Live Communication
MyReputation, per monitorare la propria identità digitale
Lo strumento sviluppato da Reputation Manager per analizzare e monitorare facilmente la propria identità digitale, è stato testato “live” questa mattina al Circolo della Stampa di Milano da Angelo Perrino, fondatore e direttore di Affaritaliani.it, e utilizzato per compilare le pagelle reputazionali ('My Reputation Score') di alcuni fra i più noti politici italiani.
Presentato oggi a Milano, al Circolo della Stampa, un nuovo sito che potrà aiutare molti italiani ad analizzare e monitorare facilmente la propria identità digitale (ovvero, il riflesso in rete della nostra identità off-line, ricostruita e interpretata attraverso le informazioni disponibili, soprattutto quelle più accessibili e visibili) ed eventualmente ottimizzarla, per renderla più coerente con quella 'reale': si chiama My-Reputation ed è una piattaforma web sviluppata da ReputationManager, società specializzata nell’analisi della reputazione dei brand e delle figure di rilievo pubblico nei canali online e social media in particolare.Negli ultimi dieci anni si utilizza il web sempre di più per reperire informazioni personali e professionali su aziende e persone. Diventa quindi chiara l’esigenza e la necessità della perfetta corrispondenza tra profili offline e online. I motori di ricerca giocano un ruolo principe nella fase di ricerca delle informazioni - che si tratti di contenuti testuali, immagini, video o addirittura “dati sensibili” - e negli ultimi anni anche i social network hanno assunto un’importanza sempre più rilevante nelle fasi di coinvolgimento ed eco delle informazioni proposte e reperibili in rete.
Alcuni 'fatti' incontrovertibili ad esempio, sono:
- Il 49% dei recruiter valuta il candidato cercando informazioni online, e nel 27% dei casi lo elimina a causa di queste» (Adecco, 2012)
- 14,3 milioni di persone ogni giorno possono accedere alla tua identità digitale» (Audiweb, settembre 2012)
- Il 60% degli europei condivide online dati personali: 90%informazioni biografiche, 50% informazioni sociali, 10% dati sensibili» (Adnkronos, 2012)
- Furto identità Web, 8 milioni di italiani a rischio: 1 su 3 rilascia dati sensibili in Rete» (Osservatorio TuttiMedia 2012)
Per rispondere ai principali interrogativi sull'identità digitale delle persone, Reputation Manager ha sviluppato My-Reputation - ovvero una piattaforma web gratuita che permette di controllare e gestire il proprio ecosistema informativo online, sotto tre punti di vista:
1. Identità: per valutare e tenere sotto controllo i contenuti presenti in rete restituiti dai motori di ricerca agli utenti che cercano informazioni sui profili
2. Profilo: per completare il profilo con i propri dati e creare una propria pagina personale MyReputation e avere così un nuovo contenuto che migliori la propria identità online
3. Social Network: per far crescere il proprio punteggio e scoprire il proprio livello di social influence.
A partire dagli indici ottenuti nelle aree Identità, Profilo e Social è quindi calcolato il My Reputation Score, che riflette l’identità digitale nel suo complesso: qualitativo, informativo e relazionale.
MyReputation diventa così il mezzo per valutare la propria reputazione personale, professionale e sociale in Rete ed eventualmente, anche re-ingegnerizzarla: tramite il “MyReputation Score” è infatti possibile capire punti di forza e debolezza della propria identità sul web, ed eventualmente poi intervenire per migliorare, correggere, evidenziare aspetti poco visibili in rete.
Per dare un esempio pratico di quanto sia semplice ed efficace usare My-Reputation, durante la presentazione al Circolo della Stampa Angelo Perrino, fondatore e direttore di Affaritaliani.it, si è sottoposto “live” a un test della propria identità digitale con My-Reputation, e ha commentato con Andrea Barchiesi (nella foto), Amministratore Delegato di Reputation Manager, i risultati ottenuti con lo stesso procedimento per diciotto politici italiani: Alfano, Berlusconi, Bersani, Bindi, Bossi, Casini, Cicchitto, Di Pietro, Fini, Formigoni, Grillo, La Russa, Maroni, Monti, Pisapia, Renzi, Santanchè, Vendola.
