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In 20 anni triplicato il fatturato dell'Industria della Comunicazione

Si è svolto oggi, 18 dicembre, a Roma il VI Summit sull'Industria della Comunicazione, promosso dalla Fondazione Rosselli e dalla Camera di Commercio di Roma. Dal 1987 a oggi, il mercato della comunicazione è stato trainato soprattutto dai contenuti editoriali. Stabile l'investimento pubblicitario sui mezzi classici.

Si è svolto oggi, 18 dicembre, a Roma, nella cornice del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra, il VI Summit sull'Industria della Comunicazione, promosso dalla Fondazione Rosselli e dalla Camera di Commercio di Roma. 

Giunto alla sesta edizione, il Summit sull'Industria della Comunicazione ha proposto anche quest'anno un interessante confronto tra rappresentanti d'istituzioni e imprese, addetti ai lavori e accademici sullo stato dell'industria italiana di settore, sul raffronto internazionale dei principali indicatori, nonché sul futuro a breve e medio termine dell'Industria della Comunicazione in Italia. 

Come di consueto il Summit è stato l'occasione per presentare il Rapporto sull'Industria della Comunicazione in Italia curato dall' Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli.

Il rapporto di quest'anno analizza l'Industria della Comunicazione italiana nell'ultimo ventennio (1987-2008), un mercato che ha abbondantemente triplicato il proprio fatturato arrivando a oltre 107 mld di euro nel 2007, trainato soprattutto dai contenuti editoriali, tra i quali spiccano per dinamismo Internet, il mobile e il gaming, a scapito della perdita di velocità delle tlc, il cui boom aveva caratterizzato invece gli anni fino al 2001.

Per quel che riguarda l'andamento recente del settore pubblicitario, sensibile da un lato alle scelte di investimento delle imprese e dall'altro all'andamento dei mezzi di comunicazione, il mercato si muove con incertezza e confida nella leva dell'investimento 'anticiclico' per far fronte alla possibile riduzione della spesa in comunicazione da parte delle imprese investitrici.

Rispetto all'economia nazionale, l'investimento pubblicitario sui mezzi classici si mantiene sostanzialmente stabile nel corso del ventennio (tra lo 0,52% e lo 0,70% nonostante i rilevanti mutamenti nell'offerta), con un rapporto che si attesta allo 0,68% del PIL nel 2007.

Considerando anche l'insieme delle iniziative di marketing relazionale (direct marketing, promozioni, relazioni pubbliche, e sponsorizzazioni/eventi) che rappresentano circa il 50% dell'investimento in comunicazione commerciale secondo le stime fornite da AssoComunicazione e UPA, si raggiunge una percentuale del PIL di circa l' 1,41% per il 2007, in linea con quanto rilevato negli anni precedenti.

Al netto di Internet, che cresce nel 2007 del 38% rispetto al 2006, l'area classica italiana cresce però solo dello 0,5% mostrando difficoltà soprattutto nella stampa e nel cinema.

Mentre i 10.042 milioni di euro investiti nel marketing relazionale (+3,43%) secondo UPA sono in parziale contrasto con la generale stagnazione che il settore pubblicitario vive nei suoi comparti storici e indicano la sempre maggiore complementarità di comunicazione above e belove the line.

Il Rapporto IEM segnala anche i nodi da sciogliere per il mercato della comunicazione nei prossimi anni sottolineando come nel breve periodo la priorità resta lo sviluppo effettivo della banda larga mentre nel lungo periodo le questioni ineludibili saranno la produzione di contenuti/servizi originali, il tema delicatissimo dell'istruzione e il rapporto sempre intricato tra le reti, il bene pubblico e la libertà personale.