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Popai, il vantaggio economico del green retail
Simply e Crai allo specchio per capire come la distribuzione si stia organizzando per accogliere e applicare una logica green. Dall’esperimento di Botticino alla vendita dei prodotti sfusi, il green è non solo una questione di responsabilità, ma anche un vantaggio economico.
Il green è un approccio al quale il consumatore presta sempre maggiore attenzione e, nell’universo retail, anche le catene si organizzano in tal senso. Ma il green è anche economicamente vincente? Questa la domanda alla quale i relatori della sessione pomeridiana del convegno di Popai Italia a Milano (‘Ordine & Extra-Vaganze’, presso l’Università Iulm il 3 e 4 marzo) hanno dato una risposta. “Non esiste e non ha senso di esistere un progetto di csr al quale non sia applicata una valutazione anche di tipo economico. Ogni iniziativa deve conciliare l’impatto economico, sociale e ambientale”, ha dichiarato Carlo Delmenico, direttore responsabilità sociale d’impresa Sma (Gruppo Auchan). Delmenico ha presentato il punto vendita di Botticino, in provincia di Brescia, il primo della catena Simply ad essere ‘ecoattento’, ovvero aderente a criteri di sostenibilità ambientale sia nell’architettura che nella gestione. Nello specifico, il punto vendita rispetta i criteri di: riduzione dei consumi e utilizzo di energia rinnovabile, riciclo di materiali e rifiuti, offerta di prodotti ‘ecoattenti’ e attenzione al territorio circostante. Una politica che ha portato a un extracosto del 15%, ma che permette alla catena di risparmiare 220.000 kw/h all’anno di energia. “Dopo quattro anni e mezzo di esercizio arriveremo al break even, dopodiché cominceremo ad avere un risparmio economico. Per la realizzazione e la gestione del punto vendita ‘ecoattento’ abbiamo stretto partnership con fornitori, ma siamo ancora in una logica evolutiva e stiamo ancora cercando le migliori soluzioni”. Sviluppare un business green, ha specificato Delmenico, si rivela dunque profittevole anche perché permette di reclutare una nuova fetta di clienti e di offrire nuove soluzione per l’acquisto dei prodotti, come ad esempio gli sfusi, che a Botticino raggiungono il 30/40% del venduto.
Crai ha fatto della vendita dei prodotti sfusi il proprio ‘cavallo di battaglia’. Ma anche questa modalità di vendita deve essere gestita in modo attento, con una vincente politica di marketing e
comunicazione: “Il reparto dei prodotti sfusi - ha dichiarato Corrado Menozzi, area marketing Crai - non deve essere percepito come il ‘reparto dei poveri’, bensì come un’alternativa valida e ispirata a principi quanto più attuali. Non deve essere ghettizzato, ma deve essere inserito all’interno di una logica ben precisa”. Crai, a differenza di Simply, non ha punti vendita di proprietà e questo, dal punto di vista della sperimentazione green, presenta alcuni evidenti svantaggi. “Non abbiamo punti vendita pilota in cui testare le innovazioni - ha concluso Menozzi -, ma soprattutto non è semplice, ogni volta, spiegare ai titolari di piccoli negozi il portato delle innovazioni stesse”.È allo studio, da parte di Popai France, uno strumento, chiamato ‘eCO.pop’ che permette di valutare l’impatto ambientale delle soluzioni per il retail e, nello specifico, di misurare le emissioni generate dalla produzione di materiali Pop. ‘eCO.pop’ valuta e incrocia diversi parametri, dai materiali utilizzati alla produzione vera e propria, dall’impiego di risorse umane al packaging, dal trasporto all’elettricità impiegata, fino alla durata del prodotto, con l’obiettivo di fornire agli operatori del retail sia uno strumenti di valutazione che un ventaglio di alternative ‘eco attente’.
Chiara Pozzoli

