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Responsabilità sociale, imperativo per aziende e istituzioni

Il pomeriggio della seconda giornata del Forum della Comunicazione di Roma si è aperto con la tavola rotonda Responsabilità sociale e sviluppo sostenibile: gli obiettivi economici possono diventare sociali?. A confrontarsi sull'argomento esponenti del mondo delle aziende e delle istituzioni, tra cui Nicolas Denis, direttore relazioni esterne Philip Morris Italia, e Mario Occhi, direttore comunicazione Agenzia del Territorio.
Il pomeriggio della seconda giornata del Forum della Comunicazione di Roma si è aperto con un'interessante tavola rotonda dal tema Responsabilità sociale e sviluppo sostenibile: gli obiettivi economici possono diventare sociali? moderata da Lorenzo Montersoli, giornalista vicecapo dell'economia del Tg5.

A confrontarsi sull'argomento esponenti del mondo delle aziende e delle istituzioni, che hanno portato esempi concreti di come la responsabilità sociale permei le loro attività.

Nicolas Denis (nella foto a dx), direttore relazioni esterne Philip Morris Italia, ha spiegato che la multinazionale, che compra tabacco in 42 Paesi ed è presente in 160, è da 40 anni attiva sul fronte della corporate social responsibility. "C'è un dipartimento, a Losanna, che si occupa proprio di tutte le attività che hanno a che vedere con la responsabilità sociale - ha detto Denis - Nel 2009 Philip Morris ha speso 25 milioni di dollari per attività legate alla sostenibilità. Sono stati realizzati 392 progetti, relativi principalmente a cinque aree: fame e povertà, violenza domestica, istruzione, aiuto alle comunità rurali e interventi in caso di calamità".

"Sono molte le iniziative che la multinazionale realizza a scopo sociale, soprattutto nelle aree in cui avviene l'acquisto del tabacco - ha continuato il direttore relazioni esterne - Ad esempio Philip Morris è attiva nella costruzione di scuole nelle aree rurali e si occupa della riforestazione in prossimità dei villaggi. Tutto questo viene fatto nel rispetto della cultura e delle tradizioni locali, senza alcuna imposizione, ma facendo capire alle popolazioni locali l'importanza dell'istruzione e degli altri provvedimenti che addottiamo".

Anche TNT Express Italy, rappresentata da Stefania Lallai, responsabile comunicazione & csr, si impegna a fondo sul tema della responsabilità sociale. "TNT promuove una crescita che sia allo stesso tempo intelligente, per questo l'azienda dedica molta attenzione alla ricerca e sviluppo, e sostenibile, attraverso la riduzione dei consumi. Inoltre, ci battiamo per portare energie alternative a disposizione delle popolazioni che non possono disporre della rete elettrica e per rendere più diffuso l'accesso a internet. A gennaio inoltre ha debuttato il Green Touch: si tratta di un comitato, aperto anche ai competitor, che ha l'obiettivo di identificare e realizzare soluzioni tecnologiche in grado di ridurre le emissioni".  

Per Giuseppe Amato (nella foto a dx), direttore generale Antonio Amato & C. Molini e Pastifici "i soldi per la responsabilità sociale sono soldi ben spesi". Per questo l'azienda si impegna a produrre con il minor impatto possibile dal punto di vista sociale. Sono inoltre in fase di studio soluzioni per ridurre i consumi come ad esempio un innovativo packaging biosolubile. 

La corporate social responsibility non tocca soltanto il mondo aziendale, ma anche quello delle Istituzioni. Mario Occhi, direttore comunicazione Agenzia del Territorio, nel corso del suo intervento ha messo in luce ad esempio come per un ente che dipende direttamente dal Ministero dell'Economia, business e responsabilità sociale debbano necessariamente andare di pari passo. "Come Agenzia del Territorio, cerchiamo di rendere i nostri servizi i più semplici e accessibili possibile, anche via web - ha affermato occhi - Ci impegniamo inoltre a garantire equità fiscale. Non bisgona dimenticare poi che il codice di comportamento della Pubblica Aministrazione prevede anche un codice etico: d'altra parte, la PA conta su 10.000 dipendenti che entrano ogni giorno in contatto con il pubblico, ed è indispensabile innanzitutto che il loro comportamento risponda a norme di eticità e correttezza".

Gianluca Spitella, responsabile comunicazione e immagine Federutility, a cui sono associate 500 aziende attive nei settori acqua, energia e gas, ha sottolineato come per le aziende attive in questi ambiti la responsabilità sociale non è parallela al core business, ma costituisce il core business stesso.

"Ognuna di queste aziende interpreta il concetto di sostenibilità in modo differente - ha spiegato Spitella - C'è chi si occupa della realizzazione di fontane per la popolazione che possono erogare acqua gasata e naturale, chi promuove campagne nelle regioni del Terzo Mondo o chi regala lampadine a basso consumo . Interessante il fatto che in questo settore vengano completamente sovvertite le regole della comunicazione classica: l'advertising serve infatti non ad invitare all'acquisto, ma a promuovere un minor utilizzo e soprattutto spreco della risrosa che l'azienda fornisce, che si tratti di acqua o di energia. Nel settore gas, invece, le campagne sociali sono più legate all'aspetto della sicurezza".

Degna di nota anche  la testimonianza di Amedeo Piva (nella foto a sx), responsabile politiche sociali e rapporti con le Ass. Ferrovie dello Stato, che ha raccontato ai presenti l'iniziativa degli Help Center presenti nelle stazioni: si tratta di centri che hanno lo scopo di fornire assistenza ai senzatetto che sono soliti 'alloggiare' nelle stazioni ferroviarie. "I centri, nati anche grazie alla collaborazione con importanti aziende, come Enel Cuore, Ikea, Philip Morris, Vodafone, sono presenti in 14 scali ferroviari italiani - ha affermato Piva - Sono stati promotori di 136.000 interventi, rivolti a 40 persone al giorno, per il 73% immigrati. Si tratta di un progetto importante, che testimonia l'impegno di Ferrovie dello Stato nell'ambito della responsabilità sociale".

Serena Piazzi