci si chiede, comprare un giornale quando andando su Internet lo si può leggere gratis? Come uscire da questa crisi? Con la qualità. Si chiede al giornalista che non fornisca al lettore solo il sapere, ma aiuti a capire"
Maria Pia Caruso , presidente del Cre, ha ripreso due suggestioni del precedente intervento: "La carta stampata non moririà mai perchè nessun nuovo mezzo ha soppiantato il precedente, vedi la radio. Penso anch'io che bisogna poi incrementare il livello di qualità". Ha parlato poi della legge 150 sulla comunicazione pubblica del 2000 che chiude il ciclo dell'autoriforma della pubblica amministrazione. "Solo attraverso un dialogo costante, un confronto sereno tra organismi e le associazioni degli operatori della comunicazione è possibile dare attuazione al cambiamento in essere passando dalla fase della comunicazione anagrafica a quella con un ufficio stampa e di relazione con il pubblico, a quella innovativa con imprese, associazioni, organizzazioni diverse improntata a valori comuni e condivisi di sviluppo e solidarieità per il 'sistema Paese'".
E' sull'aspetto formativo dei comunicatori l'intervento di
Furio Garbagnati (foto 2), presidente Assorel. "Le Relazioni Pubbliche e soprattutto le
società Assorel hanno visto una crescita che nel triennio 2005/07 ha
complessivamente superato il 30% ed anche se il 2008 si presenta con un
andamento molto più contenuto, rimangono uno dei settori della comunicazione
destinato al maggiore sviluppo. Bisogna peraltro sottolineare come una barriera
alla crescita si ritrovi, purtroppo, molto spesso, nella scarsa qualità
dell'offerta e nella mancanza di professionalità preparate ad accogliere e
sviluppare le nuove esigenze che la professione delle Relazioni Pubbliche ha
elaborato in questi ultimi anni".
"I giornalisti e i comunicatori sono portatori di interessi differenti – ha affermato Daniela Stigliano , vice segretario nazionale Fnsi -. Chi comunica per le imprese ha l'obbligo di ripondere direttamente agli interessi dell'organizzazione. I giornalisti invece rispondono ai lettori. Questo è in conflitto. Basta esserne consapevoli. E' importante l'informazione trasparente. La qualità dell'informazione è un obiettivo che dovremmo porci tutti" .
"C'è una crescente inquietudine nei riguardi del futuro nella popolazione – afferma Lorenzo Strona (foto 1), presidente Unicom – e questo è imputabile a tutte le cattive notizie che si trovano sui quotidiani ogni mattina e al fatto che siamo in una condizione di costante cambiamento che interessa tutta la società. Quindi si impone a chi si occupa di comunicazione un ripensamento del modo di interpretare il proprio ruolo, cominciando da un'assunzione di responsabilità non solo nei confronti della committenza, ma, soprattutto, in relazione ai consumatori ed alla società nel suo complesso. Importante è mettersi in gioco, reinventarsi".
"Lo Iap, operante in Italia dal 1966, è impegnato a far sì che la comunicazione commerciale venga realizzata nel rispetto dei principi di una veridica e corretta informazione del cittadino-consumatore e di una leale competizione fra le imprese – ha affermato Vincenzo Guggino , segretario generale Iap -. Recependo la Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali, che estende la preesistente disciplina volta a tutelare i consumatori nei confronti della pubblicità commerciale ad altre forme di marketing, lo Iap è intervenuto allargando le definizioni del Codice per offrire tutela riguardo alla marketing communication in senso ampio"
"I rapporti tra comunicatori e giornalisti sono migliorati – ha affermato Attilio De Pascalis, delegato Ferpi Regione Lombardia -. Lo dimostra l'indagine realizzata recentemente (tra marzo e settembre del 2007) da Chiara Valentini e Toni Muzi Falconi, con il supporto della Ferpi e della Fnsi. Negli anni '80 il rapporto tra comunicatore e giornalisti era uno a quattro: c'erano 4 giornalisti per un portavoce. Oggi abbiamo 20.000 giornalisti e 100.000 comunicatori. I rapporti tra pubbliche relazioni e giornalisti sono sempre stati ambivalenti. I giornalisti vogliono informazioni immediate ed esasperano notizie negative, inoltre hanno l'esigenza di sintetizzare il tutto. Gli operatori di Rp invece vorrebbero uscire sulla stampa con notizie belle e approfondite riguardanti le loro aziende. Comunque le due categorie condividono alcune priorità come dare delle informazioni corrette".

