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Interact/3. Niels Muller: dimenticate il web 2.0, arriva il media 4.0!

Niels Mueller, fondatore e CEO di TrendONE, ha chiuso il lavori della prima giornata di Interact, a Berlino, con un keynote all’insegna del futuro del web, ma i cui spunti sono tutti già perfettamente visibili in questo momento.

(Dal nostro inviato a Berlino, Tommaso Ridolfi). La prima giornata di Interact, il congresso di IAB Europe ieri e oggi a Berlino, si è chiusa con un keynote sui generis, anzi, con il vero e proprio show di Niels Mueller (in foto), fondatore e CEO di TrendONE.

Aiutato da filmati, da persone chiamate sul palco e da 'complici' strategicamente mescolati fra il pubblico, Mueller ha esordito parlando di microchip utilizzati per ridare la vista ai ciechi e passando in rapidissima rassegna una lunga serie di case history all'insegna dell'innovazione, distinguendo quattro fasi nella vita dei media.

Nella prima, 1.0, le persone sono rilassate e si limitano a osservare e a godersi lo spettacolo. Ma anche qui è possibile fare innovazione: per esempio, Philips ha creato i tessuti in 'Lumaline', capaci di proiettare su un capo di abbigliamento loghi e scritte pubblicitarie... In questa categoria rientra anche l'invenzione tedesca del 'Piss Screen': nei bagni pubblici gli uomini che espletano i propri bisogni fisiologici possono letteralmente videogiocare con lo schermo di fronte a loro controllando i movimenti del gioco mediante il 'getto'!

La fase del 2.0 è quella in cui l'utente è coinvolto e comincia a partecipare ai media che lo circondano. Anche qui le novità possibili sono molte. "Che cosa succede se uniamo il cellulare e la catena Starbucks ? - ha proseguito Mueller –. Che il caffé, il 'latte' o il 'frappuccino' possiamo ordinarli esattamente come piacciono a noi via telefono, e appena entriamo nel locale saranno pronti espressamente come li chiediamo... Ma è anche quello che stanno facendo in Svezia incrociando carta e web 2.0, con la creazione di un quotidiano ritagliato – e stampato – su misura per noi, che indichiamo sul sito quante pagine vogliamo di cronaca, sport o politica".

Il 3.0 è il momento dell'immersività, della creazione spontanea. E' il momento in cui gli utenti e i loro avatar cominciano a vivere dentro il medium. E' il trend dei mondi che replicano e rispecchiano quello reale. "Il web 3.0 è quello definito semantico, dove il motore di ricerca capisce le nostre domande e ci fornisce direttamente le risposte, non le pagine web dove poterle cercare".

Il quarto e ultimo di questi step è quello dell'estensione e dell'automiglioramento. Se nel media 3.0 ci si tuffava dentro per poi riemergere, nel 4.0 non sarà più necessario: "E' l'era dell'always on, dell'ubiquità e della personalizzazione dell'ambiente digitale che ci circonda e ci aiuta in qualsiasi momento della nostra vita".

Una visione iper-futurista? Tutt'altro. Anche in questo caso Mueller ha infatti citato esempi concreti: 'Navball' è una partita di football che si svolge in una realtà alternativa. Si corre per le strade vere, reali, ma dando calci a un pallone virtuale che appare sul display Gps del nostro cellulare... "Il media 4.0 sarà quelo dell'advertising centrato sulla localizzazione, con i buoni sconto che ci arriveranno sul telefono mentre passiamo davanti a un negozio, oppure quello che 'ascolterà' le nostre telefonate e ci invierà annunci mirati a seconda delle parole chiave che noi pronunceremo nel corso delle conversazioni". "La velocità a cui tutto si muove e succede ci lascia senza fiato – ha concluso quindi Mueller –, tanto che sta diventando sempre più difficile distinguere la realtà dalla fantasia. E' diventato difficile persino insegnare qualcosa, visto che in poco tempo quello che impariamo viene rivoluzionato. Ma il futuro è qui, ed è adesso".