Ecco i risultati:
BERSANI E GRILLO A PARI MERITO, SUL PODIO ANCHE RENZI
Sul podio dei tre score più alti arrivano Bersani e Grillo, a pari merito, seguiti di misura da Renzi. Sorprende forse, a prima vista, che il comico-politico più famoso del web e il primo ad aver utilizzato intensivamente internet - con quasi un milione di fan su Facebook e quasi ottocentomila follower su Twitter, cifre impensabili per Bersani (FB: circa 90.000; Twitter circa 180.000) - per le sue campagne non arrivi in testa, ma “Ciò si spiega con la ponderazione che lo strumento fa a partire dalla tonalità dei risultati - commenta Barchiesi - Grillo infatti, pur avendo un numero molto maggiore di conversazioni online che lo riguardano (più persone che parlano di/con lui), oltre 10 volte tanto Bersani, ha però una percentuale più alta, doppia (12% vs. 6%) di contenuti negativi”.
ALFANO ARRIVA SESTO, MA PRIMO DEL CENTRO-DESTRA
Sotto Renzi si piazzano Vendola e Di Pietro a poche lunghezze, e poi arriva la prima figura politica di centro-destra in classifica, Angelino Alfano, che a parità di altri fattori è penalizzato solo dall’essere un tantino meno “social-attivo” del leader dell’IDV.
SANTANCHE’ E BINDI A META’ CLASSIFICA, ULTIMI L’EX LEADER DELLA LEGA E I DUE (EX)PREMIER
Una menzione particolare va alle sole due donne presenti in classifica, che ottengono - in modi però molto diversi - lo stesso punteggio di “My Reputation Score”: Daniela Santanchè e Rosy Bindi. Santanchè ha infatti un’elevata quantità di conversazioni online e un gran numero di fan su Facebook, ma Bindi recupera, nonostante una più alta percentuale di negatività, grazie alla professionalità più elevata percepita sul web e alla sua grossa attività social, in particolare su Twitter.
E chi sono i fanalini di coda, quelli che dovrebbero lavorare ancora molto sulla propria identità digitale, secondo le “pagelle” di My-Reputation, per renderla coerente con la propria immagine off-line?
Anzitutto l’ex-leader della Lega, Umberto Bossi che (a differenza di Roberto Maroni, ben piazzato in undicesima posizione) arriva ultimo - e non ha nemmeno un profilo ufficiale Twitter né una pagina ufficiale Facebook - ma anche Monti e Berlusconi, penultimi a pari merito, pur avendo percentuali quasi inverse di contenuti positivi e negativi (60%positivi - 40% negativi Monti, 35%-65% Berlusconi), nonostante l’ex-Premier sia un po’ più attivo sui Social, avendo una pagina Facebook molto seguita, con quasi mezzo milione di fan.
“La cura dell’identità digitale è la costruzione graduale di un complesso mosaico: reputazione, relazioni, competenze, esperienza sono i tasselli che concorrono a formare l’immagine di una persona ed è importante che ogni aspetto emerga in modo adeguato” - ha concluso Andrea Barchiesi - “My Reputation serve proprio a fare in modo che queste componenti siano calibrate nella presenza online per restituire a coloro che cercano o si imbattono nel tuo nominativo un’istantanea di chi sei, un quadro completo sulle tue attività e la possibilità di raggiungerti attraverso molteplici canali. I nostri politici, è vero, sono noti grazie ai media tradizionali, ma - come in parte dimostrano i posizionamenti di Grillo e Renzi - sarà sempre più importante, specie per chi si presenta oggi sulla scena politica, lavorare molto sulla propria identità digitale per farsi trovare dai propri elettori.”
Tutti i dati degli score dei politici analizzati da Reputation Manager con My-Reputation sono visibili a:www.my-reputation.it/PublicProfiles
EC

