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La comunicazione che mette al centro l’uomo

Si è svolta ieri, mercoledì 14 giugno a Milano la tavola rotonda, 'Chiesa, Giornalisti e Pubblicitari si interrogano sul Mondo della Comunicazione', prima tappa di un percorso di approfondimento che pubblicitari e giornalisti lombardi hanno avviato per riflettere sulla comune professione di comunicatori e sulla funzione sociale che questo ruolo riveste. Con l'intento di ricreare un ruolo più condiviso e più consapevole della comunicazione, rilanciando la centralità della persona umana nasce il progetto dal nome 'Comunicare Oggi - L'Uomo al Centro della Comunicazione' spiegato anche sul sito http://www.comunicareoggi.com e promosso da Ucsi-Unione Cattolica della Stampa Italiana e TP-Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti

All'incontro hanno partecipato Enrico Finzi, presidente TP, Padre Ciro Benedettini, vicedirettore Sala Stampa Vaticana, Mons. Giorgio Zucchelli, presidente Fisc, Federazione Italiana Settimanali Cattolici, Carlo Momigliano, direttore marketing pubblicità Mondadori e vice presidente TP, Marco Mignani, titolare dell'agenzia Mignani Pintér Galbiati, Maddalena Noceto, direttore Brava Casa, Giovanni Santambrogio, caporedattore centrale de Il sole24ore e Mario Soavi, coordinatore regionale TP Lombardia che ha parlato del progetto. Alberto Comuzzi, presidente Lombardia UCSI-Unione Cattolica Stampa Italiana, ha moderato l'incontro, interagendo con il relatori.

Molti i punti e temi toccati dai relatori nel corso del convegno, argomenti che come filo conduttore hanno proposto la necessità di una comunicazione consapevole, etica, rispettosa delle persone a cui si rivolge; l'importanza della credibilità, affidabilità di chi scrive, produce e diffonde le informazioni; la necessità di instaurare un rapporto di fiducia con il target a cui la comunicazone è rivolta, pubblico non più sprovveduto e ingenuo ma, al contrario, informato e consapevole.

"Molto importante è l'accuratezza dell'informazione – ha affermato Giovanni Santambrogio -. Una comunicazione sbagliata si ritorce sulle scelte del lettore. Trascurare il lettore significa deviarlo"

"ll problema delle notizie è la fonte – continua il caporedattore centrale de Il Sole24ore – che è il patrimonio di ogni giornalista. Il fatto è che non sia a disposizione di tutti rende importante il rapporto privilegiato che chi scrive instaura con chi fornisce le informazioni. Relazione che si basa sulla credibilità, affidabilità, etica del giornalista stesso".

Il punto di vista dei pubblicitari è stato espresso da Enrico Mignani, titolare dell'agenzia Mignani Pintér Galbiati: "Produciamo spot sempre più spettacolari, tanto che il contenuto del messaggio che vogliamo veicolare passa in secondo piano. Ormai la comunicazione commerciale non assolve più la sua funzione economica. Lo si capisce dai risultati, la maschera che impedisce ai messaggi commerciali di arrivare è la spettacolarizzazione, cosa più evidente nella tv"

"La pubblicità, a differenza di un articolo di giornale, ha la caratteristica della ripetitività - aggiunge Mignani -. Abbiamo molte regolamentazioni sulla produzione di spot, tuttavia spesso però ci si dimentica del suo effetto normalizzante".

Sull'accuratezza dell'informazione e sul rapporto con i giornalisti si è espresso anche Padre Ciro Benedettini, vicedirettore Sala Stampa Vaticana: "Comunicare il messaggio e il pensiero della Santa Sede è un compito tutt'altro che facile. Ci vuole un messaggio preferibilmente corto con parole ben studiate e calibrate data la sua diffusione internazionale e i problemi di traduzione". Importante quindi il rapporto con le testate, continua Benedettini, che hanno il compito di rendere accessibili i contenuti non sempre di immediata comprensione.

Nel suo intervento Maddalena Noceto (Brava Casa) ha sottolineato quanto la pubblicità (in particolare quella dei cosmetici e della moda made in Italy) abbia negli anni pesantemente influenzato i contenuti delle testate femminili. Pubblicità che, da un lato, porta molti profitti, dall'altro, sta poco a trasformarsi in un deterrente all'acquisto. "Il pubblico – ha affermato il direttore di Brava Casa - negli anni comunque è cresciuto, è molto importante quindi concentarsi su questo nella produzione dei contenuti". Da qui il costante impegno nei sondaggi, che tra l'altro, hanno confermato che le lettrici prediligono la pubblicità informativa.

Mons. Giorgio Zucchelli, presidente Fisc, Federazione Italiana Settimanali Cattolici, ha sottolineato l'impegno dei suoi prodotti editorali (settimanali cattolici a tiratura locale) ad essere informativi e soprattutto produrre messaggi accessibili a tutti. Farsi comprendere da tutti è indispensabile sia da un punto di vista di democrazia civile sia della carità cristiana.

Sull'eticità e moralità nei contenuti pubblicitari, Carlo Momigliano, direttore marketing pubblicità Mondadori e vice presidente TP si è espresso, sostenendo che si punta sulla qualità della pubblicità per renderla migliore e farla funzionare. L'eticità, in questa ottica, è puramente strumentale all'ottenimento di un buon prodotto pubblicitario, che altrimenti sarebbe inefficace.

Infine, Enrico Finzi, presidente TP, nel suo intervento di chiusura, ha sottlineato l'importanza della credibilità delle testate per instaurare un rapporto di fiducia con i lettori.

Serena Fuart