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I media cambiano, gli operatori del settore si adeguano. Ecco come
La tavola rotonda 'New Media e Tv: gli snodi e i trend del futuro' ha visto i rappresentanti delle principali media company esporre le loro strategie in ambito new media e non solo. Sono intervenuti Pierpaolo Cervi (Gruppo Editoriale L'Espresso), Federico Lazzarovich (Arnoldo Mondadori Editore), Andrea Fabiano (Rai), Giorgio Riva (Rcs Digital), Stephane Timpano (Sky Italia), Borrelli (Telecom Italia), Midolo (Mediaset).
'New Media e Tv: gli snodi e i trend del futuro', questo il tema della seconda tavola rotonda organizzata nell'ambito dell'incontro 'New Media: tante piattaforme, ma quali strategie', organizzato oggi, 22 marzo, al Politecnico di Milano, per presentare i risultati della ricerca 2010/2011 dell'Osservatorio New Media & Tv (vedi notizia correlata).
Pierpaolo Cervi (Gruppo Editoriale L'Espresso), Federico Lazzarovich (Arnoldo Mondadori Editore), Andrea Fabiano (Rai), Giorgio Riva (Rcs Digital), Timpano (Sky Italia), Borrelli (Telecom Italia), Midolo (Mediaset), alla luce dei trend emersi dall'indagine, hanno illustrato le strategie che le aziende in cui operano mettono in atto per stare al passo con l'evoluzione dello scenario mediale.
"La crisi che ha investito il mondo dell'editoria nel 2009 ha spinto alcuni operatori del settore a guardare erroneamente al business digitale come a un modo per porre rimedio al calo del business core - ha esordito Pierpaolo Cervi (nella foto a sx), direttore generale della divisione web ed internet Gruppo Editoriale L'Espresso -. In realtà l'approccio al digital deve essere differente e richiede un'attenzione particolare, non è sufficiente portare in rete gli stessi contenuti dei prodotti tradizionali: Repubblica.it, ad esempio, è un prodotto completamente diverso dal gionale cartaceo, pensato ad hoc per il web e questo a nostro parere è l'approccio più corretto. La strategia di Gruppo Espresso si basa proprio su questo: puntare sul valore dei propri marchi costruendo però prodotti ad hoc per i nuovi mezzi".
Anche Mondadori si dimostra attenta a cavalcare l'onda dei new media, come ha spiegato Federico Lazzarovich, head of commercial solutions direzione generale digital Arnoldo Mondadori Editore. "Nel 2010 Mondadori ha sviluppato una serie di app per iPad, tra cui si è distinta Virtual History Rome, subito balzata in testa alle classifiche di 15 paesi europei. L’applicazione valorizza in maniera esemplare lo straordinario patrimonio che un editore di tradizione centenaria come Mondadori può vantare", ha dichiarato il manager, sottolineando anche che però è sbagliato anche sopravvalutare il fenomeno dei tablet, che attualmente contano 650.000 gli utenti unici.
Giorgio Riva (nella foto a dx), direttore generale RCS Digital, ha sottolineato come la crisi, che ha avuto la sua fase acuta nel 2009,
abbia riguardato in modo particolare gli investimenti pubblicitari, senza minare l'audience in senso lato, che anzi è più ampia oggi rispetto al passato. "La strategia messa in atto da RCS Mediagroup per sfruttare le opportunità offerte dalle nuove piattaforme si concentra soprattutto su cinque aspetti: la valorizzazione dei brand e del legame con i lettori, la qualità del contenuto, la user experience e la centralità del lettore/cliente - ha affermato Riva -. Nel 2010 abbiamo assistito a tre fenomeni fondamentali: il decollo dell'offerta video, con una crescita considerevole anche della raccolta, l'introduzione del modello pay sugli smartphone, che comunque si sta rivelando una mossa efficace, e la diffusione massiccia dei tablet, un fenomeno da non sottovalutare, che consente di sperimentare nuovi modelli di business sempre basati sul pay".
