Live Communication
La nuova tv e le nuove rilevazioni, dal 'live' al 'time shifted viewing'
La prima mattinata della due giorni organizzata a Milano da MediaConsultants per parlare di indagini, rilevazioni, modelli e strumenti, è stata interamente dedicata all'esplorazione del mezzo televisivo, con interventi a cura di Walter Pancini, dg Auditel, Vanni Ganzi, amministratore unico Metro Media System, e Ferdinando Aldè, dg Media Consultants, che hanno spiegato come si evolve la ricerca per stare al passo con una tv sempre meno lineare.
A catalizzare l'attenzione nella prima mattinata di lavori è stata la televisione, di cui hanno parlato Walter Pacini, direttore generale Auditel, Vanni Ganzi, amministratore unico Metro Media System, e Ferdinando Aldè, direttore generale e chief scientist officer Media Consultants.
"Il mezzo televisivo negli ultimi tempi ha subito una vera e propria rivoluzione, dal momento che, con l'avvento del digitale terrestre, i canali si sono moltiplicati e allo stesso tempo sono cambiate anche le modalità di fruizione, grazie all'opportunità data dai nuovi strumenti di rivedere quando e dove si vuol e i propri programmi preferiti - ha esordito Pacini (nella foto a sx) -. Dalle indagini emerge che il consumo televisivo continua a crescere; in particolare dal 2000 ad oggi è aumentato dell'11%. La crescita è dovuta principalmente a due fattori: l'aumento del tempo di visione giornaliero, determinato a sua volta dalla sempre maggiore presenza di over 64enni nel nostro Paese, e l'esplosione dell'offerta, avvenuta grazie alla moltiplicazione dei canali digitali che ha portato a un totale di 2500 emittenti presenti oggi in Italia".
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"Rapida è stata la diffusione del digitale terrestre - ha continuato il dg di Auditel -: nel 2010 il consumo del dtt ha rappresentato il 43% del consumo totale di tv, contro il 14% del 2009, e lo share è passato dal 6,6% dell'aprile 2009 al 62,6% dello stesso mese di quest'anno".
In questo scenario, inutile negare che il lavoro svolto da Auditel sia diventato molto più impegnativo: basti pensare che dalle 81 emittenti rilevate nel 1996 si è passati alle 279 di oggi. L'istituto ha cercato di stare al passo seguendo la transizione verso il dtt e apportando alcuni cambiamenti alle modalità di indagine: come ha messo in luce Pacini, il parco Meter è stato sostituito dai nuovi Unitam e, nell'ottica 'follow the video', è stata svolta una ricerca per avere una panoramica aggiornata sull'ascolto 'fuori casa'.
Non solo. E' stata svolta un'indagine pilota per definire il consumo televisivo degli stranieri, sono stati avviati contatti per
definire il perimetro dei contenuti televisivi visti sul web e sono state gettate le basi per il passaggio delle indagini dalla 'tv lineare' a quella 'non lineare'."Nel dettaglio, dall'1 maggio Auditel rende disponibili i dati sull'ascolto differito, denominato TSV, ovvero time shifted viewing - ha spiegato il dg Auditel - . Si tratta di esaminare la riattivazione all'ascolto conseguita da un programma registrato e rivisto successivamente alla messa in onda attraverso una delle varie modalità possibili (come ad es. il MySky o Premium Net Tv, ndr.). La visione differita può avvenire nello stesso giorno della messa in onda del programma, in questo caso si parla di VOSDAL, o nei giorni successivi alla messa in onda, TSV appunto. Auditel è in grado di fornire per il suo panel composto da 2500 famiglie sia i tre dati separati (Live, cioè ascolto effettuato nel momento dell'emissione, VOSDAL e TSV, ndr.), sia il dato consolidato".
Per misurare il time shifted l'Istituto utilizza la tecnica dell'Audiomatching, basata sul meter Unitam, che rileva gli ascolti attraverso la comparazione delle tracce audio digitalizzate. "Al momento, nonostante tutti i cambiamenti in atto, è ovvio che è ancora la tv tradizionale a fare la parte del leone - ha consluso Pacini -. I fenomeni come il TSV sono per ora di nicchia, ma è tuttavia importanti tenerli in considerazione e analizzarli, soprattutto per un Istituto come Auditel il cui compito è monitorare l'ascolto televisivo a tutti i livelli, senza limitarsi alle grandi emittenti".
"Si tratta sicuramente di percentuali marginali - ha concordato Ferdinando Aldè, direttore generale e chief scientist officer Media Consultants -, ma non per questo vanno sottovalutati, perchè danno indicazione di come sta evolvendo il panorama televisivo e soprattutto hanno delle conseguenze anche in termini di pianificazione pubblicitaria, perchè potrebbe essere interessante per un'azienda o un centro media conoscere quali programmi vengono rivisti dopo la messa in onda e su quali piattaforme. Ad esempio, effettuando l'analisi degli ascolti di una settimana di maggio, è emerso che tra i canali più rivisti ci sono Fox, Sky Cinema, Canale 5 e Italia 1, e che, in merito al genere, i più interessati dal fenomeno della visione in differita sono le serie e i telefilm".
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E' stato molto tecnico l'intervento di Vanni Ganzi, amministratore unico Metro Media System, che ha spiegato come l'attività di Metro Media System, nata a marzo 2008 per rilevare l'advertising in tv, si sia evoluta per cavalcare la tigre del cambiamento di scenario.
"Nel 2010 abbiamo aggiunto altre 6 reti alle 7 già rilevate - ha dichiarato Ganzi -, per poi arrivare all'1 gennaio 2011 a monitorare ancheRai Premium, La5, Rai 5 e Mediaset Extra. Infine, l'1 giugno sono state incluse nelle rilevazioni anche le 20 reti di Digitalia 08: siamo passati in breve da 7 a 40 emittenti con una notevole complicazione del lavoro".
La società, secondo i parametri fissati da UPA e AssoComunicazione, con un sistema piuttosto complesso è in grado di monitorare l'affollamento, la lunghezza dei break e la presenza della concorrenza, nonchè di effettuare controlli di qualità relativi all'adv trasmessa.
"Abbiamo siglato inoltre un importante accordo con Nielsen - ha affermato Ganzi - : Metro Media System fornirà a Nielsen i dati delle reti che rileva in esclusiva, mentre Nielsen da questa estate metterà a disposizione di Metro Media System la sua classificazione (marchi, aziende e sistematica, ndr.) per tutti i prodotti in onda su tutte le reti rilevate. Puntiamo a realizzare un progetto di rilevazione congiunta che consenta di avere una banca dati comune, mantenendo allo stesso tempo il più possibile le peculiarità dei due Istituti. L'obiettivo ultimo è aumentare l’offerta delle reti rilevate totalmente e certificate e arrivare ad offrire oltre 50 reti".
Serena Piazzi

