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Laboratorio EuroMediterraneo: l'integrazione passa per i media
Al centro del dibattito: la necessità di maggiori investimenti pubblicitari occidentali nei Paesi a sud del Mediterraneo; progetti di gemellaggio tra tv europee e tv arabe; e il comunicare 'l'altro' senza pregiudizi. A moderare la discussione Enrico Mentana .
Quest'oggi a Milano, presso il Palazzo Mezzanotte di piazza degli Affari, si è svolta la VI Conferenza Annuale del Laboratorio EuroMediterraneo organizzata dalla Camera di Commercio di Milano e da Promos, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano dedicata all'internazionalizzazione.
La conferenza, intitolata 'Mediterraneo allargato: le nuove frontiere per uno sviluppo economico e sociale', aveva l'obiettivo di sviluppare sinergie progettuali nell'ambito dei settori prioritari per lo sviluppo dell'area del Mediterraneo, quali le reti infrastrutturali ed energetiche, la logistica, l'innovazione tecnologica, l'informazione e i mass media.

"Il sesto Laboratorio Euromediterraneo - dichiara Carlo Sangalli (foto 1), presidente Camera di Commercio di Milano - è un'occasione privilegiata per un confronto internazionale sull'integrazione sociale ed economica dei Paesi euromediterranei e del Golfo. A partire dalla sempre più forte presenza di imprenditori extracomunitari del Mediterraneo a Milano, fino alla crescita esponenziale degli scambi. Inoltre, di fronte all'inarrestabile aumento del prezzo del petrolio – continua Sangalli – la collaborazione euromediterranea diventa ancora più strategica, e chiede un rafforzamento delle infrastrutture, così come l'avvio di progetti condivisi per un'energia sostenibile".
Nel corso del pomeriggio, moderata da Enrico
Mentana (foto 2), si è svolta la seconda
sessione plenaria intitolata 'Il network economico e il network dei media'. Al
dibattito, tra gli altri, hanno partecipato Nakhle El Hage,
direttore Al Arabiya, Emirati Arabi Uniti; Diana
Jabbour, direttore Syrian Television ; e Mona El
Saghir, head of Tv Script Review Egyptian Radio and Television
Union.
Nel suo intervento, Nakhle El Hage ha sostenuto la necessità di maggiori investimenti pubblicitari occidentali nel sistema mediatico dei Paesi a sud del Mediterraneo. È vero, ha sostenuto El Hage, che i mass media possono favorire la comunicazione e il dialogo tra le due sponde del mare, ma bisogna anche tener conto che uno dei problemi principali dei media dei Paesi arabi è la scarsa libertà di parola. "Nei nostri Paesi – afferma El Hage – conta molto il sostegno del governo, ma le colpe sono anche dell'Europa, i media indipendenti sono supportati dalla pubblicità e il mondo occidentale non investe abbastanza in pubblicità nei Paesi arabi".
Inoltre, sostiene sempre Nakhle El Hage, c'è anche il problema fondamentale della formazione: "Gli europei dovrebbero aiutare i giornalisti arabi nei loro percorsi formativi perché la libertà di espressione è anche una questione di formazione". L'intervento del direttore di Al Arabiya si è chiuso con un appello, accolto con un applauso dalle persone presenti in sala, affinché giornalisti arabi oppressi non siano lasciati soli e siano sostenuti con maggiore forza.
Diana Jabbour , direttore Syrian Television, nel suo intervento ha sottolineato la necessità di progettare una serie di trasmissioni televisive che, in onda sia in Italia sia in Siria, si impegnino per comunicare 'l'altro' senza cadere in semplificazioni e pregiudizi. "Anche perché - ricorda Jabbour - è molto difficile comunicare con dei 'mostri', i mostri in genere vanno combattuti e abbattuti, per dialogare con qualcuno bisogna che sia percepito come un essere umano".
Il giro di interventi che si sono concentrati sulla questione media è stato concluso da Mona El Saghir della radiotelevisione egiziana. La sua proposta è stata quella di avviare una serie di progetti di gemellaggio tra tv europee e tv del sud Mediterraneo per promuovere lo sviluppo e la ricerca nell'ambito delle tecnologie e della comunicazione. Qualcosa di simile, ha specificato, già esiste tra la tv egiziana e quella tedesca. "Quello che serve – ha continuato El Saghir – è un 'memorandum' che includa scambi tra programmi televisivi, workshop e seminari, e scambi tra studenti per favorire il dialogo tra i giovani".
Infine, occorre sottolineare che nel corso della VI Conferenza Annuale dell'EuroMediterraneo, sono stati siglati due importanti accordi di collaborazione tra la Camera di Commercio di Milano – Promos e il Ministero dell'Economia degli Emirati Arabi Uniti e il Ministero dell'Industria, del Commercio e delle nuove Tecnologie del Marocco.
In particolare, grazie all'intesa, saranno avviati progetti congiunti nel campo del trasferimento tecnologico, della formazione del capitale umano, oltre alla promozione degli investimenti diretti esteri negli Emirati Arabi e in Marocco, e di attrazione di investimenti da questi Paesi in Italia.
Gli accordi prevedono, inoltre, l'apertura di uffici di collegamento dei Ministeri dei due Paesi presso la sede della Camera di Commercio di Milano, con l'obiettivo di creare un punto di riferimento per numerose iniziative di collaborazione economica, finanziaria e commerciale. Questo si inserisce nell'intensa attività di marketing territoriale realizzata da Promos che ha come obiettivo l'attrazione di capitale finanziario, capitale umano e flussi turistici.

Concludiamo citando le proposte che Bruno Ermolli (foto 3), presidente di Promos, ha lanciato nel corso della conferenza per conferire un'ulteriore spinta propulsiva al processo di integrazione tra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo: uno, istituire il primo fondo italo-arabo per lo sviluppo delle infrastrutture mediterranee; due, costituire a Milano la sede del Segretariato italiano dell''Unione per il Mediterraneo' e collaborare allo sviluppo dei suoi progetti; tre, ospitare a Milano la prima Conferenza dei Ministri economici dell''Unione per il Mediterraneo"; quattro, realizzare una rete di alleanze strategiche tra i media delle due sponde; cinque, intensificare l'arrivo di capitali esteri, di uffici commerciali e sedi di rappresentanza economica dai Paesi del Mediterraneo e del Golfo per sviluppare le potenzialità commerciali ed economiche di 'Milano Internazionale'.
Mario Garaffa

