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Dtt: una nuova era piena di oppotunità per la tv

Un pizzico di orgoglio e un sostanziale ottimismo hanno caratterizzato la tavola rotonda tenutasi oggi nel contesto della IV Conferenza Nazionale sulla Televisione Digitale Terrestre, organizzata in questi giorni a Roma da DGTVi, e che ha visto protagonisti i principali broadcaster del mercato televisivo italiano.

Un pizzico di orgoglio e un sostanziale, generalizzato, ottimismo hanno caratterizzato uno dei momenti più attesi della IV Conferenza Nazionale sulla Televisione Digitale Terrestre organizzata in questi giorni a Roma da DGTVi, la tavola rotonda che ha visto protagonisti tutti i soci dell'associazione, ossia i principali broadcaster del mercato televisivo italiano: Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Dfree, e le emittenti locali associate a FRT - TV locali (Federazione Radio Televisioni) e Aeranti-Corallo .

Stimolati da un moderatore d'eccezione come Bruno Vespa, Claudio Cappon (Rai), Fedele Confalonieri (nella foto,Mediaset), Franco Bernabè (Telecom Italia Media), Ben Ammar (Sportitalia-DFree), Maurizio Giunco (FRT) e Marco Rossignoli (Aeranti-Corallo ) hanno dato vita a un interessante round table sulle prospettive del mercato digitale terrestre ma non solo.

Il convitato di pietra dell'intera discussione è stato certamente Rupert Murdoch, proprietario di Sky, unanimemente considerato dai presenti 'il terzo polo' televisivo, con una strategia di espansione sul mercato particolarmente aggressiva come testimonia l'imminente acquisizione di una superstar della tv generalista come Fiorello .

''Tempo fa in questo paese fu approvata una legge che poneva un tetto ai compensi degli artisti e allora dissi che riduceva l'operatività del servizio pubblico - ha commentato il Direttore Generale della Rai Claudio Cappon - anche perché 'la qualità si paga'''.

Getta acqua sul fuoco sull'argomento con un pizzico di ironia il Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri secondo il quale "c'è un grande spreco di elogi, sembra che ci sia solo Sky" ma non va dimenticato che "se la piattaforma satellitare ha 150 canali quelli che hanno la maggiore audience sono pur sempre quelli Rai e quelli Mediaset".

Orgoglio dicevamo all'inizio, è proprio questo il sentimento che Confalonieri lascia trapelare quando ricorda alla platea la grande cavalcata della tv commerciale italiana degli anni 80/90 e la scelta strategica di importare in Italia la tecnologia digitale terrestre che "è un'occasione per tutti i broadcaster di fare e pensare sistema".

Ancora più esplicito sull'argomento Cappon quando ricorda che il digitale terrestre è soprattutto "una grande opportunità per tutti, un nuovo 1954" e l'obiettivo del servizio pubblico nei prossimi anni è quello di contribuire a una multicanalità gratuita per tutti, come testimonia anche la presenza della Rai nel progetto di una piattaforma satellitare free, definita da Cappon 'necessaria'.

Più defilato sull'argomento Franco Bernabè, presidente di Telecom Italia, che da un lato ha voluto sgombrare il campo da possibili speculazioni sulla vendita da parte del Gruppo dell'emittente di famiglia, La 7, ''Non abbiamo intenzione di venderla, non perché Telecom Italia abbia la vocazione dei broadcaster, ma perché questo asset ci consente di dialogare con gli altri operatori, di capire meglio il mondo della televisione'' , dall'altro ha anticipato gli importanti investimenti (7 miliardi di euro nei prossimi 3 anni) nelle nuove reti. Questo consentirà di incrementare il numero di famiglie che potranno ricevere l'Iptv che per Bernabè ''Non e' una piattaforma in competizione col digitale terrestre o il satellitare ma di integrazione con esse".

Tornando a Murdoch e a un suo possibile interesse per l'acquisto de La 7, categorica è arrivata la smentita di Tarak Ben Ammar , imprenditore franco-tunisino a capo di Dfree 8 (Sportitalia) e grande amico del magnate americano.

''Non credo che Murdoch voglia entrare nella tv free'' in Italia magari acquistando La7, non avrebbe senso perché andrebbe contro se stesso, penso invece che lui continuerà a fare una grande pay tv e a beneficiarne sarà soprattutto l'utente finale che avrà più canali tv e quindi più scelta".