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Il futuro della tv è multicanale

Durante la presentazione dei risultati della Ricerca 2008 dell'Osservatorio New Tv, si è svolta stamattina, 19 novembre, al Politecnico di Milano, la tavola rotonda 'New Tv: trend in atto'. Dai principali player del settore emerge una forte spinta alla multicanalità, per assecondare i cambiamenti nelle abitudini di fruizione degli utenti.

Sono stati chiamati a delineare un quadro delle tendenze in atto nel settore delle tv digitali i partecipanti alla tavola rotonda 'New Tv: trend in atto', tenutasi questa mattina, 19 novembre, nell'ambito della presentazione dei risultati della Ricerca 2008 dell'Osservatorio New Tv della School of Management del Politecnico di Milano realizzata in collaborazione con il Cefriel.

A reggere le fila della discussione Umberto Bertelè (nella foto) presidente della School of Management del Politecnico di Milano, che ha stimolato i principali player del settore, partendo da quanto emerso dalla ricerca (vedi notizia correlata), a illustrare le loro strategie per far fronte al cambiamento del mercato competitivo in atto.

Primo a intervenire David Bogi, responsabile nuovi progetti del digitale terrestre Gruppo Mediaset. "Oggi bisogna tenere conto che esistono più piattaforme trasmissive – ha esordito Bogi – Mediaset ha risposto con dinamismo a questa evoluzione del mercato, ampliando la sua offerta: ha lanciato infatti nuovi canali in chiaro (ad es. Boing) ed è entrata nel mercato dei contenuti a pagamento, in una prima fase attraverso l'offerta di contenuti previo l'acquisto di carte prepagate, e in un secondo tempo offrendo la possibilità di effettuare delle sottoscrizioni mensili per accedere ai canali. Anche per quanto riguarda la mobile tv, Mediaset ha un ruolo rilevante: agisce infatti sia da fornitore di contenuti che che da fornitore di network a cui gli operatori telefonici (ad es. Vodafone e Tim ) si appoggiano".

Diverso il ruolo della Rai, come ha ben messo in luce Andrea Fabiano, responsabile marketing strategico Rai. "La Rai risponde diversamente da Mediaset al cambiamento in atto nel mercato della televisione – ha spiegato Fabiano- La nostra priorità è in questo momento il digitale, dal momento che si avvicina il momento dello switch off. Su questa piattaforma stiamo crescendo, come dimostra il successo che sta ottenendo Rai 4. Consideriamo invece le altre piattaforme come un modo per diversificare il nostro modello di business e raggiungere quelle fasce non 'intercettate' dal digitale. Sul web siamo presenti con Rai.tv, che aggrega tutta l'offerta multimediale della Rai e presto subirà un restyling".

Tra i due colossi della tv si colloca La7, la cui strategia è stata delineata da Gianluca Visalli, responsabile multimedia e content distribution TI Media/La 7. "La presenza di La7 sulle piattaforme digitali rispecchia il posizionamento della rete sul mercato. La nostra è una televisione di qualità, e il nostro obiettivo è consolidare e rafforzare la relazione con gli spettatori, anche attraverso le nuove piattaforme. Utilizziamo il digitale terrestre in questo senso, per intercettare ulteriori nicchie di spettatori. Nel pay, invece, La7 mira alla razionalizzazione e ha siglato una partnership con un operatore indipendente che desidera entrare in questo mercato".

Non poteva mancare il parere del re della multicanalità, Sky, rappresentato da Remo Tebaldi, head of new media businss development Sky Italia . "Sky continua nella sua strategia multicanale – ha affermato Tebaldi – L'idea è incrementare ulteriormente il numero di canali sul satellite (attualmente sono 200, ndr.) e fare leva sulle opportunità che per il momento sono nostro appannaggio esclusivo: Sky è l'unica piattaforma con sette canali in alta definizione e l'unico operatore a offrire il My Sky, un personal video recorder che consente una fruizione del tutto personalizzata".

"In merito alla Ip Tv – ha spiegato Tebaldi – va detto che sicuramente può costituire una valida alternativa al satellite, nonostante vi siano ancora delle difficoltà tecniche da superare. Il web viene considerato invece da noi soprattutto un servizio di supporto ad attività di Crm: non crediamo molto ai canali di flusso sul web, forse perchè la gratuità della rete confligge con la natura pay di Sky. Sul mobile aspettiamo di vedere che cosa riserverà il futuro".

Lorenzo Gonzales, communication, media & entertainment industry marketing manager HP, e Aurelio Severino, direttore content and media solution Ericsson, hanno aiutato i presenti a comprendere meglio come le nuove tecnologie si adattano alle nuove modalità di fruizione degli utenti.

"Oggi gli individui vogliono avere accesso a contenuti diversi in forma diversa a seconda del momento – ha spiegato Gonzales – Questo nuovo modo di vivere l'informazione ha portato all'evoluzione dei device. L'obiettivo per i broadcaster è cercare di massimizzare la permanenza dell'utente davanti al contenuto: per fare questo occorre concentrarsi sulle nicchie e identificarne gli interessi, per fornire successivamente contenuti 'su misura', fruibili in qualsiasi momento grazie al presidio di più piattaforme".

"Gli utenti oggi desiderano contenuti personalizzati – ha ribadito Severino – L'Ip Tv è la piattaforma che meglio può rispondere a questa esigenza. Tramite l'Ip Tv, infatti, e con il contributo dei broadcaster, è possibile fornire una vera e propria individual tv experience".

"L'Ip Tv ha buone prospettive di crescita – ha aggiunto Attilio Somma, business innovation Telecom Italia – come dimostra il successo che essa sta ottenendo in Europa, soprattutto nei mercati francese, belga e spagnolo. Le buone opportunità che l'Ip Tv offre in termini di interattività e di personalizzazione sono sicuramente un vantaggio per l'ulteriore sviluppo di questa piattaforma".

Fabio Troiani, Ad di Bip, ha infine riportato l'attenzione della platea sulla web tv, concentrandosi sul suo utilizzo in ambito aziendale. "La web tv non sempre viene utilizzata dalle aziende e quando viene usata spesso non si hanno le competenze necessarie per un utilizzo appropriato ed efficace. Per rispondere al nuovo assetto del mercato della tv digitale servono risorse e competenze, di cui non tutti dispongono al momento".

Esiste ancora dunque un gap tra il trend dei maggiori operatori del settore, che è quello di muoversi verso la multicanalità per rispondere alle nuove esigenze degli utenti, e le aziende, che invece dimostrano di non conoscere ancora tutte le opportunità offerte dalle nuove piattaforme e sono restie a utilizzarle.

Serena Piazzi