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Digital Experience Festival, la tecnologia è nulla senza l'individuo

Le innovazioni tecnologiche sono un utile strumento, ma perchè siano davvero efficaci è necessario che si diffonda una cultura digitale che consenta alle persone di utilizzarle al meglio. Scopo del Festival è stimolare lo sviluppo di questa cultura. Ne hanno parlato alla conferenza d'apertura, tra gli altri, Stefano Saladino, presidente Luoghi di Relazione, e Sergio Poma, presidente del Festival.
'Better digital, better life', questo il claim scelto per la seconda edizione del Digital Experience Festival che, come anticipato da ADVexpress (vedi notizia correlata), si è aperto oggi, 7 marzo, a Milano. Le nuove tecnologie come strumento per migliorare la vita, dunque, a patto però che vengano rispettate alcune regole. "Obiettivo della manifestazione è creare una cultura intorno al mondo digitale - ha spiegato nel corso della conferenza d'apertura Stefano Saladino (nella foto), presidente dell'associazione Luoghi di Relazione -, dal momento che siamo convinti che solo con la partecipazione e la condivisione, stimolate da eventi di questo tipo, sia possibile far comprendere alle persone come utilizzare al meglio la tecnologia".

Quest'ultima, infatti, da sola può fare ben poco. Al centro deve esserci comunque l'individuo, anzi è proprio la singola persona il fulcro da cui parte l'innovazione. Come ha affermato Sergio Poma, presidente del Digital Experience Festival, "il digitale è una sfida che il sistema Paese deve necessariamente cogliere, ma per farlo nel modo più efficace possibile bisogna partire prima di tutto da un cambiamento culturale".

Se, coma ha detto Roberto Arditti, infatti, direttore comunicazione e relazioni esterne Expo 2015, "le nuove tecnologie sono sicuramente importanti", è altrettanto vero che, come ha sottolinato lui stesso, "si tratta di uno strumento che, per quanto potente, per dare il meglio deve unirsi alle qualità dell'uomo che lo utilizza".

"Per fare un esempio pratico - ha continuato Arditti -, pensiamo al celebre Canestro di Frutta del Caravaggio, realizzato con l'innovativa tecnica della camera oscura: anche altri la usarono, ma solo lui ottenne un risultato così eccezionale".

"I singoli individui, ma anche le aziende e le istituzioni, si devono rendere conto dell'importanza della sperimentazione, utile a trovare le soluzioni di volta in volta migliori, a livello di tecnologia e non solo - ha affermato ancora Poma - Il Digital Experience Festival vuole essere un'occasione per stimolare il confronto tra i vari soggetti su questi temi, in modo che gli spunti di riflessione nati in questo contesto possano poi diffondersi anche altrove determinando una maggiore presa di coscienza della sfida con cui tutti siamo chiamati a confrontarci".

D'accordo anche Silvia Garnero, assessore moda, eventi, eccellenze, Expo Provincia di Milano. "La partecipazione della Provincia a questa manifestazione testimonia l'impegno delle istituzioni a svolgere un ruolo attivo nel cavalcare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, che comunque per essere davvero utili devono essere utilizzate in modo costruttivo - ha affermato Garnero -. Bisogna tenere presente che sono le tecnologie a dover essere al servizio degli individui e non viceversa e che, se usati in modo inappropriato, questi strumenti posso essere anche dannosi".

Secondo Aldo Colonnetti, direttore scientifico IED, il Festival deve essere anche un modo per "riportare ordine" e fornire "istruzioni di uso pratico". "Spesso oggi l'interpretazione tende a prevalere sulla realtà - ha detto Colonnetti - , ma questo determina una visione distorta dei fenomeni. E' importante riportare tutto alle fonti, dando una giusta collocazione spazio/temporale. Questa manifestazione può essere utile anche in questo senso".

Tornando alla 'cultura digitale', forse i soggetti più predisposti in questo senso sono i giovani, come testimoniano alcuni progetti nati in seno a istituti formativi. Laura Tettamanzi dell’Accademia nuove tecnologie per l’arte Brera e Francesco Galli, Politecnico Milano Design, hanno illustrato le peculiarità del master in Multimedia Transfer Art (MTA), che ha visto confrontarsi studenti italiani e internazionali per la realizzazione, in collaborazione con ATM, di installazioni multimediali all'interno delle stazioni della metropolitana milanese di Porta Garibaldi e Porta Venezia. 

Un'iniziativa innovativa, che ha visto un'applicazione concreta delle nuove tecnologie in uno spazio insolito, per raccontare, attraverso video ad hoc, storie di volta in volta differenti. Un'ulteriore dimostrazione del fatto che le possibilità ci sono e sono molteplici, basta avere la sensibilità e la cultura giuste per saperle sfruttare.

Serena Piazzi