Live Communication
L'informazione in rete, in bilico tra velocità, credibilità e partecipazione
Nel corso dell'incontro denominato 'L'informazione prêt-à-porter' e tenutosi a Milano nell'ambito dell'efestival, celebri professionisti della comunicazione si sono confrontati su come il web e i social netwok cambiano il ruolo del giornalista. Tra gli altri sono intervenuti Ferruccio del Bortoli (Corriere della Sera), Milena Gabanelli (Report), Peter Gomez (ilfattoquotidiano.it) e Paolo Liguori (Tgcom).
Proprio di questo si è parlato oggi, 19 settembre, nel corso dell'incontro 'L'informazione prêt-à-porter', organizzato a Milano, in Sala Buzzati, nell'ambito dell'efestival. Moderati da Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera, si sono confrontati sul tema Gianroberto Casaleggio, presidente Casaleggio & Associati, Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, Milena Gabanelli, giornalista e conduttrice di Report, Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it, Justin Kan, founder di Justin.tv, Paolo Liguori, direttore Tgcom, Luca Sofri, direttore de Il Post, e Lillo Tombolini, direttore La7.
De Bortoli (nella foto a sx), che è recentemente approdato su Twitter, dove conta già 13.000 followers, ha ribadito la necessità di mettersi in gioco e di costruire un dialogo costante con gli utenti. "In rete tutti sono sullo stesso piano - ha esordito il direttore del Corriere della Sera -, perciò i giornalisti devono avere l'umiltà di aprirsi al confronto. E' indipensabile essere trasparenti e disponibili a dare ai lettori le risposte che cercano; solo in questo modo infatti è possibile alimentare un dibattito più ampio e questo è uno step di maturità imprescindibile per il giornalismo, se vuole continuare a giocare il suo ruolo chiave anche sui nuovi mezzi".
Perplessa Milena Gabanelli (nella foto a dx), che ha sottolineato come non sia così facile 'mettersi in gioco', affermando: "Ricevo
"Sono convinto che anche in futuro continueranno a esserci le inchieste, semplicemente evolveranno per adeguarsi al mezzo attraverso cui verranno diffuse - ha spiegato Paolo Liguori, direttore di Tgcom -. Dobbiamo convincerci del fatto che i mezzi non sono degli strumenti neutrali ma sono importanti tanto quanto il contenuto che veicolano. Pertanto il web e i social network porteranno a una radicale trasformazione del nostro modo di lavorare, pur mantendo costanti le tre caratteristiche fondamentali del mestiere del giornalista, ovvero velocità, flessibilità e attenzione al linguaggio".
Tgcom, che a marzo ha compiuto 10 anni, conta 1,2 milioni di utenti unici al giorno. Prima della fine dell'anno verrà lanciato sul digitale terrestre il nuovo canale Tgcom24, a cui si aggiungeranno applicazioni ad hoc per Blackberry, iPhone e iPad. "Il nostro obiettivo è costruire un vero e proprio sistema che ruoti intorno al marchio Tgcom - ha anticipato Liguori -, proprio perchè, oggi più che mai, il brand è importante per acquisire credibilità".
"Secondo le previsioni i ricavi derivanti da display advertising passeranno da 8 a 15 miliardi in quattro anni - ha detto Casaleggio -. Tenendo conto che il 46,6% del tempo dedicato alla navigazione è speso sui social network, contro l'1,2% speso sui giornali online, non stupisce che gli investitori prediligano pianificare le loro campagne su Facebook piuttosto che sulle testate di informazione".
In questo tripudio di siti di informazione e social media, quale il ruolo delle testate cartacee? "Qualcuno dice che nel 2026 i giornali tradizionali non ci saranno più", ha affermato Casaleggio. "Non credo - ha dissentito Peter Gomez - , la carta non morirà come a suo tempo la radio non è morta dopo l'avvento della televisione. A mio parere, i giornali comunemente intesi continueranno a esistere e il loro valore aggiunto sarà proprio la capacità di selezionare le notizie più rilevanti tra le tantissime disponibili e di ordinarle per i loro lettori".
E chi può saperlo meglio di lui, che porta l'esperienza di un giornale di carta, Il Fatto Quotidiano, nato grazie al web? "Il Fatto Quotidiano è stato lanciato con il capitale raccolto grazie ai 30.000 abbonamenti firmati attraverso la rete - ha spiegato Gomez - . Il sito, che si ispira all'Huffington Post, è nato un anno fa e oggi conta 610.000 fan su Facebook, che contiamo di portare a 1 milione, anche perchè abbiamo verificato che il 25% del traffico sul portale deriva proprio da Facebook. Il nostro obiettivo è avvicinarci il più possibile ai siti dei grandi quotidiani di informazione, puntando sul nostro plus, ovvero l'indipendenza".
Ilfattoquotidiano.it può contare su una comunità numerosa, che fornisce tantissime notizie, di cui l'8-10% finisce sulle pagine del quotidiano, naturalmente dopo le dovute verifiche. Già, perchè nella miriade di notizie circolanti in rete, è sempre più complesso verificarne la veridicità.
"E' pressochè impossibile verificare tutte le news - ha sottolineato Luca Sofri -, per cui gli approcci possibili sono due: il primo consiste nel mettersi nell'ottica che i giornali non sono più le sentinelle dell'informazione, come li abbiamo considerati fino ad oggi, ma contenitori dove l'informazione si unisce all'advertsing, all'entertainment, al gossip e così via; la seconda strada, invece, che io cerco di seguire con Il Post e che credo sia per ora una via di nicchia, è investire sulla qualità, ovvero riservare la massima attenzione all'affidabilità e alla gerarchia delle notizie, facendo un lungo lavoro di verifica per non incorrere in errori grossolani".
Certo, non sempre è necessario che i contenuti siano originali per essere apprezzati dagli utenti, anzi, spesso i navigatori preferiscono ritrovare sul web le notizie che hanno già letto sul loro quotidiano o rivedere in rete i filmati già trasmessi in tv, basti pensare agli spezzoni di programmi televisivi rivisti su YouTube o sugli stessi siti di Rai e Mediaset e TgCom.
Alcune volte invece, sull'onda della partecipazione consentita dal web, gli utenti si fanno essi stessi produttori di contenuti da condividere. E' proprio su questo che si basa il business di Justin.tv, piattaforma attraverso la quale è possibile condividere video di ogni tipo. "La nostra idea - ha spiegato il fondatore Justin Kan - , è stata dare vita a una comunità che potesse condividere e commentare filmati di ogni tipo, senza alcuna limitazione". Il potere dato agli user, insomma, che sembrano apprezzare.
Serena Piazzi