Passando al business televisivo, Luigi Midolo, direttore web e sviluppo offerta Mediaset Premium, ha spiegato come Mediaset sia già presente da diversi anni con i propri contenuti sulle varie piattaforme disponibili e si è concentrato in particolare sul lancio della Net Tv, che consente agli abbonati Mediaset Premium di accedere all'offerta generalista Mediaset, ai contenuti dei canali Mediaset Premium e a ulteriori contenuti direttamente dal proprio pc. "La Net Tv è basata su un modello aperto, è infatti accessibile con qualsiasi operatore Adsl, offre l'opportunità di vedere contenuti in Hd e film in anteprima a 2,99 euro l'uno ed è ricca di interessanti funzionalità - ha detto Midolo -. In neanche un mese abbiamo raggiunto quota 150.000 utenti registrati, un buon risultato, che dimostra quanto gli utenti apprezzino la possibilità di poter vedere quello che volgiono quando e dove vogliono".
Anche la 'grande nave' Rai ha dovuto adeguarsi al cambiamento, trasformandosi in una vera e propria flotta. "Il modello di business resterà incentrato sul canone e sulla pubblicità ancora per molto tempo, anche perchè un operatore pubblico deve sottostare a più vincoli rispetto a un privato - ha spiegato Andrea Fabiano, responsabile marketing strategico Rai -. Ciò naturalmente non esclude un presidio il più possibile efficace del mondo online, anche perchè abbiamo verificato che è alta la domanda sul web di tv live. Sul fronte della tv lineare, abbiamo ottenuto ottimi risultati sui canali nativi digitali, che nel 2010 hanno visto il raddoppio della raccolta".
Sempre in prima linea nella sperimentazione Sky, che attualmente offre più di 200 canali, oltre 30 in alta definizione, funzione di timeshifting attraverso il decoder e sta sperimentando anche il 3D. "La nostra esperienza dimostra che la televisione classica ha ancora un alto potenziale di sviluppo", ha affermato Stephane Timpano, business development director Sky Italia.
Infine, Ivana Borrelli, responsabile marketing broadband content Telecom Italia, ha illustrato ai presenti il caso di CuboVision, lanciato nel 2010: non solo un decoder ma un'interfaccia presente anche su dispositivi terzi (connected tv, IpTv, sito). "La nostra strategia è multicanale e incentrata in particolare sul fenomeno delle connected tv - ha detto Borrelli-, come dimostra il widget che abbiamo creato sulla Smart Tv di Samsung per consentire agli utenti di visionare contenuti on demand. Un altro aspetto che giudichiamo fondamentale è l'usabilità: ogni device ha le sue caratteristiche che vanno rispettate per rendere la user experience il più accattivante possibile".
Serena Piazzi
Pierpaolo Cervi (Gruppo Editoriale L'Espresso), Federico Lazzarovich (Arnoldo Mondadori Editore), Andrea Fabiano (Rai), Giorgio Riva (Rcs Digital), Timpano (Sky Italia), Borrelli (Telecom Italia), Midolo (Mediaset), alla luce dei trend emersi dall'indagine, hanno illustrato le strategie che le aziende in cui operano mettono in atto per stare al passo con l'evoluzione dello scenario mediale.
"La crisi che ha investito il mondo dell'editoria nel 2009 ha spinto alcuni operatori del settore a guardare erroneamente al business digitale come a un modo per porre rimedio al calo del business core - ha esordito Pierpaolo Cervi (nella foto a sx), direttore generale della divisione web ed internet Gruppo Editoriale L'Espresso -. In realtà l'approccio al digital deve essere differente e richiede un'attenzione particolare, non è sufficiente portare in rete gli stessi contenuti dei prodotti tradizionali: Repubblica.it, ad esempio, è un prodotto completamente diverso dal gionale cartaceo, pensato ad hoc per il web e questo a nostro parere è l'approccio più corretto. La strategia di Gruppo Espresso si basa proprio su questo: puntare sul valore dei propri marchi costruendo però prodotti ad hoc per i nuovi mezzi". Anche Mondadori si dimostra attenta a cavalcare l'onda dei new media, come ha spiegato Federico Lazzarovich, head of commercial solutions direzione generale digital Arnoldo Mondadori Editore. "Nel 2010 Mondadori ha sviluppato una serie di app per iPad, tra cui si è distinta Virtual History Rome, subito balzata in testa alle classifiche di 15 paesi europei. L’applicazione valorizza in maniera esemplare lo straordinario patrimonio che un editore di tradizione centenaria come Mondadori può vantare", ha dichiarato il manager, sottolineando anche che però è sbagliato anche sopravvalutare il fenomeno dei tablet, che attualmente contano 650.000 gli utenti unici.
