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Il genio di Armando Testa in mostra a Milano tra arte e pubblicità

Inaugurata oggi a Milano la retrospettiva 'Il design delle idee', curata da Gemma de Angelis Testa e da Giorgio Verzotti, dedicata al maestro della pubblicità italiana, del quale svela un'inedita attività di designer e progettista di oggetti connotati dall’ironia e dalla fantasia che caratterizzano anche la sua produzione pubblicitaria. In mostra, bozzetti, disegni, sculture, dipinti ma anche i celebri manifesti e le stampe.
E’ l’immagine di un innovatore poliedrico, oltre a quella più nota di maestro della pubblicità italiana, ad emergere dalla retrospettiva ‘Il design delle idee’ dedicata ad Armando Testa, inaugurata oggi, 12 aprile, al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea italiana a Milano.

Prodotta da Comune di Milano - Cultura, Acacia ( Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana) TestaperTesta e Change Performing Arts, la mostra rivela un aspetto meno noto dell’opera dell’artista, quello della sua attività di designer, di progettista di oggetti connotati dall’ironia e dalla fantasia che caratterizzano anche la sua produzione pubblicitaria.

Armando Testa, infatti, come sottolineato oggi in conferenza stampa da Gemma de Angelis Testa e da Giorgio Verzotti, curatori della mostra, non è stato solo il più importante pubblicitario italiano, ma anche un grande creativo, che ha portato la sua innovazione di artista e la sua creatività in tutti i campi espressivi, dalla pittura astratta alla scultura, dalle fotografie a colori al design, come dimostrano gli oggetti in mostra. Dalle sculture, come la grande ‘mano’ Il Tempo, pensata perla mostra Humor Graphic nel 1989 e la croce Segno, ai numerosissimi disegni e bozzetti inediti che testimoniano la sua attività di disegnatore instancabile. “Il maestro disegnava continuamente, cogliendo ogni occasione per annotare graficamente gli spunti che gli provenivano dalla realtà e dalle sue visioni” sottolineano i curatori della mostra.
Da questi bozzetti, a matita, pastello, acquerello, nascevano poi i manifesti, le stampe, i dipinti ben noti a tutti e di cui al Pac viene presentata un’ampia selezione. Ci piace citare, tra i tanti, quelli per ‘Cafè Paulista’ e Punt e Mes.

“Fotografie e fotomontaggio, tipografia, disegno e grafica, regia televisiva e tecniche di animazione cinematografica, in ogni forma di comunicazione, indirizzata o meno allo scopo commerciale, Testa ha introdotto uno spirito nuovo: da un lato la grande ironia che connota gran parte della sua produzione, dall’altro il gusto per la narrazione, la fiction, cui alludeva in quegli insiemi di segni che sono i manifesti e che corre come una tensione sottile in tutte le sue immagini”- fanno notare Gemma de Angelis Testa e Giorgio Verzotti. “Anche in quelle di design, come testimoniano le ironiche sedie formate dalle sue iniziali, AT, ‘solidificate’ fin a reggere il peso di un corpo e le sedie ‘antropomorfe’, protagoniste di un’installazione e collegate idealmente ai ‘Sette Savi’ di Fausto Melotti esposti all’interno del PAC.

Non da ultimo, la restrospettiva racconta l’Armando Testa più contemporaneo, l’autore di famosi Caroselli e di tanti personaggi, come Papalla, Carmencita e Caballero, ripresentati a Milano filtrati dall’obiettivo divertito del regista Pappi Corsicato. Lo stesso autore del film documentario dedicato ad Armando Testa ‘Povero ma moderno’, premiato al Festival del Cinema di Venezia, nel quale il regista ha inteso dialogare con le sue mitiche invenzioni’ per restituire al pubblico in cinquanta minuti di musica e immagini lo stile e la genialità del maestro.

Significativa l’affermazione con cui Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, descrive Armando Testa: “Una gran testa, quella di Armando. Una ragione che si è posta al servizio dell’immaginazione. Dove la fantasia è magia, la creatività è fede”. “Se fosse qui - aggiunge Flory - avremmo ancora bisogno di lui per aiutarci a promuovere una merce rara di cui sentiamo la necessità, l’ironia, uno dei più grandi piaceri che un uomo libero può concedere a se stesso”.

La cultura e l’arte di Armando Testa proseguono non solo nella testimonianza delle sue opere, ma, concretamente, nell’agenzia che porta il suo nome, diretta dal figlio, Marco Testa. Ecco come il presidente della principale agenzia italiana di pubblicità ricorda il suo modello: “Mio padre era un innovatore poliedrico. Amava stupire l’occhio, sorprendere il cuore, divertire la mente. Sono particolarmente fiero che sia riuscito a trasformare il suo talento in una grande scuola di comunicazione, che ancora oggi con le sue campagne diverte, intrattiene e stupisce milioni di italiani”.

Elena Colombo