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Simonelli: arriva la nuova tv, è pronta l'Italia?

Giorgio Simonelli, docente di giornalismo radiofonico e televisivo all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano analizza ai microfoni di ADVexpress tv la televisione del futuro, sempre più interattiva, connessa e on demand grazie alla banda larga, con un occhio attento ai nuovi paradigmi di spazio e tempo della fruizione, e uno sguardo sull'Italia reale, ancora poco tecnologica e molto tradizionale.
Al convegno Comunicazione e tecnologia: le nuove frontiere della tv' organizzato oggi 14 ottobre nella sede Sipra di Milano dal capitolo italiano dell'IAA, ADVexpress tv ha intervistato Giorgio Simonelli, docente di giornalismo radiofonico e televisivo all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Simonelli ha fatto notare come nello scenario mediale si sia passati dai mezzi tradizionali all'arrivo dei new media fino ad arrivare, in questi anni, alla riproposizione della tv tradizionale secondo le logiche delle nuove tecnologie.

Guarda su ADVexpress Tv  l'intervista video a Giorgio Simonelli.

Parlando della nuova frontiera della televisione, sempre più interattiva, connessa e on demand grazie alla banda larga, Simonelli ha fatto notare come questa nuova forma di tv scardini le tre categorie tradizionali di spazio, tempo e della fruizione televisiva. Cambia lo spazio del consumo televisivo: la rivoluzione del 900 aveva riunito nelle mura domestiche il tempo del loisir prima tipico del cinema e del teatro, ora la televisione diventa mobile e approda su altri schermi invadendo altri spazi.

Dal tempo definito della fruizione, corrispondente ai tempi della messa in onda, ora, si passa a una fruizione allargata consentita dall'on demand, che amplifica il tempo televisivo oltre il calendario tradizionale grazie alla riproposizione di programmi già programmati. Da strumento di aggregazione attorno a grandi eventi, come quelli sportivi, la televisione ora catalizza una nuova comunità, meno di massa, più ristretta, che si riconosce in alcune preferenze di generi televisivi.

Tuttavia, anche se la televisione del futuro sembra ormai avvicinarsi, Simonelli sottolinea come il nostro Paese ancora non sia pronto per far fronte a questa grande novità, soprattutto se paragonato agli standard degli altri paesi europei. In Italia, fa notare Simonelli, il sistema televisivo è ancora dominato dalla tv generalista, che spopola sulle prime pagine dei giornali e nelle chiacchiere al bar con i casi più eclatanti di cronaca e attualità. Il quadro economico e socio demografico del Paese ritrae una popolazione d'età avanzata, in cui sono ancora chiari gli effetti della recessione e in cui ancora l'utilizzo di internet non è paragonabile agli standard europei. La televisione on demand invece richiede una forte partecipazione e interessa i gruppi socialmente ed economicamente più avanzati.

Infine, un interrogativo sul contenuto: la televisione si è affermata grazie soprattutto alla sua capacità affabulatoria, all'abilità di raccontare la realtà e la fiction toccando tutti i generi, dal teatro al cinema, che ha tenuto incollati milioni di italiani negli anni. Quali saranno i contenuti di una riproposizione newmediatica della televisione? Informazione? Intrattenimento? Nuove forme di racconto?

Gli interrogativi riguardano anche la pubblicità, che oltre a rispondere a logiche commerciali, è stata fin dalla sua nascita, con Carosello, un vero e proprio spettacolo. Chissà quali spazi e forme avrà nella nuova frontiera della televisione.

Elena Colombo