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Facilità d'uso e on demand i concetti chiave del nuovo scenario mediale

A Marco Fanciulli (Accenture), Marco Salvadori (Cisco), Aurelio Severino (Ericsson) e Fabrizio Caffarelli (Tv Blob) l'incarico di commentare i risultati emersi dalla ricerca 2010/2011 dell'Osservatorio New Media & Tv del Politecnico di Milano, mettendo in luce peculiarità, criticità e opportunità del nuovo scenario mediale.
Alla presentazione dei risultati emersi dalla ricerca 2010/2011 dell'Osservatorio New Media & Tv del Politecnico di Milano (vedi notizia correlata) Marco Fanciulli (Accenture), Marco Salvadori (Cisco), Aurelio Severino (Ericsson) e Fabrizio Caffarelli (Tv Blob) si sono confrontati in una tavola rotonda su peculiarità, criticità e opportunità del nuovo scenario mediale.

Per Marco Fanciulli, senior manager IT strategy & transformation digital media domain Accenture, sono tre i temi principali attorno a cui ruotano i risultati dell'indagine: content strategy, ergonomia e ecosistema.

"Prima di pensare alle infrastrutture tecnologiche a disposizione è necessario concentrarsi sul contenuto che si vuole veicolare; non si possono ottenere dei buoni risultati a livello di business senza avere alle spalle una solida strategia di contenuto - ha spiegato Fanciulli -. In merito al secondo aspetto, è importante che gli operatori tengano conto dell'ergonomia complessiva dei servizi che forniscono, che devono essere il più possibile user friendly, in modo da portare gli utenti ad utilizzarli. Nessuno è disposto a usare qualcosa di particolarmente complicato, perciò se si vuole convincere gli individui a apprezzare i nuovi mezzi, bisogna renderne l'uso il più semplice e intuitivo possibile. Infine, l'ecosistema. Oggi le media company devono pervenire alla costruzione di un ecosistema complessivo, ovvero devono avere una gestione complessiva del servizio che forniscono, il che non vuol dire necessariamente possedere tutto il sistema o parte di esso, ma controllarne tutti gli aspetti, dal contenuto alla redempion degli utenti, come attualmente fanno Apple e Amazon".

Anche Marco Salvadori, director Internet business solutions (SP Consulting Group - Italy) di Cisco, ha identificato principalmente tre tendenze messe in luce dalla ricerca dell'Osservatorio New Media & Tv. "Innanzitutto dall'indagine emerge chiaramente che il modello di intrattenimento prevalente è ancora quello analogico e probabilmente ci vorrà molto tempo prima che il mainstream diventi digitale - ha esordito il manager - . In secondo luogo, salta all'occhio la progressiva abitudine degli utenti a rifuggire i palinsesti predefiniti per crearsi un proprio palinsesto personalizzato che assecondi le proprie esigenze. Infine, si fa notare l'aspetto social: le community, nonostante non siano ancora adeguatamente monetizzate, stanno assumendo infatti un ruolo sempre più importante".

Salvadori ha portato all'attenzione della platea anche due criticità legate allo sviluppo dei nuovi mezzi. "Il primo è un problema di servizi di trasporto - ha detto -: la qualità del trasporto non è adeguata a modelli che si trasformano da lineari a irregolari. Poi continua a sussistere il problema relativo ai pagamenti: purtroppo non è ancora stato trovato un modello di business adeguato ai nuovi mezzi, anche perchè le persone accettano con ritrosia di pagare per entrare in possesso di contenuti che sono abituati ad avere gratuitamente".

La tendenza degli individui a una fruizione mediale 'on demand' è stata messa in luce anche da Aurelio Severino, direttore content and media solutions Ericsson, che nel suo intervento ha presentato le principali evidenze di una ricerca realizzata da Consumer Lab su 7000 individui (advanced tv users) in 6 Paesi (Italia esclusa), allo scopo di identificare stimoli a barriere alla fruizione dei servizi video.

"Il 93% del campione ha dichiarato che la tv resta al centro del palinsesto mediatico, anche se il consumo di tv è spesso meno attento rispetto al consumo di altri mezzi - ha affermato Severino - Il 70% delle persone interpellate adotta strategie di time shifting per adattare il palinsesto alle proprie esigenze e il 50% fruisce di video on demand su Internet. La predilezione per l''on demand' si concilia con un'altra tendenza, quella alla multicanalità: fatto 100 il tempo dedicato alla visione dei servizi video, il 50% è dedicato alla visione della tv di casa e il restante 50% viene suddiviso tra pc e dispositivi mobili".

Infine, una considerazione sulla disponibilità degli utenti a pagare i contenuti che ritengono interessanti. "Il 40% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a pagare per accedere ai contenuti o per poter trasporre sul televisore l'esperienza tradizionale del web, sottolinenando inoltre (più del 50% del campione) la semplicità della fruizione dei servizi come un elemento essenziale per l'utilizzo e il conseguente apprezzamento". 

Fabrizio Caffarelli, chief executive officer Tv Blob, ha illustrato un esempio pratico di come la sperimentazione continua possa portare all'indentificazione di soluzioni efficaci. "Telesystem ha lanciato un nuovo sistema, Blob Box, che consiste in un decoder in grado di trasformare la tv in un media center - ha spiegato Caffarelli - . Il principio è lo stesso della connected tv ma noi siamo convinti che questo metodo possa funzionare meglio, poichè è stato verificato che se i televisori connettibili non sempre vengono connessi, con il decoder questo problema non si pone perchè chi lo acquista lo collega sempre al televisore. Anche in questo caso, attenzione al consumatore ed ecosistema sono due concetti chiave: attraverso Blob Box offriamo non solo contenuti ma anche servizi che esulano dalla tv, erogabili ad esempio attraverso la lettura di smartcard".

Serena Piazzi