Giorgio Riva (nella foto a dx), direttore generale RCS Digital, ha sottolineato come la crisi, che ha avuto la sua fase acuta nel 2009,
abbia riguardato in modo particolare gli investimenti pubblicitari, senza minare l'audience in senso lato, che anzi è più ampia oggi rispetto al passato. "La strategia messa in atto da RCS Mediagroup per sfruttare le opportunità offerte dalle nuove piattaforme si concentra soprattutto su cinque aspetti: la valorizzazione dei brand e del legame con i lettori, la qualità del contenuto, la user experience e la centralità del lettore/cliente - ha affermato Riva -. Nel 2010 abbiamo assistito a tre fenomeni fondamentali: il decollo dell'offerta video, con una crescita considerevole anche della raccolta, l'introduzione del modello pay sugli smartphone, che comunque si sta rivelando una mossa efficace, e la diffusione massiccia dei tablet, un fenomeno da non sottovalutare, che consente di sperimentare nuovi modelli di business sempre basati sul pay".Passando al business televisivo, Luigi Midolo, direttore web e sviluppo offerta Mediaset Premium, ha spiegato come Mediaset sia già presente da diversi anni con i propri contenuti sulle varie piattaforme disponibili e si è concentrato in particolare sul lancio della Net Tv, che consente agli abbonati Mediaset Premium di accedere all'offerta generalista Mediaset, ai contenuti dei canali Mediaset Premium e a ulteriori contenuti direttamente dal proprio pc. "La Net Tv è basata su un modello aperto, è infatti accessibile con qualsiasi operatore Adsl, offre l'opportunità di vedere contenuti in Hd e film in anteprima a 2,99 euro l'uno ed è ricca di interessanti funzionalità - ha detto Midolo -. In neanche un mese abbiamo raggiunto quota 150.000 utenti registrati, un buon risultato, che dimostra quanto gli utenti apprezzino la possibilità di poter vedere quello che volgiono quando e dove vogliono".
Anche la 'grande nave' Rai ha dovuto adeguarsi al cambiamento, trasformandosi in una vera e propria flotta. "Il modello di business resterà incentrato sul canone e sulla pubblicità ancora per molto tempo, anche perchè un operatore pubblico deve sottostare a più vincoli rispetto a un privato - ha spiegato Andrea Fabiano, responsabile marketing strategico Rai -. Ciò naturalmente non esclude un presidio il più possibile efficace del mondo online, anche perchè abbiamo verificato che è alta la domanda sul web di tv live. Sul fronte della tv lineare, abbiamo ottenuto ottimi risultati sui canali nativi digitali, che nel 2010 hanno visto il raddoppio della raccolta".
Sempre in prima linea nella sperimentazione Sky, che attualmente offre più di 200 canali, oltre 30 in alta definizione, funzione di timeshifting attraverso il decoder e sta sperimentando anche il 3D. "La nostra esperienza dimostra che la televisione classica ha ancora un alto potenziale di sviluppo", ha affermato Stephane Timpano, business development director Sky Italia.
Infine, Ivana Borrelli, responsabile marketing broadband content Telecom Italia, ha illustrato ai presenti il caso di CuboVision, lanciato nel 2010: non solo un decoder ma un'interfaccia presente anche su dispositivi terzi (connected tv, IpTv, sito). "La nostra strategia è multicanale e incentrata in particolare sul fenomeno delle connected tv - ha detto Borrelli-, come dimostra il widget che abbiamo creato sulla Smart Tv di Samsung per consentire agli utenti di visionare contenuti on demand. Un altro aspetto che giudichiamo fondamentale è l'usabilità: ogni device ha le sue caratteristiche che vanno rispettate per rendere la user experience il più accattivante possibile".
Serena Piazzi

