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Da TP uno stimolo alla crescita di comunicatori 'etici'

Gianna Angelini, vicepresidente TP, ha anticipato ad ADVexpress il contenuto del suo intervento al convegno 'Donna e dignità', in programma a Roma il prossimo 31 marzo. Un intervento focalizzato in particolare sul ruolo giocato dall'Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti nel promuovere determinati valori anche presso i giovani che si avvicinano ora alla professione di comunicatori.
E' in programma il 31 marzo a Roma il convegno nazionale TP 'Donna e dignità, da oggetto a soggetto nella cultura dei Valori'. L'appuntamento sarà occasione per riflettere sulla figura della donna in pubblicità, anche alla luce degli ultimi episodi che hanno riacceso il dibattito sul tema (come il recente caso della campagna Silvian Heach, di cui molto si è discusso, ndr.).

ADVexpress ha chiesto a Gianna Angelini (nella foto), vicepresidente TP, qualche anticipazione in merito al suo intervento.

"Data la mia personale esperienza all'interno dell'Associazione - ha esordito Angelini - porterò all'attenzione della platea il punto di vista delle giovani generazioni di comunicatori. In particolare metterò in luce l'impegno di TP nel trasmettere ai giovani comunicatori i valori che devono guidarli nello svolgimento della loro professione".

"Nella nostra Associazione vige un Codice deontologico volto alla tutela dei diritti umani - ha continuato la vicepresidente - . In particolare la Carta valoriale vuole garantire l'eccellenza nell'ambito della comunicazione, portando gli associati a privilegiare la rilevanza dei contenuti, anche rispetto alla soddisfazione economica. In questo senso viene tutelata la dignità dell'essere umano a tutto tondo, e dunque naturalmente nache la figura femminile, poichè la consistenza delle tematiche trattate va di pari passo con la loro dignità. Un apposito Comitato di garanzia ha il compito di verificare che questi principi vengano rispettati e di sanzionare gli associati che invece operano diversamente. Naturalmente l'eventuale radiazione dell'associato da TP non gli impedisce di proseguire la professione, ma il nostro intento è fare in modo che si allarghi sempre più la fascia dei comunicatori 'etici'. Visti gli ultimi episodi, quello che possiamo fare è essere ancora più rigorosi nell'applicazione di tali principi".

"Tornando ai giovani - ha detto Angelini - voglio spezzare una lancia in loro favore: spesso infatti sono proprio i giovani pubblicitari ad essere accusati di 'tradire' alcuni valori nello svolgimento della loro professione, ma non è sempre così. I giovani che si avvicinano a TP, ad esempio, sposano i principi etici dell'Associazione e si impegnano ad agire in un determinato modo, rifiutandosi anche di aderire a richieste di clienti che non rispettano questi valori".

"Associarsi a TP significa anche impegnarsi a livello etico. E' vero, per chi deve ancora crescere professionalmente è spesso più appealing entrare in una grande agenzia e lavorare a campagne di grido, anche se discutibili, ma il messaggio che vogliamo trasmettere è che non solo è possibile svolgere il mestiere del pubblicitario rispettando determinati principi ma che anche, alla lunga, la comunicazione 'etica' ha un valore maggiore", ha concluso la vicepresidente TP.

Serena Piazzi