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Mobile Content in Italia: un mercato da 1,2 miliardi di euro
L' Osservatorio Mobile Content della School of Management del Politecnico di Milano, ha presentato quest'oggi la Ricerca 2008, basata su interviste dirette a 100 player operanti nel settore dei contenuti e servizi su telefonia mobile.
Per approfondire maggiormente il tema, di forte interesse per i soggetti coinvolti e di particolare rilevanza nello scenario attuale, è stato organizzato, nella sesta edizione dell'Osservatorio e all'interno del Wireless4Business Forum, un convegno ad hoc: 'Il Mobile diventa Web. Il Web diventa Mobile'.
L'evento è nato in collaborazione con il Mobile Entertainment Forum (MEF) ed è stato organizzato con Smau, Wireless4Innovation e il patrocinio di Assinform. Oltre alla presentazione dei risultati dell'indagine, dalla quale emerge che il mercato dei Mobile Content cresce nel 2007 del 15% circa, con un tasso simile a quello del 2006, raggiungendo quasi 1,2 miliardi di euro, l'evento si è arricchito del prezioso intervento di alcuni fra i maggiori protagonisti e sostenitori delle tendenze che caratterizano il mercato del Mobile Content.
I dati dello studio sono stati commentati anche dai principali operatori di telefonia mobile. Umberto Bertelè, presidente School of Management Politecnico di Milano, ha presieduto il convegno e, dopo una breve introduzione, ha lasciato la parola ad Andrea Rangone e a Filippo Renga, l'uno Responsabile Scientifico Osservatorio Mobile Content Politecnico di Milano, l'altro Responsabile della Ricerca Osservatorio Mobile Content.
"Il 2007 – ha spiegato Andrea Rangone - è stato l'anno in cui le grandi Web Company globali sono entrate pesantemente nel mercato dei Mobile Content, spingendo il paradigma del Mobile Internet-Web. Questi player stanno introducendo rapidamente nel mondo Mobile le piattaforme tecnologiche del mondo Pc-centrico di Internet e spingono verso un modello di business advertising based, modello che potrebbe, per alcune tipologie di servizi e contenuti, ben affiancarsi al modello premium".
Nascono in questo frangente attività di co-opetition, i cui risvolti futuri sono difficilmente prevedibili. Precisa infatti Rangone: "Nei confronti degli altri player dell'ecosistema Mobile, le Web Company stanno stringendo accordi di partnership sia con le Telco, per mettere loro a disposizione i propri contenuti e servizi con l'intento di ottenere un'elevata visibilità sui loro Mobile Portal, sia con i Produttori di terminali, per pre-installare nei device i loro client Mobile".
Le aziende italiane del settore detengono una leadership assoluta a livello mondiale, ma il mercato non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. "L'Italia – dice Filippo Renga - funge in un certo senso da apripista per gli altri paesi del mondo. Dopo anni in cui eravamo abituati a tassi dell'ordine del 50%, registriamo per il secondo anno consecutivo una graduale ma evidente crescita. Sia per penetrazione – ha proseguito Renga- sulla popolazione, sia per diffusione di terminali 3G, il nostro paese è primo in Europa, avanti anche rispetto agli Stati Uniti . È lecito pensare, allora, che dalle scelte e dalle linee guida che si intraprenderanno in Italia possa nascere il modello di businee di riferimento per il settore".
Mobile Internet-Web, Mobile 2.0 e Mobile Advertising modificano il paradigma del settore dando vita ad un periodo di transizione caratterizzato da forti contraddizioni. A descrivere lo scenario internazionale è Andrew Bud, Presidente MEF, che commenta:- "Il successo di questo settore si è basato e si baserà sempre di più sulla fiducia che l'utente può nutrire nella trasparenza, nell'affidabilità e nell'innovatività dell'offerta. Inoltre – precisa Bud -, il problema del livello della trasparenza dei costi del traffico dati non si risolve solo con un approccio 'flat-rate' ma andrà affrontato in maniera più universale, immediata e sotenibile.
Oltre all'intervento dell'Executive Chairman, la giornata è continuata con quattro tavole rotonde; relatori questa volta sono stati i vari manager di importanti aziende, fra le quali alcuni gruppi editoriali (L'Espresso, Il Sole 24 Ore) e le Telco.
Lucia Bruno

